mercoledì, 31 dicembre 2008
Qui i botti sono sempre più frequenti e forti... le linee telefoniche iniziano ad essere intasate... i preparativi per il pranzo di domani sono terminati... si aspetta che questo 2008 finisca. Dicono che durerà 1 secondo in più... certamente sarà un anno che resterà per sempre nella mia memoria per ricordi molto tristi di alcuni fra gli affetti più cari che mi hanno lasciato o si sono allontanati e per ricordi molto belli, il più bello quello di essere diventata nonna.
Auguri quindi a tutti, vicini e lontani, ma auguri soprattutto alle più piccole.

Buon 2009!
postato da: maria963 alle ore 23:32 | Permalink | commenti
categoria: dopo la mezzanotte
venerdì, 26 dicembre 2008
Come avete trascorso il Natale?
Quest'anno alla vigilia non c'era con me nessun figlio: crescono e ognuno ha la sua vita. Così io e lui avevamo progettato di andare a cenare in una pizzeria molto carina, rustica e poi andare al cinema. Un Natale certamente diverso da quelli a cui ero abituata nella mia vita.
Alla mattina della vigilia sono andata a portare un lumino sulla tomba di mia madre e a farle gli auguri. Avrei voluto trascorrere la notte lì, accanto al suo corpo, ma il cimitero ha degli orari. Io capisco che c'è bisogno di una gestione, un controllo e che quindi debbano esserci per forza degli orari... ma certo che è molto brutto poter far visita ai propri cari secondo orari stabiliti. Certe volte avrei voglia di passare di lì in un momento diverso, magari alla sera. Ho sempre sentito le persone a me care vicino nei posti dove erano stati e non dove c'era il loro corpo, ma da quando in quel parco c'è mia madre è diverso. A volte sento il bisogno di passare da lei per parlarle, per salutarla.
Al pomeriggio qualche commissione e poi sono stata da mio padre per preparare il pranzo di Natale: incombenza che oggi tocca a me, ho ereditato da lei. Abbiamo finito molto tardi e così il progetto per la serata è saltato. Non importa.
La mattina di Natale sono tornata da mio padre e abbiamo ripreso a cucinare e preparare la tavola. A scaglioni sono arrivati tutti quanti ed anche le mie due figlie con i relativi fidanzati. Mio figlio per Natale l'ho sentito solo per telefono, ma a Capodanno sarà con me.
Così è trascorsa la giornata, fra piatti vari, panettoni, chiacchiere, foto, giochi con le bambine e la commozione di mio padre davanti alla foto di mia madre mentre le raccontava come stava andando questo Natale. Dopo cena a casa, un film in tv da letto e poi un meritato riposo.
Oggi è stata una giornata casalinga. Di riposo e qualche lavoretto. Una giornata vissuta con calma. Stasera recuperiamo il progetto rimandato dalla vigilia.
E voi amici, come avete trascorso il Natale? Di qualcuno lo so perché ci siamo sentiti per gli auguri... ma gli altri? Cosa avete mangiato? E cosa avete in progetto per il Capodanno?
Non perdiamoci...
tondoMaria
postato da: maria963 alle ore 18:45 | Permalink | commenti (3)
categoria: parliamone, tra le righe
mercoledì, 24 dicembre 2008

natale

 Fermati un attimo e ascolta...

Auguri !

postato da: maria963 alle ore 00:04 | Permalink | commenti
categoria: dopo la mezzanotte
sabato, 20 dicembre 2008


Mia sorella che si fida ad occhi chiusi della gente,
mia sorella più guadagna amore e più ne spende,

telefona... rimurgina e da la colpa a se.
Mia sorella avrebbe avuto un figlio a 17 anni,
mia sorella che si svegia tardi dai suoi sogni
e poi telefona..rimurgina...lei non aspetta principi,
le labbra di cream caramel e la sua solitudine....!
Mia sorella è pazza e mangia e più che mangia e più che è sola
poi si chiude in bagno, tira l'acqua e mette un dito in gola.
Mia sorella mi assomiglia e io lo so che cosa prova
perchè mia sorella in questo mondo non si trova.
Vuole avere ragione, vuole vincere lei, vuole essere sicura
perchè mia sorella è forte solamente quando ha paura,
perciò telefona...rimurgina, non sa quant'è bellissima
ma il volto le si illumina solo di notte al frigorifero!!!!
Mia sorella parla, parla e non fa dire una parola,
ride solo per dispetto e solo il pianto la consola...

Mia sorella gioca in porta su una spiaggia che mi sembra ieri
certe volte è ancora una bambina coi braccioli!!!!!!!
Ma mia sorella è mia...e un giorno si innamorerà
ed io dopo con chi litigo e chi mi mancherà?!!
Si, mia sorella è mia....
Mia sorella....mia sorella...
Mia sorella è stanca e mangia e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno ed io l'aspetto con il cuore in gola,
Mia sorella che mi tira le parole le ciabatte
ma poi vuole i bacio della buonanotte.....!!!!

martedì, 16 dicembre 2008
C’è modo e modo di uscire da un annus horribilis di sofferenze personali e familiari. Roberto Vecchioni ne è uscito con lo slancio e la carica di un ragazzino, rivendicando «la ricerca di un nuovo umanesimo» nell’album Di rabbia e di stelle, e trovando una nuova via attraverso la riscoperta di Dio e della spiritualità. «Non esiste la casualità. La vita mi ha convinto che nulla avviene per caso, Dio è il grande regista dell’universo e delle nostre vite», dice il cantautore, che in questi giorni si mette in gioco in una nuova veste lirico sinfonica con lo spettacolo In-cantus. Suoni dell’anima tra poesia e musica. Partirà venerdì 19, dalla Cattedrale dei Marsi di Avezzano, in provincia de L’Aquila, cantando brani di Ciaikovskij, Händel, Rachmaninov, lo Stabat mater di Jacopone da Todi, suoi brani a sfondo religioso e molte poesie accompagnato dagli archi del Nu-Ork String Quartet.

«A 60 anni ho riscoperto la spiritualità. Ho superato la rabbia e lo sconforto sapendo che ci si può salvare con la forza dell’amore. Mi sento come un bambino perché fra l’altro ho scoperto quella che io chiamo la saggezza del canto».

La sua in pratica è una riscoperta della fede.
«Sì, sono un credente e un cristiano che però usa anche l’intelletto. Quindi la mia fede è lacerata e al tempo stesso rafforzata dai dubbi. Mi piace questa non certezza, ma la scoperta di mille possibili speranze e verità».

Di solito l’incertezza fa paura.
«No, anzi. La certezza è la fine della speranza, è la domenica sera. Io ho il gusto della ricerca, del viaggio che non finisce mai alla ricerca di Dio e delle sue manifestazioni che ognuno è libero di interpretare a modo suo. Amo indagare nei meandri dello spirito per illudermi di scoprire l’ignoto».

Eppure nell’album di Rabbia e di stelle c’è molta rabbia?
«È la rabbia della vitalità. Non è la rabbia degli operai degli anni Sessanta, è la rabbia dello sconforto che si supera con la convinzione che bisogna guardare in altre direzioni per salvarsi».

Negli anni ’70 per voi cantautori era quasi blasfemo parlare di Dio.
«Sì, era un periodo di presunto illuminismo; si veniva da una grande repressione dei sentimenti, si scopriva la libertà di fare tante cose fino ad allora proibite. Del resto qualche degenerazione è normale nei movimenti epocali, e il ’68 lo è stato, anche se l’Italia è arrivata dopo l’America e la Francia. Il Futurismo è stato l’unico movimento autenticamente italiano».

Quindi s’è dedicato a uno spettacolo «alto» e impegnativo.
«Parlo di Dio e del Natale riflettendo e anche un po’ giocando. L’ho anche un po’ alleggerito, aggiungendo brani popolari come Vissi d’arte di Puccini, e alcuni brani che trattano del mio rapporto con Dio come Le rose blu, Blumun, Sogna ragazzo sogna. È una grande sfida per me: ho scritto un testo sul Concerto n. 2 in do minore di Rachmaninov, eseguo arie di Händel, lo Stabat mater di Jacopone, Vissi d’arte di Puccini, Jingle Bells e Tannenbaum in versione jazz. Il tutto inframmezzato da testi di Papa Giovanni e Madre Teresa, Gandhi e poesie come Ode alla pace di Neruda, Borges, Gassman. Insomma un incontro tra parole e musica che testimoni l’amore e la pace. Io farò da tramite portando le mie canzoni, le arie sacre, le poesie al pubblico».

Un lavoro complesso.
«Faticoso fisicamente perché saranno cinque serate consecutive. Poi con la musica sinfonica non posso sbagliare o prendere le licenze che uso nel pop».

La sua voce sarà messa a dura prova.
«Cercherò di fumare meno sigarette; del resto penso che nessuno si aspetti che io canti come Pavarotti; l’importante è commuovere che non significa piangere ma godere delle stesse emozioni».

Sarà che lei è professore, ma il suo percorso è sempre più colto.
«A questo ho sempre tenuto moltissimo. Non ho mai scritto canzonette tanto per farle, il mio è un modo di studiare l’animo umano e non me ne frega niente di quanto un mio disco possa vendere o no. Però ho sempre cercato di separare il mondo della canzone da quello dell’insegnamento. Non vorrei mai che un mio brano suonasse troppo accademico. Prendo spunto dai sentimenti e dalla vita di tutti i giorni».

La differenza tra i cantautori della sua generazione e quelli di oggi?
«Le nostre canzoni dovevano avere tante parole, ogni brano era un romanzo, si cercava il messaggio a tutti i costi. Oggi i cantautori sintetizzano i sentimenti cantando tutto, dal cinismo all’indifferenza».

Meglio quelli di ieri?
«Ciò che manca oggi è la letterarietà. I testi di De André, Guccini, De Gregori sono veri e propri pezzi di letteratura».

Oggi molti cantautori si fanno sedurre dai duetti.
«C’è duetto e duetto. Anch’io lo farei un duetto con Guccini. Oppure ci sono quelli di Ornella Vanoni, bellissimi e intensi cui è permesso tutto, primo perché è una grandissima cantante e interprete in grado di dominare qualsiasi brano, poi perché non è una cantautrice».

Quando rivedremo il Vecchioni cantautore?
«A gennaio, vorrei portare In-cantus a Milano, sarebbe bello organizzare il concerto nel Duomo: voglio provarci. Poi sto scrivendo il mio romanzo, molto complesso e lento da costruire perché richiede approfondite ricerche storiche. Per un po’ dunque niente musica»


(intervista di Antonio Lodetti)

tondoMaria



postato da: maria963 alle ore 10:04 | Permalink | commenti
categoria: i poeti, occhio ai critici
lunedì, 15 dicembre 2008

In-Cantus è un nuovo progetto di grande spessore artistico che fra il 19 e il 23 dicembre vedrà Roberto Vecchioni impegnato in quattro spettacoli fra poesia e musica davvero particolari: innanzitutto perché si terranno in luoghi sacri come chiese e cattedrali, poi perché gli 80 minuti di concerto scivoleranno fra arie classiche intercalate con le canzoni di Vecchioni e le poesie tratte dai libri suoi o di altri autori, tutte legate dal comune denominatore dell’amore fra gli uomini, il loro rapporto con l’eternità e il sentire del divino.
Nasce da un’idea del Maestro Beppe D’Onghia il quale, nell’intento di unire musica sacra e musica classica, versi d’autore e di tradizione, melodie classiche e poesia contemporanea, affronta la ricerca di un linguaggio che attraversi e travalichi i confini di culture e tradizioni diverse. Per questo ha concepito uno spettacolo nel quale fluisce assolutamente naturale il passaggio da arie classiche come “Lascia ch’io pianga” di Haendel o “Vissi d’arte” di Puccini a canzoni popolari e moderne come “Le rose blu” ed “Euridice” di Vecchioni.
Seguendo questa idea, Roberto Vecchioni, con il supporto del Nu-Ork String Quintet, interpreterà le une e le altre con lo stile del cantautore e artista straordinario che tutti conoscono. Quella di Vecchioni sarà la voce cantante e narrante del concerto, che oltre ai brani citati prevede ad esempio lo “Stabat Mater”, inno sacro di Jacopone da Todi, una versione jazz del canto natalizio “Jingle Bells”, la “Patetica” di Chajkowskij, il “Concerto N°2 in Do Minore” di Rachmaninoff (che ha conosciuto nuova popolarità a fine anni ’90 grazie al film Shine di Scott Hicks), versi recitati su musica, canzoni di Roberto Vecchioni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, tra cui Figlia, Viola D’Inverno, Blumun, Sogna Ragazzo Sogna, Il Cielo Capovolto e altre.

Nu-Ork String Quintet: Anton Berovski – I Violino; Nico Ciricugno - II Violino; Giuseppe Donnici – Viola; Vincenzo Taroni – Violoncello; Daniele Roccato - Contrabbasso

Beppe D’Onghia: progetto artistico, direzione-pianoforte-arrangiamenti-elaborazione e libera interpretazione orchestrale

tondoMaria

 

 

 

postato da: maria963 alle ore 17:50 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore, i poeti, segnalazione eventi
venerdì, 12 dicembre 2008
è il titolo dell'album edito da Ala Bianca che segna il ritorno sulla scena dei Pan Brumisti, band anni Settanta che pubblicò ai tempi un solo album intitolato "I padroni della città".
La band si sciolse poco dopo e due dei componenti, Antonio Silva e Sergio Secondiano Sacchi, continuarono a lavorare nell'ambiente musicale entrando a fare parte del Club Tenco.
In "Quelle piccole cose" sono raccolti quaranta brani dei Pan Brumisti interpretati da diversi amici ed artisti come Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, Milva, Ricky Gianco, Massimo Ranieri, Gigliola Cinguetti, Stefano Bollani, Mauro Pagani, Francesco Baccini, Carlo Fava e Alberto Patrucco. Francesco Guccini ha inoltre partecipato all'album con un brano inedito dal titolo "Via dei Poeti" cantato dalla band

tondoMaria
postato da: maria963 alle ore 10:10 | Permalink | commenti (2)
categoria: canzone d autore, segnalazione eventi
martedì, 02 dicembre 2008
Ovunque sarai e qualunque cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena tu cercala nel cielo...
(Nicholas Sparks)

“Eppure io credo che se ci fosse un po' più di silenzio, se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire”
(Federico Fellini)

La nostra ombra si perde, per troppa luce o per troppa oscurità.
postato da: maria963 alle ore 18:41 | Permalink | commenti
categoria: tra le righe