venerdì, 27 febbraio 2009
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il_violino_di_Paganini
postato da: maria963 alle ore 11:30 | Permalink | commenti
categoria: musica
martedì, 24 febbraio 2009
Così a distanza d'anni aprì la mano
e aveva tre monete d'oro finto
forse per questo non sorrise
forse per questo non disse: "ho vinto".
Richiuse il pugno, roba di un minuto
per non sentirlo vuoto...

E quando dodici anni fa dal bagno
gli disse: "È tardi, devo andare..."
pensò che si trattasse di un impegno
non dodici anni senza ritornare.
Da allora vinse quasi sempre tutto
e smise di pensare..
postato da: maria963 alle ore 21:01 | Permalink | commenti
categoria: tra le righe
venerdì, 20 febbraio 2009

clip_image001Quell’uomo è così bugiardo da credere a quel che dice, si nasconde dietro una facciata di “oneste bugie” e si avvinghia ostinatamente alle sue illusioni.

Con tenera comicità si descrive la lotta solitaria di quest’uomo, con la propria vita piena di bugie e la sua vaga speranza di poter vincere se stesso e trovare la via del ritorno all’amore.
Per questo Blah Blah Blah è anche uno spettacolo sull’alternativa alla menzogna: avere il coraggio di lasciare andare e il coraggio di ricevere e riconoscere i propri errori.

Teatro Rio Rose è una compagnia che considera il teatro una forma d’arte drammatica contemporanea condivisibile con un pubblico di tutte le età. È diretto dalla regista Tove Bornhøft, recentemente premiata da Statens Kunstfond (Fondo Statale per l’Arte) per “la sua regia provocatoria e il suo linguaggio teatrale che, attraverso situazioni poetiche, trova accesso a difficili temi filosofici come l’ingannare se stessi e l’illudersi. Il tutto visto da un’ottica obliqua, umoristica, molto umana”.

lunedi 23 febbraio - Teatro Petrella, Longiano
Spettacolo di un uomo e una bugia
con Folmer Kristensen e Poul Jepsen - regia di Tove Bornhøft

INGRESSO UNICO PER GRANDI E BAMBINI: 5 euro
Prenotazioni on line sul sito www.teatropetrella.it
Prenotazioni e info: 0547665113 dal martedì al venerdì 16/19

 


Conosco molte persone a cui farebbe bene vedere questo spettacolo... tanto per cominciare a me piacerebbe poterlo vedere . E chi ha da capire, capisca.

postato da: maria963 alle ore 13:12 | Permalink | commenti (1)
categoria: segnalazione eventi, giù la maschera
giovedì, 19 febbraio 2009
Era una donna semplice che non amava stare mai sul palco ma sempre in ombra: per sapere cosa faceva e le sue gandi doti umane, dovevi conoscerla molto da vicino, in quanto lei non ne faceva mai sfoggio. Non alzava mai la voce, parlava sempre sottovoce, non si soffermava davanti ad uno specchio, non usava trucchi, non imponeva il suo pensiero ma era sempre pronta ad ascoltare. Seppur la moglie di un uomo che ricopriva per lavoro un posto piuttosto in vista, lei rifuggiva da cene e viaggi galanti, preferendo la familiarità e semplicità delle sue mura domestiche. Camminava senza far rumore fra la gente. E sui suoi passi incontrò il Centro Missionario delle Suore Capuccine di Madre Rubatto che si occupa di Adozioni a distanza in Brasile, Perù, Eritrea, Kenya, Etiopia e Camerum - vedi qui. Allargò questo progetto alla Parrocchia Natività di Maria Vergine di Torino - Pozzo Strada (clicca su Parrocchia/Carità/Gruppo Missionario/Adozioni), di cui ne diventò promotrice e responsabile. Grazie al suo intervento, diversi parrocchiani diventarono sostenitori del progetto adottando uno o più bambini.
Credo che il migliore modo per ricordarla, oggi ad un anno dalla sua scomparsa, sia quello di proseguire il suo operato. All'interno della Sua parrocchia se ne occupa oggi il marito, ma mi piacerebbe allargare questo progetto, utilizzando i mezzi della "rete" per uno scopo che ritengo valido.
Chi volesse partecipare può scaricare la scheda adottante cliccando qui o telefonare al 3393435934 (responsabile).
Grazie!
postato da: maria963 alle ore 12:33 | Permalink | commenti
categoria: segnalazione eventi
giovedì, 19 febbraio 2009
Enrico Nascimbeni, da poco vincitore del secondo Disco d'oro della sua carriera con il suo ultimo album “Uomini sbagliati”, sarà protagonista di un grande concerto in memoria del padre Giulio Nascimbeni, il signore della terza pagina del Corriere della Sera, scomparso un anno fa.
Dopo aver scritto per lui “Mio padre adesso è un aquilone” e avergli dedicato l'intero album, Enrico, in collaborazione con il Comune di Cerea (Vr), dedica alla memoria di suo padre una serata speciale.
In nome del padre”, questo il titolo dell'evento, è un grande concerto in cui Enrico Nascimbeni proporrà i migliori brani del suo ultimo album, da oltre un mese detentore del primo posto nella classifica di vendite di Itunes, e una selezione delle migliori canzoni tratte dai suoi dischi precedenti.
Ad accompagnarlo ci saranno cinque musicisti che lavorano con artisti italiani del calibro di Roberto Vecchioni e Francesco De Gregori.
Alle chitarre Fabio Moretti e Lucio Bardi, al pianoforte Ilaria Biagini, alle percussioni Giorgio Palombino e ai cori Simona Bertoni.
Il concerto, realizzato dal Comune di Cerea , si terrà venerdì 20 febbraio presso l'Area ExP di Cerea e sarà ad ingresso libero.
postato da: maria963 alle ore 11:48 | Permalink | commenti
categoria: segnalazione eventi
giovedì, 19 febbraio 2009
Maria, è passato un anno e non ho mai commentato e scritto in merito, perché credo che il dolore che rimane in ciascuno di noi quando gli viene a mancare una persona cara, lascia al contempo amaro e ricordi che percorrono due strade parallele senza mai intrecciarsi e tutto quello che si ha dentro a volte non viene fuori.
Dio falla stare di fronte a un lago azzurro
Dove si pettinerà
Guardando un tramonto
Di papaveri in fiore e libellule…
Le persone care, le persone semplici e umili rimarranno sempre in noi e mai nessuno le potrà mai portare via, mai nessuno ne porterà via il ricordo. Certo solo ricordi belli, che sono quelli che noi riusciamo a conservare nitidi e indelebili dentro noi tanto da non dimenticarli mai. Quando ho sentito il cantautore Zucchero intervistato per il brano “Una Carezza” dire: “Stavo pensando molto intensamente a mia madre, che era scomparsa da poco, quando ho sentito un vento caldo avvolgermi, e ho pensato questa è la carezza di mia madre’’, il mio pensiero è corso a mia e a tua madre e a tutte le volte che sono tornate alla mente.
Dio falla giocare in una giostra
Dove sorriderà
Come non ha mai sorriso
In questa sua vita piccola come un chicco, un chicco di riso…
Anch’io non so se c'è un Paradiso, o altro dopo la morte, ma credo che ci sarà un’altra vita ad aspettarci. Sono convinto che in qualche maniera mia madre, tua madre, dove sono, osservano e assistono. Ricordo che qualche tempo prima di morire, quando ancora non era stata assalita in modo definitivo dalla malattia, mia madre mi aveva detto: “Non preoccuparti ai tuoi figli guardo io, li proteggerò” (al momento erano gli unici nipoti, gli altri sono venuti dopo la sua morte). Ho sempre creduto che l’abbia fatto, lo stia facendo o lo farà. Ecco perché credo a quella “carezza”, ecco perché credo che in qualche maniera oggi tua madre, ti vede e ti ascolta, non solo a te ma anche alle persone che aveva più care, come credo faccia anche la mia. Chissà forse un giorno, in un posto qualsiasi, anche tu potrai sentire quella carezza, la sua carezza.
Ricordo feste di schiuma
di te l’odore che respirai
mi segue come una piuma
‘cause I’m still loving you
forse non lo sai ma è vero
‘cause I’m still loving you
forse non ci credi ma spero
‘cause I’m still loving you
ricordo pioggia che passa
mi manchi e tu non passi mai
mi segue come una carezza
‘cause I’m still loving you
forse non lo sai ma è vero
‘cause I’m still loving you
postato da: kiriku alle ore 10:24 | Permalink | commenti (1)
categoria: ricordi
mercoledì, 18 febbraio 2009
IMG_9361Eccomi qua
Ora io sfiorerò
I tuoi occhiali e le ricette scritte a matita
Vetri blu e cartoline
Li porterò via con me quando andrò…

Lui mangia da solo
Da quando tu
Sei andata via come un fiocco di neve
Che si è sciolto tra le mie dita
Lo portero' via con me quando andrò…

Ma mi sentirà?
Ma dove sarà?
Dio falla stare di fronte a un lago azzurro
Dove si pettinerà
Guardando un tramonto
Di papaveri in fiore e libellule…

Ora aprirò
La scatola dove
avevi messo le tue lettere d'amore
E una parola d'amore io ruberò
La porterò via con me quando andrò

Forse più in là
Dove finisce il giardino
C'è un posto delle fragole
Nebbia e un prato dove dormi tu
Lo porterò via con me quando andrò

Si parte davvero
Per un grande nulla?
Dio falla giocare in una giostra
Dove sorriderà
Come non ha mai sorriso
In questa sua vita piccola come un chicco, un chicco di riso…

C'è una casa dove
Non vive nessuno
Le lenzuola sono bianche come un nevaio
La mia vita è ferma lì
La porterò via con me quando andrò…
La porterò via con me quando andrò…


(La casa dove non vive nessuno - E. Nascimbeni/T. Waits)

Nuovamente al primo posto della classifica ITunes con l'album "Uomini Sbagliati",
Enrico Nascimbeni è il cantutore dell'anno. Nuovo, perchè dal 2001 ha ripreso a scrivere e ad interpretare i suoi testi da cantautore, facendo anche da autore per altri cantanti. Vecchio, perchè comunque scrive canzoni dall'età di 17 anni. Nel mezzo di questa parabola, la carriera da giornalista, l'amore, il Premio Tenco, le umane vicende che toccano ad ognuno di noi. Il risultato? Musicalmente un talento, umanamente un poeta, passionale nel bene e nel male ma soprattutto generoso, perchè, e lo sa chi entra direttamente in contatto con lui, fa dono incondizionato di sé. 


"UOMINI SBAGLIATI": IN DUE MESI DISCO D'ORO E COSTANTEMENTE NEI PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA ITUNES, ADDIRITTURA IERI NUOVAMENTE IN PRIMA POSIZIONE. COME MAI QUESTO RICONOSCIMENTO E QUESTO SUCCESSO DI VENDITE?

Per prima cosa penso sia dovuto alla fortuna (sorride). Perchè penso che sotto sotto la gente sia stufa di sentire cose non vere. Io scrivo col cuore, poi posso piacere come non piacere. Ma le persone mi vedono come un amico, qualcuno che ha i loro stessi pensieri e li mette in musica. Le persone entrano nelle mie canzoni, un mio testo "Siamo storie dentro le canzoni" lo spiega questo. Entro nelle persone perchè sono in sintonia con la loro essenza.

- HAI ALL'ATTIVO MOLTI ALBUM, IL TUO ESORDIO MUSICALE RISALE A PIU' DI TRENT'ANNI FA. COME E' CAMBIATO IL TUO LINGUAGGIO MUSICALE?

Quando uscì il mio primo 45 giri ero un ragazzo, avevo 17 anni. Il mio primo album uscì un anno dopo circa. Pensavo che più scrivevo in maniera difficile e più potevo essere considerato un figo. Ora penso che più scrivo concetti difficili in maniera semplice, parlando della vita di tutti i giorni con poesia e semplicità, e più posso entrare in empatia con chi ascolta la mia musica e le mie parole.



- IL TUO CURRICULUM E' RICCO DI ARTISTI CON I QUALI HAI COLLABORATO, SCRIVENDO DELLE CANZONI. QUALCUNO DI LORO E' RIUSCITO A LASCIARTI UN SEGNO DISTINTIVO?

Sicuramente ci sono degli artisti che hanno lasciato un segno fortissimo. Tra gli artisti stranieri indubbiamente Tom Waits. Ha accettato che io utilizzassi una sua canzone per poter scrivere su quella musica un testo totalmente differente dall'originale. La canzone è "La casa dove non vive nessuno", che scrissi dopo la morte di mia mamma pensando a mio padre in quella casa ormai vuota. Quando Tom l'ascoltò la prima volta mi disse - testuali parole - "Fuck you! Mi hai fatto piangere!" 
Un'altro artista è Roberto Vecchioni, perchè capita raramente la fortuna di poter scrivere con e per il proprio maestro. Il segno infinito della nostra amicizia lo abbiamo racchiuso nella canzone "Vincent", l'amicizia l'abbiamo dilatata parlando del rapporto tra Van Gogh e Gauguin, ma in realtà è la nostra storia. 
La delusa collaborazione artistica, quella che prima era amicizia diventata successivamente anche collaborazione si chiama Francesco Baccini. Mi ha usato e gettato via, mentre io l'ho amato come un amico vero, e mi sono sentito tradito. Una persona che in nome dell'amicizia che ci legava mi ha chiesto di poter usare una mia canzone "La notte non dormo mai" (che dava il titolo ad un album tra l'altro), che con questa canzone sarebbe andato a Sanremo, mi ha chiesto di poterla firmare. Io per amicizia gli feci mettere la firma (NASCIMBENI-BACCINI-NASCIMBENI), mandai al macero 3.000 copie di copertine già pronte dell'album, cambiai titolo al disco..e comunque la canzone non andò a Sanremo.



- "UOMINI SBAGLIATI": COSA TROVI DI SBAGLIATO IN TE E COSA NEGLI ALTRI?

In me tutto, sono molto autocritico, mi perdono raramente. Sono più disposto a perdonare gli altri. Ho fatto tanti errori nella mia vita, ed involontariamente anche tanto male, per egoismo ed immaturità. Negli altri trovo sbagliato il voler apparire piuttosto che l'essere, il fatto che non si legga più, l'ignoranza, la cattiveria, il non-perdono.



- COME VIVI L'AMORE?

Come un pazzo. Quando mi innamoro impazzisco. Non mangio più, non smetto di pensare a lei, vorrei essere dentro di lei, nel suo corpo,
nella sua pelle, nel suo cervello. Voglio essere il suo eroe greco e lei la mia eroina. Ne sento il bisogno fisico. Proprio per il bisogno che ho di avere la donna che amo al mio fianco, ho avuto molte convivenze. I due universi si devono toccare, sono geloso e possessivo. Sento una scossa pazzesca. Ma sono anche consapevole di una cosa: l'amore regolarmente passa, l'unico amore che non passa mai è quello dei genitori..

- C'E' UNA CANZONE NELL'ALBUM CHE DEDICHI A TUO PADRE, SCOMPARSO POCO PIU' DI UN ANNO FA. QUAL'E' LA SUA EREDITA' PIU' GRANDE?

La bontà di un uomo buono e l'essere un galantuomo, un uomo d'altri tempi. Non ho mai assistito in 49 anni ad una mancanza di rispetto da parte di mio padre verso mia madre, e viceversa. Si amavano alla follia, si sono amati fino alla fine e dopo la morte di mia madre, mio papà ha avuto un lento declino. Mi manca tutt'ora tantissimo, ai miei concerti ancora non riesco a finire di cantare la canzone a lui dedicata. E' la dimostrazione vivente che si può avere una carriera e una vita pulita senza dei compromessi. Li ha sempre rifiutati, sia in nome dell'amore per me e per mia madre, sia nel lavoro. Mi ha lasciato la formula per essere dei galantuomini, 50.000 libri, il vizio del fumo, il Milan e dei bei ricordi, come quando mi portava allo stadio a vedere Rivera. Quando finiva la partita regolarmente fuori dallo stadio mi comprava le caldarroste. Io odio le caldarroste, ma sapevo che quel gesto per lui era il massimo della dimostrazione del suo amore. Così gli dicevo che mi piacevano tanto le caldarroste, e le mangiavamo per strada mentre ci allontanavamo da San Siro. Mi ha lasciato un grande vuoto.

- QUALI SONO I PROSSIMI IMPEGNI?

Con il pubblico i concerti. I prossimi sono al Fnac di Verona, un concerto in memoria di mio papà e uno con Paola&Chiara. In studio, sto lavorando ai testi di un artista brasiliano molto conosciuto ed al mio nuovo disco. Alcune canzoni sono quasi pronte, per cui conto di entrare in sala per le prime prove tra un mese e mezzo circa. Però mi manca ancora la canzone più bella del mondo..



(Maria Domenica Ferrara

Come non sentire mie queste parole? Stesse sensazioni nelle quali ho vissuto anch'io, stessa eredità.
postato da: maria963 alle ore 11:35 | Permalink | commenti (2)
categoria: le canzoni d autore, i poeti, occhio ai critici
mercoledì, 18 febbraio 2009
 18/02/08 - 18/02/09
 
E' passato già un anno da quel giorno...
Questo stesso giorno di un anno fa era Lunedì... mia nonna era già qualche settimana che stava parecchio male (polmonite batterica... scoperta però pian piano... prima credevano fosse altro)... quel giorno, appena arrivati a Torino dissi a mia sorella (che, come tutti gli altri giorni andava a casa dei miei nonni, mentre io invece era più probabile che rimanessi in ufficio con mia madre): "se sta peggio e c'è bisogno di una mano chiamami che vengo anche io lì!"...
Neanche il tempo della strada dall'ufficio a casa dei miei nonni (2minuti a dir tanto) che ricevo la tel di mia sorella che, appena entrata in casa e appena vista mia nonna, mi chiama per dirmi che forse è meglio se vado...
Ammetto che ero abbastanza preoccupata... già il Sabato prima l'avevo vista molto giù e mi aveva fatto quasi "impressione"... io abituata a vederla in tutt'altro modo... e lei se n'era accorta... nonostante le sue condizioni aveva subito detto, dopo avermi guardata, "ma nancy non parla..." cosa che riteneva strana da me probabilmente...
In effetti vederla così mi aveva lasciata abbastanza senza parole e notare che si era accorta della mia preoccupazione mi fece ancora più male... non volevo darle l'impressione di essere distaccata da lei... e non volevo neanche farle capire il motivo della mia preoccupazione. Così subito risposi ridendo "no ma va... ascoltavo!!".
Tornando al lunedì... subito dopo la telefonata di mia sorella mi sono precipitata a casa dei miei nonni...
Mio nonno doveva uscire per qualche commissione e per fare la spesa e lo abbiamo rassicurato che saremmo rimaste noi con nonna...
Purtroppo non era già più autosufficiente... era stesa su quel divano, nel suo studio... aveva una voce bassa, quasi inesistente... E noi prestavamo molta attenzione ad ogni sua parola e ad ogni suo bisogno...
Siamo state con lei l'intera giornata tra medicine da darle, aereosol (quell'ultimo che le feci io prima di vederla entrare in coma), e cercare di farla mangiare...
Una giornata in cui l'abbiamo vista cambiare e peggiorare ogni minuto di più...
Vedere che non capiva più cosa le si diceva... non era più lucida...
E poi quella frase "basta Mario, Finiamola... ma non capisci?!"...
E quel "non capisci" l'ha detto con un'altra voce, un altro tono... quasi come se sapesse...
Cosa c'era da capire? Me lo sto chiedendo ancora oggi, dopo un anno da quel giorno.
Basta! Finiamola! Ma non capisci?!...
Perchè Basta? Perchè voleva che la finissimo di curarla?
Forse è vero che quando si arriva in punto di morte lo si capisce a cosa si sta andando incontro... Forse lei già sapeva.
Lei che aveva sempre avuto tanta paura per la morte quel giorno si è dimostrata forte... anche per noi!
Già sapeva e ha voluto dircelo con garbo, con delicatezza... senza farci male... così com'era abituata da sempre a fare!!
Ancora una volta, anche in una situazione così, è stata lei a proteggere noi... Come una mamma premurosa e attenta alle debolezze altrui.
Ma quel giorno non avrebbe dovuto... quel giorno doveva pensare a lei, doveva dirci quello che pensava, quello che stava succedendo... perchè così forse avremmo ancora fatto in tempo a salvarla, a cambiare gli eventi.
E invece no... lei non ci ha detto niente... si è arresa così come forse voleva quel Dio in cui credeva tanto.
Qualcuno ancora mi chiede perchè non credo in Dio?!
Io credo che se Dio (o chiunque altro) ci fosse lassù non permetterebbe queste cose. Non si sarebbe mai portato via lei...
Chiunque era meglio che se ne andasse... persino io, con i miei 20 anni... ma lei no!!!
Lei era arrivata da una settimana a quei suoi 50anni di matrimonio...ai quali teneva tanto... ed era da anni che li aspettava.
Aveva appena fatto rifare la sua cucina così come lei l'aveva voluta... e doveva partire, a giorni, per un viaggio a Roma... finalmente, dopo tanti anni in cui suo marito la voleva portare.
Perchè allora Dio l'avrebbe presa a se... proprio ora!!!! Poteva darle ancora un po' di tempo. Per una stupida polmonite poi...
No, Dio non può esistere... spero che non esista perchè quando morirò, se scoprirò che c'è, gli farò il male peggiore che lui ha fatto a me: lo farò vivere... lo farò scendere sulla terra e poi gli farò perdere pian piano (per un motivo o per l'altro) tutte le persone a cui tiene di più!!
No, non credo in Dio... non potrebbe esistere una persona così crudele!! A far succedere queste cose è solo il destino di ognuno... non è qualcuno più in alto di noi... altrimenti sarebbe il peggiore degli stronzi!!!
 
Lunedì... torniamo ancora a quel giorno...
Dopo quella frase l'abbiamo aiutata ad alzarsi dal divano perchè voleva andare in bagno ma, come dicevo, non era più autosufficiente... probabilmente non capiva neanche più chi aveva attorno a sè... penso che della mia presenza non si fosse accorta veramente... e questo mi dispiace perchè mi piacerebbe credere che abbia percepito la mia vicinanza in quel suo ultimo giorno di vita. Mi sarebbe piaciuto che sapesse che ero lì, con lei... e che non l'avrei mai lasciata sola in quel momento.
Comunque...
Dopo essere andata al bagno l'abbiamo messa sul letto così come ci aveva chiesto... e quello fù l'inizio della fine...
Da quel momento, dopo poche ore, entrò in coma...
Mi sembrava dormisse... pensavo "forse le fa bene riposare un po'"...
Intanto io e mia sorella abbiamo subito chiamato mia madre dicendole di venire perchè la situazione era grave... e nello stesso modo abbiamo chiamato (noi o mio nonno) gli altri parenti più stretti...
Forse già sapevamo anche se non volevamo ammetterlo.
 
Quel sonno è stato quello dal quale non si è poi più svegliata...
E' passata la donna di mio zio (che è un medico) per metterle delle flebo e vedere come sta... non ci ha detto niente però di flebo ne ha lasciate due... e io mi chiedevo "e dopo queste? perchè non ne lascia di più?!"
Forse anche lei già sapeva ma non voleva dircelo...
Anche mia madre appena arrivata e vista sua mamma così, in quelle condizioni, in quel letto, è stata piuttosto male e forse già si aspettava come sarebbe andata a finire...
Ma la conferma l'abbiamo avuta appena è arrivato mio zio (anch'esso medico)... appena vista ha fatto una faccia preoccupata e appena finito di visitarla è corso in bagno con le lacrime agl'occhi... questa è stata la conferma...
Non era proprio da mio zio reagire così... lui così sempre al di sopra di tutto e quasi incapace di mostrare le sue emozioni... Doveva essere qualcosa di veramente grave!
Appena uscito dal bagno ci ha detto che era in coma e ha detto di chiamare tutti i familiari mancanti e di farli venire lì...
Tutti noi abbiamo subito detto "va beh ma magari si risveglia"... Io gli chiesi "ma non c'è nulla da fare? se la portiamo in ospedale?"... lui mi rispose di no, che ormai non c'era nulla da fare ed anche in ospedale non le avrebbero fatto nulla se non "torturare" il suo corpo e gli sembrava quindi più giusto farla morire in casa vicino ai suoi cari... così come lei aveva sempre chiesto e voluto.
Staccammo tutto... solo l'ossigeno rimase... ma basso!! Perchè troppo ossigeno poteva risvegliare il cervello e renderla più consapevole di quello che stava accadendo... ma questo non sarebbe servito per farla stare meglio perchè tanto da quel coma non si sarebbe più svegliata... sarebbe solo servito a renderla consapevole della sua morte, del suo dolore... l'avrebbe fatta stare male, insomma...
 
Non sapevo se piangere o essere forte...
Intanto diventò sera... qualcuno mangiò una pizza... io di appetito non ne avevo neanche un po'...
Arrivò tra gli altri anche il prete... con quelle sue parole... come se fosse già morta...
Io non sono voluta stare in quella camera in quel momento, per me non era ancora morta, c'era ancora qualche speranza, stava solo riposando e non era giusto darla già per spacciata... bisognava avere forza e fiducia... per lei!!
Appena iniziato a parlare... con quelle sue preghiere, quel suo Dio... scoppiai a piangere... Non so bene perchè... fù una cosa istintiva e irrefrenabile.
Forse perchè ero arrabbiata e delusa che tutti fossero di la ad ascoltare quel Prete... come se lei non ci fosse già più...
Ero sola in quel momento, tutti in quella camera... solo una persona accanto a me... e la ringrazio per non avermi lasciata sola in quel momento...
Poi ci buttammo tutti su divani, poltrone, sdraio... per passare la notte.
Verso le 4.50 mi sono svegliata... così, d'improvviso, senza motivo...
Sono andata in camera da letto, subito dopo di me anche mia sorella, e dopo poco ecco quel respiro diverso da prima... ho svegliato subito tutti... speravo forse in un miglioramento... dissi subito "ehi, respira diversamente, forse è un buon segno...sta migliorando... senti non respira più così affannosamente!"... mia madre appena vista disse solo "sono i suoi ultimi respiri"...
tre... solo tre... distanti l'uno dall'altro... e poi più niente!!
Erano le 5.05 di mattina, se n'era andata... ci aveva lasciati... mi aveva lasciata... per sempre!!
E' vero che la speranza è l'ultima a morire... Fino al suo ultimo respiro ho avuto speranza e fiducia... ma niente!! Non è servito a niente... me l'hanno portata via, si è arresa, se n'è andata!!
I medicinali non avevano fatto alcun effetto su di lei se non indebolirla più di quanto già non fosse e questo lha portata alla morte...
 
Mia madre e mio zio (medico) la cambiarono... per metterle i suoi vestiti più belli... quelli che metteva per le occasioni speciali...
Che impressione vedere mio zio che la tirava su per metterle la maglia e la sua testa che "barcollava" su e giù...
 
Poi ricordo solo più pianti, angoscia, stress, depressione, visioni notturne, debolezza...
Via vai di persone che venivano a darle l'ultimo saluto
 
Cercavo di essere forte ma non lo ero abbastanza... non in quella situazione.
 
Tre giorni "accampati" in quella casa per starle vicino ogni minuto...
Quella camera (lo studio di mio nonno) "allestita" per l'occasione... con la sua bara, lei dentro, i lumini attorno... quel tappeto... una specie di altare... in quel momento era una regina... e tutti venivano per lei!!
 
E poi un'altra notte... ci avevano raccomandato di lasciare la porta aperta per far entrare più freddo possibile per mantenere il corpo...
Dissi a mia madre "si ma la tapparella abbassala un po'" mia mamma mi rispose "no deve entrare più freddo possibile nella stanza" e io scoppiai di nuovo a piangere... e ancora una volta non so dire quale fù davvero il motivo... ricordo solo che dissi "ma lei ha paura di lasciare aperto di notte... ha paura che entri qualcuno"... come se ancora potesse avere delle paure... come se davvero stesse solo dormendo... senza rendermi conto che ormai a lei non importava più... non c'era più... non poteva più avere paure!!
Mia madre abbassò un po' quella tapparella!!
 
Quella scritta sul giornale per annunciare la sua morte...
Amici e parenti che arrivavano la mattina prestissimo e si alternavano fino a sera tardi.
 
Quelle foto prese di nascosto con il cellulare... una cosa che forse a molti può sembrare macabra ma che a me è sembrata naturale... volevo ricordarla... volevo tenerle per sempre con me... e così ho fatto!!
E poi quella lettera scritta per lei e lasciata accanto alle sue mani, con lei nella bara... quasi sperando (ancora) che lei potesse leggerla... in qualche modo... prima o poi. E prima quelle fotocopie fatte per le persone più care... per farla leggere anche a loro. Solo 5 (mia madre, mio nonno, mio fratello, mia sorella... e una per me!!)
 
E poi quella mattina, quel funerale...
Quello sbaglio forse di non salire sul carro funebre... c'era ancora un posto libero... poteva salire qualcuno ma avevano deciso da prima che sarebbero saliti solo mia madre e mio zio... i figli... pensando che i posti erano solamente due.
Volevo andarci ma poi non mi è sembrato corretto nei confronti degli altri... così fatto all'ultimo momento.
Ma forse, invece, avrei dovuto seguire il mio istinto.
 
E poi in chiesa... quello scritto di mia madre, durante la messa, letto con mio fratello e mia sorella... un pezzo a testa.
Avevo il cuore che mi batteva a mille e avevo paura di non farcela... e invece ce l'ho fatta...
Le lacrime forse erano arrivate alla fine... non ne avevo più...
 
Quel cimitero... vederla mettere laggiù... nella terra... anche se la terra quel giorno non c'era... solo una cassa metallica...
La terra l'avrebbero messa i giorni seguenti... perchè ormai si fa tutto con le macchine... non c'è stata la prima palata buttata dal marito... come tradizione... ormai una cassa di metallo già pronta vuota per lei e poi giù con i macchinari a buttare un po' di terra sopra...
 
E ancora... gli orari del cimitero... persino quel giorno... con la fretta di uscire perchè poi avrebbe chiuso.
Cazzo lasciatemela almeno salutare in pace!!!!!!!! Che odio!!!!!!!!!
E anche i giorni... mesi... seguenti... sempre i loro orari... devo essere "comandata" da loro per poterla andare a trovare...
Non posso andare quando voglio, cavolo!!! Che regole di merda!!!!
 
E nei giorni seguenti... quel cuore che avevo voluto comprare, con quella frase scritta sopra da me... messo in mezzo ai fiori...
 
E così è passato un anno... pieno di cambiamenti, novità...
Tutte cose che vorrei lei potesse sapere/vedere...
 
La novità che è diventata di nuovo bis-nonna, la novità che ho ritrovato quel ragazzo che anche lei aveva conosciuto 4 anni prima e che ora, già da un po', vivo con lui... e mi sto creando una vita, una famiglia...
 
E quanto vorrei che fosse ancora viva per poter dare tutte le attenzioni, che ha sempre dato a me, al mio futuro bebè!!!
Lui/Lei comunque saprà di te, Nonna... gli/le racconterò tutto... Ti conoscerà come se tu fossi ancora qui con noi!!
 
 
...e allora, dopo un anno, te lo ripeto:
 
ciao Nonna Ciuccio,
ti voglio bene...
...e scusa se non ho saputo dimostrartelo ogni giorno come avrei voluto.
 
 
La Tua, sempre eternamente TUA,...
...Piccolotta!!
 

Forse tu sarai già li
In un gruppo di angeli
La tua immagine l'ho impressa qua
Come quando certe sere
Mi parlavi con intensità
Sai ci manchi
Sarai sempre qui tra noi
Quei ragazzi che tu sai

Angeli
Tu sei li con loro adesso
E noi qui senza te
Sappiamo non sarà mai piu lo stesso
Ridere
In quel modo tra di noi
Ma potrai da lassù
Indicarci la via
Se vuoi
 

E pensarti non potrò
Se non come un'angelo
Che ora vola ma é rimasto qua
Con la dignità di chi va via
Ma poi non ci abbandonerà
Non ci senti siamo tutti qui per te
Sorridenti come vuoi

Angeli
Tu sei li con loro adesso
E noi qui senza te
Sappiamo non sarà mai più lo stesso
Vivere in quel modo tra di noi
Ma potrai da lassù
Indicarci la via
Se vuoi
Se vuoi
Se vuoi