domenica, 12 aprile 2009
Stanotte voglio stare sveglio ancora un po’
Guardare mentre ti addormenti su di me
Mezzanotte se n’è andata ormai da un po’
So che sei stanca e crollerai
Vieni qui vicino a me
Sono qui appoggiati stringimi
Di me ti puoi fidare
E sogna il tuo futuro come tu lo vuoi
Dormi amore mio
Chiudi gli occhi su di me
La tua pelle sa
Di profumo di lillà
Buonanotte a te
Dormi bene vita mia
Tu sei dentro me babe
Ho deciso che sarai per sempre tu
E niente al mondo mi separerà da te
Nemmeno il freddo o le tempeste nella via
Sarò un riparo un posto al caldo
Stringimi
Ascolta il mio cuore
Battiti di te e di me
Fuori c’è un mondo senza pace
E sogna il nostro futuro come tu lo vuoi
Dormi amore mio
Chiudi gli occhi su di me
La tua pelle sa
Di profumo di lillà
Buonanotte a te
Dormi bene vita mia
Tu sei dentro me babe... e sogna
Di correre su un prato felice
Senza alcun rimpianto
Lontano da chi non sa amarti
E sogna il tuo futuro come tu lo vuoi
Dormi amore mio
Chiudi gli occhi su di me
La tua pelle sa
Di profumo di lillà
Buonanotte a te
Dormi bene vita mia
Tu sei dentro me babe... babe
Dormi amore mio
Chiudi gli occhi su di me
C’è la luna che lenta passa su di noi
Buonanotte a te
Se ti svegli sarò qui
Tu sei dentro me babe
Tu sei dentro
giovedì, 02 aprile 2009
musica&paroleL’editrice Bastogi annuncia la nascita di Musica & parole. Quadrimestrale di storie, tracce, temi della canzone d’autore italiana, ideato e diretto dal giornalista musicale Mario Bonanno. All’interno di un panorama editoriale sempre più affollato da pubblicazioni di settore proiettate verso il glamour o comunque espressioni artistiche di richiamo esclusivamente internazionale, la nuova rivista ha l’intento di approfondire aspetti, personaggi, vicende legate invece alla canzone d’arte italiana, seguendo il "taglio" dell’analisi e dell’approfondimento critico/giornalistico. Convinta com’è della stretta parentela della forma-canzone con la cultura. Forte dell’esperienza decennale nel campo, e degli oltre 40 titoli pubblicati nelle collane specialistiche Gli Aironi e Scarabeo, l’Editrice affronta questa nuova avventura con slancio e un intento ben preciso: quello di colmare un vuoto editoriale congenito alla pubblicistica periodica italiana. Riteniamo che, nella sua espressione migliore, la canzone italiana non abbia nulla da invidiare a quella europea e d’oltremanica. E che, anzi, da Tenco in poi, sia stata in grado di scrivere pagine significative - sotto gli aspetti musicali e culturali - degne di essere indagate con l’attenzione e l’approfondimento dovuto alle opere d’arte. Questo è il racconto che Musica & parole intende fare. Questa è la sfida che Musica & parole intende raccogliere.

SOMMARIO
Come eravavamo - Mario Bonanno

STORIE
Da San Siro alle stelle. Viaggio nel mondo di Roberto Vecchioni.
Da San Siro alle stelle disco per disco - Roberta Mannoni / Mario Bonanno
Le parole non le portano le cicogne, I cantautori, a volte, sì.  Intervista a Roberto Vecchioni. - Mario Bonanno / Manuela Rigamonti
Vita, morte e miracoli (pochissimi) nelle canzoni di Roberto Vecchioni. - Manuela Rigamonti
Lo stile vario e trasversale delle canzoni di Roberto Vecchioni. - Antonino Campisi
Parola, parole e parolai. Leggendo i romanzi di Vecchioni. - Manuela Rigamonti

TRACCE
Interventi
Nel blu dipinto di blu. Un successo discografico mondiale. Tra tradizione e modernità. - Sebastiano Ferrari

Autori
Faccia a faccia col maestrone. Intervista a Francesco Guccini. - Leonardo Lodato
Il fotografo, il poeta, la band, la tournée. intervista a Guido Harari. - Mario Bonanno
Canto l’amore e suono musica moderna. Intervista a Ivano Fossati. - Laura Rizzo
La luna (persa) di Max. Intervista a Max Manfredi. - Paolo Talanca
L’amico americano. Intervista a Luca Ghielmetti. - Mario Bonanno

Dvd - Cd - Libri

TEMA
Di cosa parliamo quando parliamo di canzoni?
Ma i cantautori non sono poeti. Genesi e sviluppo della canzone d’arte italiana. - Roberto Vecchioni
Canzonette. Quella voglia di educazione sentimentale. - Edmondo Berselli
L’approccio musicale alla canzone d’autore. - Pierguido Asinari
Cantautori, distinguo e poesia. - Ivano Fossati
Quando (e se) le canzoni sconfinano nella poesia. - Gabriele Cordoni
Trattasi in fondo di canzonette. - Gianfranco Manfredi
Le canzoni stupide che rubano l’anima. Intervista a Franco Battiato. - Ernesto Assante
Sulla teoria della canzone. - Manlio Sgalambro
Tu chiamale se vuoi... Emozioni. - Enrico Cogno
Cantautore o musicautore? Significati e luoghi comuni su chi scrive e canta le proprie canzoni. - Antonino Campisi
La canzone d’autore al tempo dei novissimi. - Antonio Piccolo
La nascita del cant(ante)autore e la natura della sua opera. - Sebastiano Ferrari
Ultima domanda: ma cos’è la canzone d’autore? Intervista a Ernesto Assante di “Repubblica”. - Paolo Talanca


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categoria: musica, canzone d autore, scrittori
venerdì, 23 gennaio 2009



Passeggio per le strade di Roma
con il cuore sulla corda
Buon Dio, ti prego aiutami

Sono davvero così stanco
di fare la cosa giusta
Buon Dio, ti prego aiutami

Ci sono barilotti di esplosivo
in mezzo alle mie gambe
Buon Dio, ti prego aiutami

Continuerai a comprendermi
comprendermi più di adesso,
mi rintraccerai
e cercherai di vincermi?

Poi lui mi fa un cenno
con la mano sul mio ginocchio
Buon Dio, una cosa come questa ti è mai successa?

Adesso allargo le tue gambe
con le mie nel mezzo
Buon Dio, se io potessi ti aiuterei

Ed ora passeggio per Roma
e non c'è spazio per muoversi
ma il cuore si sente libero

Il cuore vola libero
Il cuore vola libero
Ma il cuore... vola libero

Il cuore vola libero
Il cuore vola libero

Morrissey - Dear God Please Help Me (Wembley 06)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°D
D
ammi castità e continenza, ma aspetta un momento.» - Sant'Agostino

«Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni.» - Oscar Wilde, Il Ventaglio di Lady Windermere, 1892, Atto I

In "Dear God Please Help Me", Morrissey dice di essere stato ispirato mentre camminava in una via nei pressi del Vaticano. "Non si può essere a Roma ed ignorare la presenza della religione. E' davvero imponente. Ma ho avvertito che camminavo per le strade, il mio cuore era sulle corde ed ero pronto ad amare tutti e tutto. Questa è la canzone. Ho avuto la sensazione di liberarmi di tutte le restrizioni auto-imposte."

Gli archi sono stati scritti e arrangiati da Ennio Morricone. Produzione aggiunta sugli archi di Marco Patrignani.

Album: Ringleader Of The Tormentors
Anno di pubblicazione: 2006
Musica: Alain Whyte

postato da: TonyM alle ore 13:21 | Permalink | commenti (6)
categoria: musica, poesia, canzone d autore
sabato, 20 dicembre 2008


Mia sorella che si fida ad occhi chiusi della gente,
mia sorella più guadagna amore e più ne spende,

telefona... rimurgina e da la colpa a se.
Mia sorella avrebbe avuto un figlio a 17 anni,
mia sorella che si svegia tardi dai suoi sogni
e poi telefona..rimurgina...lei non aspetta principi,
le labbra di cream caramel e la sua solitudine....!
Mia sorella è pazza e mangia e più che mangia e più che è sola
poi si chiude in bagno, tira l'acqua e mette un dito in gola.
Mia sorella mi assomiglia e io lo so che cosa prova
perchè mia sorella in questo mondo non si trova.
Vuole avere ragione, vuole vincere lei, vuole essere sicura
perchè mia sorella è forte solamente quando ha paura,
perciò telefona...rimurgina, non sa quant'è bellissima
ma il volto le si illumina solo di notte al frigorifero!!!!
Mia sorella parla, parla e non fa dire una parola,
ride solo per dispetto e solo il pianto la consola...

Mia sorella gioca in porta su una spiaggia che mi sembra ieri
certe volte è ancora una bambina coi braccioli!!!!!!!
Ma mia sorella è mia...e un giorno si innamorerà
ed io dopo con chi litigo e chi mi mancherà?!!
Si, mia sorella è mia....
Mia sorella....mia sorella...
Mia sorella è stanca e mangia e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno ed io l'aspetto con il cuore in gola,
Mia sorella che mi tira le parole le ciabatte
ma poi vuole i bacio della buonanotte.....!!!!

venerdì, 12 dicembre 2008
è il titolo dell'album edito da Ala Bianca che segna il ritorno sulla scena dei Pan Brumisti, band anni Settanta che pubblicò ai tempi un solo album intitolato "I padroni della città".
La band si sciolse poco dopo e due dei componenti, Antonio Silva e Sergio Secondiano Sacchi, continuarono a lavorare nell'ambiente musicale entrando a fare parte del Club Tenco.
In "Quelle piccole cose" sono raccolti quaranta brani dei Pan Brumisti interpretati da diversi amici ed artisti come Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, Milva, Ricky Gianco, Massimo Ranieri, Gigliola Cinguetti, Stefano Bollani, Mauro Pagani, Francesco Baccini, Carlo Fava e Alberto Patrucco. Francesco Guccini ha inoltre partecipato all'album con un brano inedito dal titolo "Via dei Poeti" cantato dalla band

tondoMaria
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categoria: canzone d autore, segnalazione eventi
lunedì, 20 ottobre 2008
Teatro Sociale di Alba pieno di pubblico per la cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Grinzane Cavour – Alba Pompeia, organizzato dal Premio Grinzane Cavour e dalla Città di Alba, tramite il Comitato Alba-Premio Grinzane Cavour, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
"Sono contento ed emozionato di questo riconoscimento che per me è un punto importante della vita. Mi sta facendo riflettere. Molto bene" questa la dichiarazione di Roberto Vecchioni all'uscita del Teatro, circondato da una folla di fans che hanno seguito tutto il pomeriggio l'evento ideato da patron Soria.

"Ho consegnato - commenta la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso - un premio ad un cantautore, paroliere, professore e scrittore di romanzi e racconti. Insomma un uomo vero che tanto bene ha svolto il suo ruolo pubblico in questi anni."

"Una gioia grande - dice il consigliere regionale Mariano Rabino - essere qui per eventi come questo, che danno lustro alla nostra città ed alle Langhe tutte."

"La città di Alba - afferma il Sindaco Rossetto - si sta sempre più abituando a palcoscenici nazionali ed internazionali. Questo evento ben rappresenta le nostre radici e culture e Vecchioni è uomo che ha saputo interpretare il nostro territorio in modo encomiabile"

Presenti autorità politiche, civili, imprenditoriali e militari il tavolo dei relatori ospitava oltre a Roberto Vecchioni, il sindaco Rossetto, Soria, Oddero, Rovera, Buonadonna (vedi foto) e la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso giunta per la premiazione finale.

Roberto Vecchioni è il vincitore di questa VII edizione. A Vecchioni, illustre cantautore italiano, popolare e raffinato al tempo stesso, capace di divertire e commuovere – viene riconosciuto il merito di aver promosso, valorizzato e difeso il territorio, attraverso una poetica interessata a cantare le vicende e le gesta degli uomini, le loro tradizioni e le loro radici.

Le precedenti edizioni del Premio Grinzane Cavour - Alba Pompeia sono state vinte dalla scrittrice inglese Joanne Harris (2002), dalla regista Liliana Cavani (2003), dallo scrittore Mario Rigoni Stern (2004), dall’architetto Mario Botta (2005), dal biblista Monsignor Gianfranco Ravasi (2006) e dal diplomatico Boris Biancheri(2007).
lunedì, 21 luglio 2008

compliceNel suo ultimo libro, "Complice la musica", Fernanda Pivano discute con 30 + 1 cantautori le potenzialità del linguaggio che più di tutti riesce a descrivere il nostro quotidiano, veicolando emozioni, ideali e sensazioni. Sono conversazioni informali, molto personali e intense, tra l'autrice e i cantautori che cercano di descrivere il rapporto che ognuno di loro ha con la musica e l'uso di essa come chiave di lettura della vita. E così uno dopo l'altro gli artisti si raccontano: da Claudio Baglioni a Edoardo Bennato, passando per Samuele Bersani, Carmen Consoli, Adriano Celentano. E poi Riccardo Cocciante, Fabio Concato, Paolo Conte, Cesare Cremonini, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Teresa De Sio, Franz Di Cioccio, Dolcenera, Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Francesco Guccini, Jovanotti, Luciano Ligabue, Gianna Nannini, Neffa, Gino Paoli, Piero Pelù, Ron, Enrico Ruggeri, Vinicio Capossela, Peppe Servillo, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Federico Zampaglione con una dedica di Vasco Rossi. Fernanda Pivano è da sempre sostenitrice della musica ed è convinta che attraverso essa sia possibile veicolare diversi messaggi. Per l'autrice la musica è letteratura, intendendo per letteratura la capacità di trasmettere emozioni, di saper descrivere il quotidiano attraverso le parole, di rendere dei significati comuni a tutti attraverso la scrittura.

Titolo: Complice la musica
Autore: Fernanda Pivano
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 9,50


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categoria: canzone d autore, occhio ai critici, scrittori
venerdì, 18 luglio 2008
intervista di Francesco Garozzo a Roberto Vecchioni, per "L'isola che non c'era" - n. 41

Per parlare del ruolo che ha avuto Domenico Modugno nello sviluppo e nella maturazione della nostra canzone, era difficile non pensare a Roberto Vecchioni, uscito da poco con il suo ultimo lavoro di inediti “Di rabbia e di stelle”. Cantautore di stampo classico, a prima vista stilisticamente molto lontano dalle atmosfere di Modugno, Vecchioni è stato tra i primi a riconoscerne l’importanza storica. E, nelle sue lezioni universitarie sulla ‘Storia della canzone d’autore italiana’, la figura di Modugno è sempre indicata come rivoluzionaria.

Modugno rivoluzionario quindi. Ma di quale rivoluzione?
La rivoluzione del linguaggio. Prima di lui, in Italia eravamo ancora ottocenteschi. Dopo il 1958 e dopo il suo Nel blu dipinto di blu la canzone italiana è di colpo diventata novecentesca. Fu come passare da un’era all’altra, e tutto nei soli tre minuti della canzone.

Avevi accennato alla rivoluzione del linguaggio.
Sì, se si analizza parola per parola Nel blu dipinto di blu, ci si accorge di come siano presenti tutte le tipologie metriche: anapesti, giambi, eccetera. Per dirlo in parole più semplici, c’era una completa naturalezza, non c’era quindi l’artificiosità tipica dei versi delle canzonette di quel periodo. Il grande merito di Modugno fu di portare l’italiano comune, la lingua parlata tutti i giorni e da tutti gli strati di popolazione, dentro le canzoni. Prima di lui non l’aveva fatto nessuno.

Cosa c’era appena prima?

C’erano quei parolieri vittime di un immenso equivoco: credere che la musica leggera potesse convivere con la poesia ufficiale. Prendevano i versi direttamente da una composizione poetica, e con le regole e le metriche proprie della poesia cercavano di adattarla alla forma canzone. Normale che, appena musicate, quelle parole risultassero false, appiccicate a forza alla melodia. C’è voluta la guerra e la generazione di Tenco e degli altri per portare a compimento l’intuizione di Modugno: poche strofe ripetute, contenuti precisi, personalizzazione e interpretazione di quello che si canta.

Nell’interpretazione Modugno fu un maestro..
Il suo modo di stare sul palco era sconvolgente per l’epoca. Sembrava calato da un’altra era: in questo sì che lo si può considerare il maestro dei cantautori. Perché invece musicalmente il discorso si fa un po’ più complicato.

Proviamo a capirci qualcosa in più...
Non riesco a vedere un filo musicale diretto tra Modugno e la generazione storica dei cantautori, che so dei De Andrè, dei Tenco, dei Gino Paoli. Questi avevano certamente assorbito il messaggio innovativo di Modugno, ma direi in modo quasi inconscio. È infatti risaputo che furono altre le loro prime influenza musicali: il jazz – e quindi gli Stati Uniti – Brassens e Brel – e quindi la Francia. Per non parlare poi della generazione successiva, nella quale ci sono assonanze esterofile ancora più chiare: per esempio, il primo De Gregori e Bob Dylan. Il modulo compositivo di Modugno era invece tipicamente italiano. Perciò vedo più vicini a lui, nel senso della composizione musicale, autori come Sergio Endrigo, Nico Fidenco, Pino Donaggio. Artisti che all’epoca riuscirono a fare per primi la cosa più rivoluzionaria: parlare d’amore senza retorica.

Modugno profondamente italiano. E non a caso, negli anni immediatamente precedenti a Nel blu dipinto di blu, impegnato in una ricerca della musica popolare del Sud.
Ricerca preziosissima, che univa vecchie melodie a nuove canzoni, dando vita, anche qui, ad una nuova musica popolare. Ad un nuovo concetto di canzone popolare.

Il caso vuole che nel tuo ultimo disco “Di rabbia e di stelle”, ci sia ospite in una canzone Teresa De Sio, paladina della musica popolare italiana; che tra l’altro, nel suo recente “Sacco e Fuoco” ha ripreso proprio una vecchia pizzica di Modugno, Tambureddu.
L’ho chiamata per Il violinista sul tetto, episodio del disco che ho composto e pensato con un registro tipicamente popolare. L’avevo già fatto in passato e stavolta, per questo che è un dialogo tra madre e figlio, non potevo scegliere un’interprete migliore.

Visto che siamo arrivati al tuo ultimo album, cogliamo l’occasione per un paio di domande. Soffermandosi sul resto dell’album, si nota una precisa volontà di dare un’impronta leggera agli arrangiamenti. Un approccio immediato all’ascolto, come da tempo non si sentiva in un tuo disco.
È una scelta ben precisa. Non a caso per arrangiare la maggior parte delle canzoni ho chiamato il mio amico Lucio Fabbri che, oltre a produrre, ha pure suonato chitarra acustica, elettrica, mandolino, cetra e il violino così popolare de Il violinista sul tetto. Fabbri supervisore, con tre eccezioni e cioè Amico mio, Il cielo di Austerlitz e Le rose blu, dove gli arrangiamenti sono di Patrizio Fariselli. Da lui durante le registrazioni ho imparato davvero tanto. Il mio modo di cantare in quei tre pezzi è volutamente appoggiato alla melodia, segue un modello quasi jazzistico.

Queste tre canzoni rappresentano, assieme a Non lasciarmi andare via, la faccia più oscura e più vera del disco.
Ascoltato con attenzione, “Di rabbia e di stelle”, anche un po’ a dispetto di quel suono facile di cui si parlava prima, è forse uno dei miei lavori più personali e intimi. Sono canzoni maturate durante un periodo di crisi personale e sociale. Certo, bisogna saper leggere fra le righe, decifrare. Ma la sincerità di quello che canto è assicurata.

Il panorama desolante del nostro paese emerge in modo molto netto in due pezzi, Questi fantasmi e Mond lader. Le due canzoni invettiva del disco: nella prima dici “signore fulminali subito quelli che non hanno i congiuntivi, e gli aspiranti cantanti prima che diventino dei divi: faremmo volentieri a meno anche di quelle con il solo pensiero che far vedere il culo lo si possa definire un lavoro... questi cialtroni, questi fantasmi che mi camminano intorno, questi topi di fogna e bordello... questi animali parlanti, questi trapani col Rolex”. Più chiaro di così...
Cosa devo aggiungere, basta guardarsi intorno...

Mond lader è in dialetto milanese. La tua prima volta in meneghino?

Sì, non mi era mai capitato prima. E non saprei dire nemmeno perché. È un’altra canzone vera: il risultato di un discorso fatto con un mio amico operaio dell’Alfa Romeo. Si è sfogato con me: mi parlava della situazione in fabbrica, del figlio che non parla mai a lui e sempre al telefonino, della figlia che va in giro tatuata, del vuoto della politica. Così è venuta fuori Mond lader.

Siamo partiti da Modugno. Facciamo un salto temporale impegnativo. C’è in giro qualcuno in cui ritrovi lo stesso stile, la stesso atteggiamento?

Sono paragoni impossibili. I nuovi non vanno mai confrontati con i nomi storici: dietro c’è un’altra storia, un altro mondo, altre esperienze. Non c’è più neanche la stessa industria musicale che sorregge un artista nuovo, un talento in cui credere. La discografia così com’è è destinata a morire. Non so cosa ci sarà dopo, ma così non può continuare di sicuro. Una cosa comunque è certa: la canzone d’autore ha ormai piena dignità letteraria. Anche se c’è qualcuno che fa ancora l’errore di confrontare i versi di una canzone con la poesia – sono linguaggi diversi, inconfrontabili -, mi sembra si stia facendo strada l’idea che la canzone, la bella canzone, possa avere anche un ruolo didattico. Recentemente ho partecipato ad un convegno, il titolo era: ‘Le canzoni devono entrare nei libri di scuola?

A proposito di libri. “Di rabbia e di stelle” esce quasi in contemporanea con una raccolta di poesie, ‘Di sogni e d’amore’.
Sono settanta mie poesie scritte dal 1960 al 1964. Dai diciassette ai ventuno anni. Poesie quasi tutte d’amore, e tutte dedicate ad una sola ragazza.

Poi conquistata?
No, mai.



(per acquistare il numero 41 - ed ogni altro numero - de "L'isola che non c'era" - l'unica rivista dedicata unicamente alla canzone italiana, e che da oggi ha un occhio particolare per la canzone d'autore - scrivi a: alberti.biblioteca@gmail.com)

postato da: maria963 alle ore 18:29 | Permalink | commenti (1)
categoria: canzone d autore, le canzoni d autore, i poeti