era il verso di una poesia
perduto, straziato,
raccolto, abbracciato.
Ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo e voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora.
E' così che mi piace ricordarti!
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
Brano intenso, profondo quello di Beppe D'onghia.
19 maggio, ore 18, alla Fnac di Torino in via Roma, Max Manfredi si concede ad un'intervista e presenta il suo ultimo album "Luna persa". Si festeggiano i 5 anni di Maison Musique e questa è solo un'anteprima del concerto che si terrà a Rivoli, in via Rosta 23 (sede della Maison Musique), sabato 30 maggio alle ore 22.
Eccomi qua
In-Cantus è un nuovo progetto di grande spessore artistico che fra il 19 e il 23 dicembre vedrà Roberto Vecchioni impegnato in quattro spettacoli fra poesia e musica davvero particolari: innanzitutto perché si terranno in luoghi sacri come chiese e cattedrali, poi perché gli 80 minuti di concerto scivoleranno fra arie classiche intercalate con le canzoni di Vecchioni e le poesie tratte dai libri suoi o di altri autori, tutte legate dal comune denominatore dell’amore fra gli uomini, il loro rapporto con l’eternità e il sentire del divino.
Nasce da un’idea del Maestro Beppe D’Onghia il quale, nell’intento di unire musica sacra e musica classica, versi d’autore e di tradizione, melodie classiche e poesia contemporanea, affronta la ricerca di un linguaggio che attraversi e travalichi i confini di culture e tradizioni diverse. Per questo ha concepito uno spettacolo nel quale fluisce assolutamente naturale il passaggio da arie classiche come “Lascia ch’io pianga” di Haendel o “Vissi d’arte” di Puccini a canzoni popolari e moderne come “Le rose blu” ed “Euridice” di Vecchioni.
Seguendo questa idea, Roberto Vecchioni, con il supporto del Nu-Ork String Quintet, interpreterà le une e le altre con lo stile del cantautore e artista straordinario che tutti conoscono. Quella di Vecchioni sarà la voce cantante e narrante del concerto, che oltre ai brani citati prevede ad esempio lo “Stabat Mater”, inno sacro di Jacopone da Todi, una versione jazz del canto natalizio “Jingle Bells”, la “Patetica” di Chajkowskij, il “Concerto N°2 in Do Minore” di Rachmaninoff (che ha conosciuto nuova popolarità a fine anni ’90 grazie al film Shine di Scott Hicks), versi recitati su musica, canzoni di Roberto Vecchioni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, tra cui Figlia, Viola D’Inverno, Blumun, Sogna Ragazzo Sogna, Il Cielo Capovolto e altre.
Nu-Ork String Quintet: Anton Berovski – I Violino; Nico Ciricugno - II Violino; Giuseppe Donnici – Viola; Vincenzo Taroni – Violoncello; Daniele Roccato - Contrabbasso
Beppe D’Onghia: progetto artistico, direzione-pianoforte-arrangiamenti-elaborazione e libera interpretazione orchestrale
