mercoledì, 04 novembre 2009
Sempre te chiamo.
Quando tocco il fondo,
so il numero a memoria
e ti disturbo
come un maniaco
abbarbicato al telefono;
lascio un messaggio
se sei fuori. Perdona
Perdonami di tutto
So che a volte cancelli
a qualche fortunato
il debito che tutti
con te abbiamo.

La bolletta falla pagare
a me, ma dimmi almeno
che non farai tagliare
la mia linea: ti prego,
quando echeggerà
quell'ultimo e dolorante
squillo, Dio - per Dio! -
non staccare: rispondimi!


Questa poesia Vittorio Gassman la appuntò su foglio a quadretti. Superfluo dire che sarebbe stata un'emozione unica sentirla recitata da lui, come solo lui sapeva recitare.

Roberto Vecchioni parte proprio da qui per comporre il suo ultimo disco, uscito pochi giorni or sono e presentato ieri alla Feltrinelli di Milano. Da qui deciderà anche di inserire le sue canzoni "La stazione di Zima", "Viola d'inverno" e "Le rose blu" che sono altrettanti dialoghi a un Dio, o comunque a un qualcosa dopo la vita dell'uomo.

In-cantus il titolo del cd che è una registrazione dal vivo del concerto che Roberto ha presentato nell'agosto scorso a Spoleto, e poi in altre città italiane. Concerto che prende il nome dal progetto del M° Beppe D'Onghia. Un progetto che vuole unire diverse forme di musica: la musica così detta colta - musica classica - alla musica così detta leggera e più precisamente la canzone d'autore, con l'idea che non esistono barriere e cataloghizzazioni per le emozioni trasmesse dalla musica. Per questo progetto D'Onghia pensa subito a Roberto Vecchioni, che raccoglie l'occasione per esprimere un qualcosa che era nelle sue corde da tempo.

In-cantus: ovvero Incanto, ma anche viaggio fra i canti.

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categoria: musica, oltre ogni confine
lunedì, 12 ottobre 2009
Ho sognato una vita con te, amore mio... (continua)
postato da: maria963 alle ore 11:27 | Permalink | commenti
categoria: il senso della vita, oltre ogni confine
domenica, 12 luglio 2009

 La/Il Nostra/o Piccolina/o
ha iniziato a farsi sentire
da Mamma&Papà  

09/07/09 ---> mattina, nel letto:
primi colpetti quasi impercettibili
 
10/07/09 ---> mattina, nel letto:
ancora colpetti quasi impercettibili
 
10/07/09 ---> sera/notte, nel letto:
Papà appoggia la mano sulla pancia e
Miriam/Matthew  gli da i colpetti  
poi Papà toglie la mano e nulla...
Appena Papà rimette la mano... riecco i colpetti!!
(Più forti del giorno prima... tanto che Papà
riesce a sentirli sulla mano da fuori)
 
11/07/09 ---> tutto il giorno:
Continua il giochino tra Bimba/o e Papà
 
11/07/09 ---> sera/notte, mentre Mamma è al pc:
Miriam/Matthew continua a farsi sentire 
lunedì, 27 aprile 2009
Dedicata alla più piccola delle mie nipoti e al suo papà.

Sapeva tutta la verità
il vecchio che vendeva carte e numeri,
però tua madre è stata dura da raggiungere,
lo so che senza me non c'era differenza:
saresti comunque nata,
ti avrebbe comunque avuta.
Non c'era fiume quando l'amai;
non era propriamente ragazza,
però penso di aver fatto del mio meglio,
così a volte guardo se ti rassomiglio,
lo so, lo so che non è giusto,
però mi serve pure questo.

Poi ti diranno che avevi un nonno generale,
e che tuo padre era al contrario
un po' anormale, e allora saprai
che porti il nome di un mio amico,
di uno dei pochi che non mi hanno mai tradito,
perché sei nata il giorno
che a lui moriva un sogno.

E i sogni, i sogni,
i sogni vengono dal mare,
per tutti quelli
che han sempre scelto di sbagliare,
perché, perché vincere significa "accettare"
se arrivo vuol dire che
a "qualcuno può servire,
e questo, lo dovessi mai fare,
tu, questo, non me lo perdonare.

E figlia, figlia,
non voglio che tu sia felice,
ma sempre "contro",
finché ti lasciano la voce;

vorranno
la foto col sorriso deficente,
diranno:
"Non ti agitare, che non serve a niente",
e invece tu grida forte,
la vita contro la morte.

E figlia, figlia,
figlia sei bella come il sole,
come la terra,
come la rabbia, come il pane,
e so che t'innamorerai senza pensare,
e scusa,
scusa se ci vedremo poco e male:
lontano mi porta il sogno
ho un fiore qui dentro il pugno.

dalla zia Nancy
giovedì, 16 aprile 2009
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più;

sogna, ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!

Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu;

sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre:
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire"

Sogna, ragazzo, sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più;

sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu...

Sogna, ragazzo, sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più;

sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.
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categoria: le canzoni d autore, oltre ogni confine
martedì, 31 marzo 2009
quiriciQuesta mattina ci ha lasciato Beppe Quirici (all'età di 55 anni) all'ospedale Galliera di Genova, da tempo in lotta con una brutta malattia. Un grande lutto colpisce il mondo della musica italiana.
Chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui l’ha sempre descritto come bellissima persona, prima ancora che come straordinario musicista qual’era. Negli anni ha collaborato con artisti italiani e internazionali di altissimo livello e prodotto molti cantanti e autori, soprattutto della musica d’autore nostrana. Collaborò con Ornella Vanoni, e successisamente con I New Trolls, Loredana Bertè, Anna Oxa e Toquinho.
Fu anche premiato dal Club Tenco con il riconoscimento “I suoni della musicanell’edizione del 2007.
Lo ricordiamo al fianco di Ivano Fossati (nei dischi migliori del cantautore ligure), di Giorgio Gaber (nelle sue ultime produzioni) e di Carlo Fava (Personaggi criminali e L'uomo flessibile), nonché produttore di Giua e Bonaveri.
Proprio Fossati gli dedicava, in un tour di alcuni anni fa, la canzone “Invisibile“, riferita a quelle persone che - come Quirici - senza (voler) apparire sanno dare un contributo fondamentale con il loro lavoro e la loro presenza discreta. Personalmente lo conobbi al fianco di Giorgio Gaber, ma poi ebbi il piacere di ascoltarlo con Fossati e fu Carlo Fava a presentarmelo nell'estate del 2006. Una persona squisita che ricordo con simpatia e affetto. Addio Beppe, ci mancherai.


Invisibile
il vertice puro dell'allegria
invisibile
il pianoforte del dio silenzio
invisibile.

Invisibile
ogni buon maestro che si fa invisibile
l'atto e la parola
né sciabola né bastone
invisibile.

Invisibile
una pace anche piccola
un caso d'amore
un popolo che sia capace di ricostruire il silenzio
dalla simulazione di un sogno
invisibile.

E l'invisibile limpidità
la misura del tempo
la grande arte è un mestiere piccolo
invisibile.

Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile.

Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale.

È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile
postato da: maria963 alle ore 15:58 | Permalink | commenti
categoria: musica, oltre ogni confine, ricordi
mercoledì, 18 febbraio 2009
 18/02/08 - 18/02/09
 
E' passato già un anno da quel giorno...
Questo stesso giorno di un anno fa era Lunedì... mia nonna era già qualche settimana che stava parecchio male (polmonite batterica... scoperta però pian piano... prima credevano fosse altro)... quel giorno, appena arrivati a Torino dissi a mia sorella (che, come tutti gli altri giorni andava a casa dei miei nonni, mentre io invece era più probabile che rimanessi in ufficio con mia madre): "se sta peggio e c'è bisogno di una mano chiamami che vengo anche io lì!"...
Neanche il tempo della strada dall'ufficio a casa dei miei nonni (2minuti a dir tanto) che ricevo la tel di mia sorella che, appena entrata in casa e appena vista mia nonna, mi chiama per dirmi che forse è meglio se vado...
Ammetto che ero abbastanza preoccupata... già il Sabato prima l'avevo vista molto giù e mi aveva fatto quasi "impressione"... io abituata a vederla in tutt'altro modo... e lei se n'era accorta... nonostante le sue condizioni aveva subito detto, dopo avermi guardata, "ma nancy non parla..." cosa che riteneva strana da me probabilmente...
In effetti vederla così mi aveva lasciata abbastanza senza parole e notare che si era accorta della mia preoccupazione mi fece ancora più male... non volevo darle l'impressione di essere distaccata da lei... e non volevo neanche farle capire il motivo della mia preoccupazione. Così subito risposi ridendo "no ma va... ascoltavo!!".
Tornando al lunedì... subito dopo la telefonata di mia sorella mi sono precipitata a casa dei miei nonni...
Mio nonno doveva uscire per qualche commissione e per fare la spesa e lo abbiamo rassicurato che saremmo rimaste noi con nonna...
Purtroppo non era già più autosufficiente... era stesa su quel divano, nel suo studio... aveva una voce bassa, quasi inesistente... E noi prestavamo molta attenzione ad ogni sua parola e ad ogni suo bisogno...
Siamo state con lei l'intera giornata tra medicine da darle, aereosol (quell'ultimo che le feci io prima di vederla entrare in coma), e cercare di farla mangiare...
Una giornata in cui l'abbiamo vista cambiare e peggiorare ogni minuto di più...
Vedere che non capiva più cosa le si diceva... non era più lucida...
E poi quella frase "basta Mario, Finiamola... ma non capisci?!"...
E quel "non capisci" l'ha detto con un'altra voce, un altro tono... quasi come se sapesse...
Cosa c'era da capire? Me lo sto chiedendo ancora oggi, dopo un anno da quel giorno.
Basta! Finiamola! Ma non capisci?!...
Perchè Basta? Perchè voleva che la finissimo di curarla?
Forse è vero che quando si arriva in punto di morte lo si capisce a cosa si sta andando incontro... Forse lei già sapeva.
Lei che aveva sempre avuto tanta paura per la morte quel giorno si è dimostrata forte... anche per noi!
Già sapeva e ha voluto dircelo con garbo, con delicatezza... senza farci male... così com'era abituata da sempre a fare!!
Ancora una volta, anche in una situazione così, è stata lei a proteggere noi... Come una mamma premurosa e attenta alle debolezze altrui.
Ma quel giorno non avrebbe dovuto... quel giorno doveva pensare a lei, doveva dirci quello che pensava, quello che stava succedendo... perchè così forse avremmo ancora fatto in tempo a salvarla, a cambiare gli eventi.
E invece no... lei non ci ha detto niente... si è arresa così come forse voleva quel Dio in cui credeva tanto.
Qualcuno ancora mi chiede perchè non credo in Dio?!
Io credo che se Dio (o chiunque altro) ci fosse lassù non permetterebbe queste cose. Non si sarebbe mai portato via lei...
Chiunque era meglio che se ne andasse... persino io, con i miei 20 anni... ma lei no!!!
Lei era arrivata da una settimana a quei suoi 50anni di matrimonio...ai quali teneva tanto... ed era da anni che li aspettava.
Aveva appena fatto rifare la sua cucina così come lei l'aveva voluta... e doveva partire, a giorni, per un viaggio a Roma... finalmente, dopo tanti anni in cui suo marito la voleva portare.
Perchè allora Dio l'avrebbe presa a se... proprio ora!!!! Poteva darle ancora un po' di tempo. Per una stupida polmonite poi...
No, Dio non può esistere... spero che non esista perchè quando morirò, se scoprirò che c'è, gli farò il male peggiore che lui ha fatto a me: lo farò vivere... lo farò scendere sulla terra e poi gli farò perdere pian piano (per un motivo o per l'altro) tutte le persone a cui tiene di più!!
No, non credo in Dio... non potrebbe esistere una persona così crudele!! A far succedere queste cose è solo il destino di ognuno... non è qualcuno più in alto di noi... altrimenti sarebbe il peggiore degli stronzi!!!
 
Lunedì... torniamo ancora a quel giorno...
Dopo quella frase l'abbiamo aiutata ad alzarsi dal divano perchè voleva andare in bagno ma, come dicevo, non era più autosufficiente... probabilmente non capiva neanche più chi aveva attorno a sè... penso che della mia presenza non si fosse accorta veramente... e questo mi dispiace perchè mi piacerebbe credere che abbia percepito la mia vicinanza in quel suo ultimo giorno di vita. Mi sarebbe piaciuto che sapesse che ero lì, con lei... e che non l'avrei mai lasciata sola in quel momento.
Comunque...
Dopo essere andata al bagno l'abbiamo messa sul letto così come ci aveva chiesto... e quello fù l'inizio della fine...
Da quel momento, dopo poche ore, entrò in coma...
Mi sembrava dormisse... pensavo "forse le fa bene riposare un po'"...
Intanto io e mia sorella abbiamo subito chiamato mia madre dicendole di venire perchè la situazione era grave... e nello stesso modo abbiamo chiamato (noi o mio nonno) gli altri parenti più stretti...
Forse già sapevamo anche se non volevamo ammetterlo.
 
Quel sonno è stato quello dal quale non si è poi più svegliata...
E' passata la donna di mio zio (che è un medico) per metterle delle flebo e vedere come sta... non ci ha detto niente però di flebo ne ha lasciate due... e io mi chiedevo "e dopo queste? perchè non ne lascia di più?!"
Forse anche lei già sapeva ma non voleva dircelo...
Anche mia madre appena arrivata e vista sua mamma così, in quelle condizioni, in quel letto, è stata piuttosto male e forse già si aspettava come sarebbe andata a finire...
Ma la conferma l'abbiamo avuta appena è arrivato mio zio (anch'esso medico)... appena vista ha fatto una faccia preoccupata e appena finito di visitarla è corso in bagno con le lacrime agl'occhi... questa è stata la conferma...
Non era proprio da mio zio reagire così... lui così sempre al di sopra di tutto e quasi incapace di mostrare le sue emozioni... Doveva essere qualcosa di veramente grave!
Appena uscito dal bagno ci ha detto che era in coma e ha detto di chiamare tutti i familiari mancanti e di farli venire lì...
Tutti noi abbiamo subito detto "va beh ma magari si risveglia"... Io gli chiesi "ma non c'è nulla da fare? se la portiamo in ospedale?"... lui mi rispose di no, che ormai non c'era nulla da fare ed anche in ospedale non le avrebbero fatto nulla se non "torturare" il suo corpo e gli sembrava quindi più giusto farla morire in casa vicino ai suoi cari... così come lei aveva sempre chiesto e voluto.
Staccammo tutto... solo l'ossigeno rimase... ma basso!! Perchè troppo ossigeno poteva risvegliare il cervello e renderla più consapevole di quello che stava accadendo... ma questo non sarebbe servito per farla stare meglio perchè tanto da quel coma non si sarebbe più svegliata... sarebbe solo servito a renderla consapevole della sua morte, del suo dolore... l'avrebbe fatta stare male, insomma...
 
Non sapevo se piangere o essere forte...
Intanto diventò sera... qualcuno mangiò una pizza... io di appetito non ne avevo neanche un po'...
Arrivò tra gli altri anche il prete... con quelle sue parole... come se fosse già morta...
Io non sono voluta stare in quella camera in quel momento, per me non era ancora morta, c'era ancora qualche speranza, stava solo riposando e non era giusto darla già per spacciata... bisognava avere forza e fiducia... per lei!!
Appena iniziato a parlare... con quelle sue preghiere, quel suo Dio... scoppiai a piangere... Non so bene perchè... fù una cosa istintiva e irrefrenabile.
Forse perchè ero arrabbiata e delusa che tutti fossero di la ad ascoltare quel Prete... come se lei non ci fosse già più...
Ero sola in quel momento, tutti in quella camera... solo una persona accanto a me... e la ringrazio per non avermi lasciata sola in quel momento...
Poi ci buttammo tutti su divani, poltrone, sdraio... per passare la notte.
Verso le 4.50 mi sono svegliata... così, d'improvviso, senza motivo...
Sono andata in camera da letto, subito dopo di me anche mia sorella, e dopo poco ecco quel respiro diverso da prima... ho svegliato subito tutti... speravo forse in un miglioramento... dissi subito "ehi, respira diversamente, forse è un buon segno...sta migliorando... senti non respira più così affannosamente!"... mia madre appena vista disse solo "sono i suoi ultimi respiri"...
tre... solo tre... distanti l'uno dall'altro... e poi più niente!!
Erano le 5.05 di mattina, se n'era andata... ci aveva lasciati... mi aveva lasciata... per sempre!!
E' vero che la speranza è l'ultima a morire... Fino al suo ultimo respiro ho avuto speranza e fiducia... ma niente!! Non è servito a niente... me l'hanno portata via, si è arresa, se n'è andata!!
I medicinali non avevano fatto alcun effetto su di lei se non indebolirla più di quanto già non fosse e questo lha portata alla morte...
 
Mia madre e mio zio (medico) la cambiarono... per metterle i suoi vestiti più belli... quelli che metteva per le occasioni speciali...
Che impressione vedere mio zio che la tirava su per metterle la maglia e la sua testa che "barcollava" su e giù...
 
Poi ricordo solo più pianti, angoscia, stress, depressione, visioni notturne, debolezza...
Via vai di persone che venivano a darle l'ultimo saluto
 
Cercavo di essere forte ma non lo ero abbastanza... non in quella situazione.
 
Tre giorni "accampati" in quella casa per starle vicino ogni minuto...
Quella camera (lo studio di mio nonno) "allestita" per l'occasione... con la sua bara, lei dentro, i lumini attorno... quel tappeto... una specie di altare... in quel momento era una regina... e tutti venivano per lei!!
 
E poi un'altra notte... ci avevano raccomandato di lasciare la porta aperta per far entrare più freddo possibile per mantenere il corpo...
Dissi a mia madre "si ma la tapparella abbassala un po'" mia mamma mi rispose "no deve entrare più freddo possibile nella stanza" e io scoppiai di nuovo a piangere... e ancora una volta non so dire quale fù davvero il motivo... ricordo solo che dissi "ma lei ha paura di lasciare aperto di notte... ha paura che entri qualcuno"... come se ancora potesse avere delle paure... come se davvero stesse solo dormendo... senza rendermi conto che ormai a lei non importava più... non c'era più... non poteva più avere paure!!
Mia madre abbassò un po' quella tapparella!!
 
Quella scritta sul giornale per annunciare la sua morte...
Amici e parenti che arrivavano la mattina prestissimo e si alternavano fino a sera tardi.
 
Quelle foto prese di nascosto con il cellulare... una cosa che forse a molti può sembrare macabra ma che a me è sembrata naturale... volevo ricordarla... volevo tenerle per sempre con me... e così ho fatto!!
E poi quella lettera scritta per lei e lasciata accanto alle sue mani, con lei nella bara... quasi sperando (ancora) che lei potesse leggerla... in qualche modo... prima o poi. E prima quelle fotocopie fatte per le persone più care... per farla leggere anche a loro. Solo 5 (mia madre, mio nonno, mio fratello, mia sorella... e una per me!!)
 
E poi quella mattina, quel funerale...
Quello sbaglio forse di non salire sul carro funebre... c'era ancora un posto libero... poteva salire qualcuno ma avevano deciso da prima che sarebbero saliti solo mia madre e mio zio... i figli... pensando che i posti erano solamente due.
Volevo andarci ma poi non mi è sembrato corretto nei confronti degli altri... così fatto all'ultimo momento.
Ma forse, invece, avrei dovuto seguire il mio istinto.
 
E poi in chiesa... quello scritto di mia madre, durante la messa, letto con mio fratello e mia sorella... un pezzo a testa.
Avevo il cuore che mi batteva a mille e avevo paura di non farcela... e invece ce l'ho fatta...
Le lacrime forse erano arrivate alla fine... non ne avevo più...
 
Quel cimitero... vederla mettere laggiù... nella terra... anche se la terra quel giorno non c'era... solo una cassa metallica...
La terra l'avrebbero messa i giorni seguenti... perchè ormai si fa tutto con le macchine... non c'è stata la prima palata buttata dal marito... come tradizione... ormai una cassa di metallo già pronta vuota per lei e poi giù con i macchinari a buttare un po' di terra sopra...
 
E ancora... gli orari del cimitero... persino quel giorno... con la fretta di uscire perchè poi avrebbe chiuso.
Cazzo lasciatemela almeno salutare in pace!!!!!!!! Che odio!!!!!!!!!
E anche i giorni... mesi... seguenti... sempre i loro orari... devo essere "comandata" da loro per poterla andare a trovare...
Non posso andare quando voglio, cavolo!!! Che regole di merda!!!!
 
E nei giorni seguenti... quel cuore che avevo voluto comprare, con quella frase scritta sopra da me... messo in mezzo ai fiori...
 
E così è passato un anno... pieno di cambiamenti, novità...
Tutte cose che vorrei lei potesse sapere/vedere...
 
La novità che è diventata di nuovo bis-nonna, la novità che ho ritrovato quel ragazzo che anche lei aveva conosciuto 4 anni prima e che ora, già da un po', vivo con lui... e mi sto creando una vita, una famiglia...
 
E quanto vorrei che fosse ancora viva per poter dare tutte le attenzioni, che ha sempre dato a me, al mio futuro bebè!!!
Lui/Lei comunque saprà di te, Nonna... gli/le racconterò tutto... Ti conoscerà come se tu fossi ancora qui con noi!!
 
 
...e allora, dopo un anno, te lo ripeto:
 
ciao Nonna Ciuccio,
ti voglio bene...
...e scusa se non ho saputo dimostrartelo ogni giorno come avrei voluto.
 
 
La Tua, sempre eternamente TUA,...
...Piccolotta!!
 

Forse tu sarai già li
In un gruppo di angeli
La tua immagine l'ho impressa qua
Come quando certe sere
Mi parlavi con intensità
Sai ci manchi
Sarai sempre qui tra noi
Quei ragazzi che tu sai

Angeli
Tu sei li con loro adesso
E noi qui senza te
Sappiamo non sarà mai piu lo stesso
Ridere
In quel modo tra di noi
Ma potrai da lassù
Indicarci la via
Se vuoi
 

E pensarti non potrò
Se non come un'angelo
Che ora vola ma é rimasto qua
Con la dignità di chi va via
Ma poi non ci abbandonerà
Non ci senti siamo tutti qui per te
Sorridenti come vuoi

Angeli
Tu sei li con loro adesso
E noi qui senza te
Sappiamo non sarà mai più lo stesso
Vivere in quel modo tra di noi
Ma potrai da lassù
Indicarci la via
Se vuoi
Se vuoi
Se vuoi
lunedì, 19 gennaio 2009
Ho capito cos'è l'arte - pensò - é Dio che ha nostalgia degli uomini
postato da: maria963 alle ore 12:56 | Permalink | commenti (3)
categoria: oltre ogni confine