martedì, 31 marzo 2009
isaTorino. Canzoni al Valentino. Domani sera alla libreria Therese, in c.so Belgio 49, Torino, presentazione-concerto di  ISA (voce narrante e cantante, e chitarra), Silvia Starnini (chitarra e voce) e Davide Ronfetto (basso e voce).

Isa vive e lavora a Torino. Studiosa di culture migranti, è ricercatrice presso il CNR. Nel 2005 ha realizzato, per conto dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea, il CD Porta dei Canti, allegato all’opera in due volumi Genova. Una porta del Mediterraneo (a cura di L. Gallinari). Per ZONA ha pubblicato Paolo Conte. Elegia di una canzone (2006) e Il giorno che passa e consuma. Storia, musica e parole di Gianmaria Testa (2007). Cantautrice, nel 2003 ha inciso il suo primo album Disoriente. Il secondo è in preparazione.

Torino. Canzoni al Valentino. Guida alla città e alle sue canzoni. di Isabella Maria Zoppi. Editrice Zona. € 15,00. per ordinarlo e acquistarlo clicca qui

Qual è la stagione ideale per visitare Torino? Forse la primavera, quando il verde nuovo la fa ricca e fragrante, i viali si ricordano di prendere colore e le vetrine si riempiono di rosso e di blu. O forse no, Torino è meglio guardarla d'estate, geometria lucida e oscura di giallo e antracite, quando nell'aria si scalda il pensiero, le piazze si svuotano e da qualche balcone arriva una radio o un po' di pianoforte. E se invece scegliessimo l'autunno, quando è riservata di foschie che bucano finestre arancio di cucina, azzurro di televisione? O l'inverno, quando si rivela nuda e cruda sotto il cielo bianco, morde un freddo secco di frontiere e i viali spogli si rivestono di fari? Quale che sia la stagione del viaggio, c'è un modo nuovo di conoscere Torino: attraverso le canzoni che l'hanno celebrata, che ne hanno raccontato i luoghi più noti, o le strade e le piazze più nascoste.
martedì, 31 marzo 2009
quiriciQuesta mattina ci ha lasciato Beppe Quirici (all'età di 55 anni) all'ospedale Galliera di Genova, da tempo in lotta con una brutta malattia. Un grande lutto colpisce il mondo della musica italiana.
Chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui l’ha sempre descritto come bellissima persona, prima ancora che come straordinario musicista qual’era. Negli anni ha collaborato con artisti italiani e internazionali di altissimo livello e prodotto molti cantanti e autori, soprattutto della musica d’autore nostrana. Collaborò con Ornella Vanoni, e successisamente con I New Trolls, Loredana Bertè, Anna Oxa e Toquinho.
Fu anche premiato dal Club Tenco con il riconoscimento “I suoni della musicanell’edizione del 2007.
Lo ricordiamo al fianco di Ivano Fossati (nei dischi migliori del cantautore ligure), di Giorgio Gaber (nelle sue ultime produzioni) e di Carlo Fava (Personaggi criminali e L'uomo flessibile), nonché produttore di Giua e Bonaveri.
Proprio Fossati gli dedicava, in un tour di alcuni anni fa, la canzone “Invisibile“, riferita a quelle persone che - come Quirici - senza (voler) apparire sanno dare un contributo fondamentale con il loro lavoro e la loro presenza discreta. Personalmente lo conobbi al fianco di Giorgio Gaber, ma poi ebbi il piacere di ascoltarlo con Fossati e fu Carlo Fava a presentarmelo nell'estate del 2006. Una persona squisita che ricordo con simpatia e affetto. Addio Beppe, ci mancherai.


Invisibile
il vertice puro dell'allegria
invisibile
il pianoforte del dio silenzio
invisibile.

Invisibile
ogni buon maestro che si fa invisibile
l'atto e la parola
né sciabola né bastone
invisibile.

Invisibile
una pace anche piccola
un caso d'amore
un popolo che sia capace di ricostruire il silenzio
dalla simulazione di un sogno
invisibile.

E l'invisibile limpidità
la misura del tempo
la grande arte è un mestiere piccolo
invisibile.

Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile.

Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale.

È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile
postato da: maria963 alle ore 15:58 | Permalink | commenti
categoria: musica, oltre ogni confine, ricordi
lunedì, 30 marzo 2009
Circolo culturale; musicale e ludico; e non solo; punto di incontro di chi vuole ritrovare nella città di Alessandria, l'antico spirito culturale e goliardico; amichevole e di "parte" perché qui si ascolterà essenzialmente, spesso dal vivo, musica d'autore, anzi di cantautore; musica jazz e espressioni musicali della nostra realtà locale. Non c'è la televisione, ma ci sarà a breve un vecchio apparecchio televisivo sprovvisto di antenna, ma collegato ad un videoregistratore che consentirà di vedere, in assoluta autonomia film, documentari, monografie, saggi ecc. raccolti in una abbastanza ricca collezione di VHS; si può giocare a carte, a scacchi, a dama, a tombola, al gioco dell'oca, a shangaii,a domino ........, non ci sono videogiochi e sono banditi tutti quei giochi che non favoriscono la socializzazione o rovinano le amicizie.
Gli spazi, abbastanza ampi, possono essere utilizzati da artisti, non necessariamente professionisti, per esposizioni, mostre, presentazioni di opere letterarie e non solo e per tutto ciò che può servire a creare uno spazio dove sentirsi piacevolmente liberi e partecipi, dove non sai quale amico incontrerai, ma sei certo che troverai sempre degli amici.
Ovviamnte non si tracura l'aspetto più piacevolmente legato alla sopravvivenza materiale, ed ecco allora una ricerca accurata di bevande e cibi di qualità; con una manifesta predilezione per i prodotti della nostra provincia o dei territori limitrofii.
L'ambizione dei promotorii è di porre il locale sulla linea di realtà quali ol FolkClub di Torino o Spaziomusica di Pavia.


l'isola ritrovata
piazza Santa Maria di Castello - Alessandria

sabato 28 marzo: concerto di Isa

venerdì 3 e sabato 4 aprile: concerto di Max Manfredi

postato da: maria963 alle ore 15:59 | Permalink | commenti
categoria: segnalazione eventi
lunedì, 30 marzo 2009

Mi piace seguire alcuni fili di narrazione, che spesso coincidono con degli autori-Shakespeare, Eliot, Calvino. E se Alice finiva con una premonizione inconsapevole (“se c’é un tempo per dormire e uno per morire-forse c’é anche un tempo infinito per sognare”), Amleto cominciava con una sorta di parafrasi dello stesso celeberrimo verso (“Esplodere o implodere, questo é il problema”). Calvino, appunto. E ancora da Calvino, attraverso la citazione appassionata che me ne ha regalato un’amica pittrice, ha cominciato a prender forma questo nuovo spettacolo: da quella sua Euridice “altra”, che sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente-un dio, nientemeno-che proprio non se ne fa una ragione, si ostina a voler abbandonar e la sicurezza di una casa per avventurarsi nelle “le lande desolate del fuori”. Folgorante-a confermare (vedi Traviata) come lo sguardo maschile, quando é “buono”, a volte sappia leggerci addirittura meglio di noi stesse. E’ questo che vorrei provare a raccontare-questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza (“il talento delle donne sperdutamente amate/l’innocenza con cui puniscono per le cose mai avverate”: anche Fossati é un buon compagno di strada...); la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, “l’arme e gli amori”-cortesie pochine, temo; la testardaggine, l’autoironia, il magonismo terminale, la sorellanza che forse é perfino più inquieta della fratellanza; la violenza, ahimé, inevitabilmente; e l’inviolabilità, anche, possibilmente.
Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte- le “ragazze senza pari” che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche.
Non riesco a dirvi altro, per ora-scrivo queste righe molti mesi prima di cominciare a lavorare concretamente allo spettacolo, con i miei complici abituali. A tutt’oggi non sono neanche tanto sicura del titolo- “Ragazze”, magari? o é meglio “Euridice e le altre”? e perché non proprio “Le lande desolate del fuori”? Sarei tentata di indire una consultazione elettorale, ma qualcosa mi trattiene, chissà come mai. Ho idea che mi limiterò a chiedere il parere delle donne che incontro: se l’ha capito perfino Ligabue, dev’essere proprio vero.
Le donne lo sanno. Che bello ascoltarle.

Regia: Giorgio Gallione
Con: Lella Costa
Musiche: Stefano Bollani

TEATRO ASTRA
Via Paolo Guidi, 75 - Isola dei Platani - Bellaria Igea Marina (RN)

sabato 4 aprile - ore 21.00

ingresso: € 15.00 / ridotto € 12.00

prenotazioni e prevendite: 0541-343890
(lunedì, martedì ore 16-19, giorno di spettacolo dalle ore 18)

postato da: maria963 alle ore 11:58 | Permalink | commenti
categoria: segnalazione eventi, giù la maschera
lunedì, 30 marzo 2009
Photobucket Buona vita Tony
postato da: TonyM alle ore 11:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 27 marzo 2009

Ecco una Ninna Nanna recente, cantata da Renato Zero che chiude il suo ultimo disco “Presente, l’unica non firmata da Renato Fiacchini; nei negozi da venerdì 20 marzo 09. E’ la delicata “cantastrocca” di Brunialti e Colonnello (“Dormono tutti”), che ha tutte le caratteristiche di una ninna nanna disneyana.

Sto cercando la chiave per ritornare bambino
che sciocco che sono... la fantasia apre tutte le porte
quando la sera spegni la luce
un raggio d’argento nel cielo riluce
tutte le cose vanno a dormire
anche le macchine giù nel cortile

dormono i baci dentro le bocche
e dormono i libri di filastrocche
dormono i sassi dentro gli stagni
e dormon gli specchi chiusi nei bagni
dormon gli acini sopra i viticci
e le castagne strette nei ricci

dormono i salti dentro i ginocchi
e tutte le lacrime chiuse negli occhi
dormono i cuccioli dentro le cucce
e i passerotti sotto le alucce
dormono i compiti nelle cartelle
e i desideri abbracciati alle stelle

dorme la torta di mele nel forno
dorme la tele che vedi di giorno
dormon le ombre dietro le porte
e dormon le note nel pianoforte
dorme il trenino che non ha più fretta
dorme la ruota nella bicicletta
dormon le oche coperte di piume
e dormono i pesci nel letto del fiume

(ahi) devo avere schiacciato... un pisolino!
dormono i numeri dentro le dita
riposa pure la stella cometa
dormono gli angeli e i cherubini
e dorme la giostra aspettando i bambini

dorme lo scivolo e il cavalluccio
dorme la gomma dentro l’astuccio
dormono gli elfi, i gatti ed i cani
e dormono i gol che farai domani

soltanto i sogni restano alzati
per far compagnia a tutti gli addormentati
sssshhhhh
buonanotte.

postato da: kiriku alle ore 12:55 | Permalink | commenti (1)
categoria: dopo la mezzanotte
giovedì, 26 marzo 2009

Dimmi, vuoi giocare con me?
Giocare sempre,
andare nel buio insieme,
giocare ad essere grandi,
mettersi seri seri a capo tavola,
versarsi vino e acqua con misura,
giocare con perle, rallegrarsi per un niente,
indossare vecchi panni col sospiro pesante?
Vuoi giocare a tutto, che è vita,
l’inverno con neve e il lungo autunno;
si può bere un tè insieme
di color rubino e di fumo giallo?
Vuoi vivere la vita con il cuore puro,
ascoltare a lungo e temere ogni tanto,
quando sulla strada passa novembre
e lo spazzino, questo povero uomo,
che fischia sotto la nostra finestra?
Vuoi giocare ad essere serpente od uccello,
fare un viaggio lungo con nave o treno,
giocare a Natale, sognando tutte le bontà?
Vuoi giocare all’amante felice,
fingere di piangere, un funerale?
Vuoi vivere, vivere per sempre,
vivere nel gioco, che diventa reale?
Sdraiarsi tra i fiori per terra,
e dimmi, vuoi giocare alla morte?

Kosztolányi DezsÅ‘ - Vuoi giocare?

postato da: TonyM alle ore 13:03 | Permalink | commenti (1)
categoria: poesia
martedì, 24 marzo 2009

 

Maria nel cd di ninna nanna che farai non potrà mancare questa: “Golden Slumbers”, dei mitici Beatles.

GOLDEN SLUMBERS
Once there was a way to get back homeward
Once there was a way to get back home
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullabye
Golden slumbers fill your eyes
Smiles awake you when you rise
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullabye
Once there was a way to get back homeward
Once there was a way to get back home
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullabye

“Golden Slumbers”, è contenuta nell’album Abbey Road (1969) che non a caso si chiude con il pezzo "The End", si può definire l'ultimo album in studio inciso dai Beatles; il successivo Let It Be (pubblicato nel maggio del 1970) contiene infatti brani registrati in precedenza. “Golden Slumbers”, marchio McCartney, può essere tradotta in “Sogni d’oro”


Sogni d’oro
C'era una volta una strada per tornare verso casa/ c'era una volta una strada per tornare a casa/ Dormi bel tesoro, non piangere/ e io canterò una ninna nanna.
Sogni d’oro riempiano i tuoi occhi/Sorrisi ti svegliano quando ti alzi/ Dormi tesoruccio, non piangere/ e io canterò una ninna nanna.
C'era una volta una via per tornare verso casa/ c'era una volta una via per tornare a casa/ Dormi bel tesoro, non piangere/ e io canterò una ninna nanna.

postato da: kiriku alle ore 10:54 | Permalink | commenti
categoria: dopo la mezzanotte