venerdì, 31 ottobre 2008

Uno e due novembre: festa dei santi e dei morti... o halloween.
Quest'anno qui a Torino piove... ma in questi giorni la pioggia ha toccato un po' tutta l'Italia, in modo anche violento da qualche parte. Non qui da noi; qui la pioggia lascia l'odore di foglie secche, castagne e malinconia.
Anche di questi giorni se ne è fatto una festa, più consumistica che altro. Io non ho mai amato le feste e non ho mai capito che cosa ci fosse di festoso nel ricordare tutte le persone che ci hanno lasciato. Quando ero piccola mia nonna in questi giorni comprava sempre i marron glacé. Non era però una festa consumistica. Era solo un segno di calore familiare, un bisogno di stringersi fra quelli rimasti, in ricordo di quelli che non c'erano più. Oggi mi guardo intorno e mi chiedo con chi bisognerebbe stringersi intorno ad un falò o a una scatola di marron glacé. Fino a qualche anno addietro non rappresentavano nulla di particolare per me. Da qualche anno ho iniziato a sentire un forte bisogno di "ricordare", di "avvicinarmi". Da tre, quattro anni mi capitava di aver voglia di andare a passeggiare al cimitero, un bisogno di ricercare
un contatto fisico con le mie origini. Chissà, forse mi stavo già preparando a quel futuro che oggi è diventato presente. Ricordo un periodo della vita di mia madre in cui lei mi ripeteva spesso quanto fosse triste, difficile, quando le persone che ti avevano lasciato cominciavano ad essere un numero sempre maggiore, quanto cominciassi a sentire che il tuo tempo se ne stava andando quando il numero dei tuoi morti continuava a crescere sempre più. Io allora pensavo: ma non senti che è più forte la vita della morte? Oggi spesso penso che la morte è più forte della vita, o meglio: la morte fa parte della vita. Ti cammina al fianco e... ti aspetta. Sì, certo, poi trascorro qualche ora la notte con la mia piccola nipotina e nei suoi occhi leggo solo che la vita comunque continua, la nostra vita continua, anche dopo di noi. Come non vedere nel suo sorriso la mia vita che continua? Già... passo da un parco dove vedo la mia vita che in parte se ne è già andata... a questi occhi che riflettono la mia vita che non muore. Forse è proprio questa l'eternità della vita: le tue radici radicate e sepolte nella terra e i tuoi piccoli fiori che sbocciano. Quest'anno questi giorni e queste notti, hanno per me un sapore diverso, amplificano in me una sensazione che vivo da un po' di tempo in ogni mio giorno. Tristezza? Non so. Certamente malinconia. E la malinconia può essere estremamente triste, ma anche bella. Certamente quando prendo in braccio Nadine penso a quanti neonati ha preso tra le sue braccia mia madre e penso a quanti ne ho presi io e ne prenderò ancora. E vorrei tanto vederti con Nadine in braccio, mamma.
Buonanotte mamma.

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categoria: dopo la mezzanotte
venerdì, 31 ottobre 2008
MM_OK_bis01 - Il rimedio
02 - Miss America
03 - Cantare a memoria
04 - Il Paese dei testimoni
05 - D'amore non parliamo più
06 - Last minute
07 - Musica moderna
08 - La guerra dell'acqua
09 - Parole che si dicono
10 - Illusione
11 - L'amore trasparente



TOUR
3.11 Verona - Teatro Filarmonico
4.11 Milano - Conservatorio
6.11 Bologna - Teatro delle Celebrazioni
7.11 Civitanova Marche - Teatro Rossini
10.11 Roma - Teatro Brancaccio
12.11 Torino - Teatro Colosseo
15.11 Firenze - Teatro Verdi
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categoria: segnalazione eventi
martedì, 28 ottobre 2008
"Luna Persa" - Max Manfredi

01 - Au clair de la lune
02 - L'ora del dilettante
03 - Il regno delle fate
04 - Terralba tango
05 - Retsina
06 - Libeccio
07 - Quasi
08 - Zimbalom
09 - Aprile
10 - Il morale delle truppe
11 - Il treno per Kukuwok
12 - Luna persa

bonus track:

13 - La fiera della Maddalena (con Fabrizio De André)

Concerti

OTT 31 - Genova - Teatro della Gioventù
NOV 02 - Casale Monferrato (AL) - Circolo Pantagruel
NOV 06 - Asti - Diavolo Rosso
NOV 10 - Arcore (MI) - con Accademia Viscontea
NOV 11 - Palermo - “Il Tancrè” - rassegna Scutammìa
NOV 12- Catania - Teatro Lomax - rassegna Scutammìa
NOV 15- Avola (SR) - Sole amaro artmusic
NOV 19 - Pavia - Spaziomusica
NOV 21 - Torino - Folkclub
NOV 27 - Albenga (IM) - Su la testa Festival - Teatro Ambra
NOV 28 - Faenza (RA) - Teatro Masini - ospite serata MEI
NOV 29 - Forlì - Madamadorè
DIC 05 - Marsiglia (FRA) - Istituto italiano di cultura
DIC 06 - Bagnacavallo (RA) - Teatro Goldoni
DIC 11 - Bergamo - Caffè letterario
DIC 12 - Milano - Scigher
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mercoledì, 22 ottobre 2008

Le coppiette in primavera ed in autunno si appoggiano ai muri delle case, per baciarsi; si siedono sui gradini davanti alle cancellate dei palazzi e si abbracciano parlando.
Le coppiette sono lì che si riparano negli androni delle abitazioni proprie e degli altri e sentono solo il loro calore... anche tu e io lo facciamo e non sembriamo meno cretine, solo meno coppietta. Non è che non ci si faccia caso, ma gli altri fanno fatica a non considerarti una pancia. La mia fatica invece è solo fisica e ti amo senz'altro.

Una figlia non mi ha cambiato la vita. Me l'ha riempita ancora di più, mi ha scombinato i ritmi, mi ha stravolto le cognizioni temporali e di vita ce ne siamo date a vicenda e visto che t'amo, non posso che amare anche queste rivoluzioni.

Sono frastornata, stanca, vivo queste sensazioni nella loro pienezza. Come sempre, anche quelle meno entusiasmanti a cui la vita ci ha messo davanti. Prenderti in braccio è l'emozione più bella. Più bella del primo bacio a Roks, più della prima volta che ce l'ho fatta da sola, più della prima caduta dalla bicicletta senza rotelle e senza mano di papà sul sellino, più di quella maturità conquistata da sola, più delle infinite pazzie che rendono l'esistenza, vita e viceversa, più del tuo papà che arriva dalla porta dell'ospedale, adesso.
Più di questo. Più dell'albero che è diventato più bello quando l'ho rivisto dopo averti detto http://www.youtube.com/watch?v=08QawmFuC2c

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mercoledì, 22 ottobre 2008

22 ottobre 2008

Ehi piccola, come va??
La tua prima giornata con mamma sta iniziando e, molto presto,
potremo vederci e presentarci e non più con un vetro che ci separa.
Questa lettera non potrai leggerla per molto tempo però Mamma potrà leggertela… chissà che tu possa già capire cosa ti sto dicendo. Cosa pensano i neonati non lo sa mai nessuno ma mi piacerebbe tanto sapere cosa pensi tu piccola.
I mesi prima della tua nascita sono stati intensi per varie ragioni ma Mamma ti ha sempre voluta ed è stata molto forte anche per proteggere te dal mondo intero… Sei stata desiderata più di quanto tu potrai mai immaginare e spero tu lo tenga sempre presente questo, in ogni istante della tua vita perché questa è la cosa più bella e importante che la tua Mamma possa aver fatto e possa fare per te… volerti con tutto il cuore e l’anima anche se questo voleva dire andare contro a tante persone.
La gioia di sapere che questo ottobre saresti nata è stata una forza per tutta la famiglia dopo un periodo in cui di gioia ce n’era veramente poca a causa della mancanza improvvisa di una nonna meravigliosa che, per sfortuna, non potrai mai conoscere. Ma sicuramente ci saranno molte persone che te la racconteranno in tutto e faranno in modo che tu possa sapere tutto di lei, quasi da conoscerla davvero.
Lei sapeva di te e dal primo momento ne è stata felice e ha subito detto a tua Mamma che l’avrebbe aiutata una volta tu fossi nata. Purtroppo se n’è andata via troppo in fretta per poterlo fare ma,sebbene io non creda ci sia un altro mondo e un’altra vita dopo la morte, credo che lei, in qualche modo, ti possa vedere e proteggere ad ogni tuo passo e in ogni tuo giorno. Così come proteggerà la tua Mamma e tutti noi per farci vivere sereni e per dare a te, piccola, una famiglia che ti meriti.
Sei stata forte fin dal tuo primo giorno. Ti hanno allontanata subito da Mamma quasi per metterti alla prova e tu hai dimostrato a tutti, da subito, che sai cavartela molto bene. Crescerai sicuramente con un carattere indipendente e deciso come tua Mamma. Hai preso molto da lei e son sicura che crescendo diventerai proprio una piccola Helen, sebbene con la tua personalità che ti distinguerà sempre da chiunque altro.
Non sono poi tanto brava con le parole come Nonna o come Mamma stessa che ti ha scritto dal giorno in cui ha saputo di te in poi. Però, nel mio piccolo, spero di poterti trasmettere qualcosa con questo mio scritto. Spero di poterti trasmettere l’affetto e la gioia che provo ad essere per la prima volta Zia e ad avere una bella nipotina come te.
Zia Nancy!
Suona bene, no??
E allora ricorda sempre questo nome perché per te ci sarò sempre, in ogni momento della tua vita potrai sempre contare anche su di me. Non sarai mai sola e sicuramente potrai già contare su tantissime persone però voglio che tu sappia che qui hai una Zia che ti vuole bene e te ne ha voluto dal primo giorno in cui ha saputo di te.
Adesso, piccola, ti lascio tranquilla tra le braccia della tua mamma a cui sicuramente darai un bel da fare com’è giusto che sia… e lei sono sicura che ne è felicissima.
A presto piccola Nadine!
Zia Nancy!
martedì, 21 ottobre 2008
Ho sognato di vivere
ed era un posto molto, molto strano:
tutte le cose lì si toccano,
s'intende da vicino, non da lontano.
Ho sognato di vivere:
è un posto col passato e col presente,
e le cose succedono
o prima o dopo, separatamente
Era un sogno di tramonti
rossi come le tue labbra,
di persone sorridenti,
di malinconie e di rabbia;
c'era pure il mal di denti
e qualcuno da evitare,
ma la musica era bella e poi
d'estate c'era sempre il mare;
e sembrava tutto vero:
il tuo viso, le tue mani,
i miei figli, il mio pensiero,
anche il sole di domani;
non sembrava che passasse,
non sembrava un'illusione:
ma tu vedi un pò che scherzi fa,
che scherzi ti può fare
la suggestione...

Ho sognato di vivere, di far l'amore quasi tutti i giorni,
e di provare ogni male fisico,
compresa l'ansia quando tu non torni.
Gli altri uomini come me suppongo che sognassero anche loro,
ma non sapendo che stavano a sognare
a volte si ammazzavan di lavoro.

E sembrava importantissima
una rete di Ronaldo,
o una lettera d'amore
che arrivava un po' in ritardo;
la canzone che scrivevo male
o che scrivevo bene,
e una sbronza con gli amici e poi
pisciare tutti quanti insieme;
ma eran cose senza senso,
di nessunissima importanza,
tra una luce limpidissima
e il buio di una stanza,
dove ti ricordo bella, in piedi,
a tenermi per la mano,
mentre ora son qui con Dio
che non ti rassomiglia nemmeno
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categoria: le canzoni d autore
lunedì, 20 ottobre 2008
Teatro Sociale di Alba pieno di pubblico per la cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Grinzane Cavour – Alba Pompeia, organizzato dal Premio Grinzane Cavour e dalla Città di Alba, tramite il Comitato Alba-Premio Grinzane Cavour, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
"Sono contento ed emozionato di questo riconoscimento che per me è un punto importante della vita. Mi sta facendo riflettere. Molto bene" questa la dichiarazione di Roberto Vecchioni all'uscita del Teatro, circondato da una folla di fans che hanno seguito tutto il pomeriggio l'evento ideato da patron Soria.

"Ho consegnato - commenta la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso - un premio ad un cantautore, paroliere, professore e scrittore di romanzi e racconti. Insomma un uomo vero che tanto bene ha svolto il suo ruolo pubblico in questi anni."

"Una gioia grande - dice il consigliere regionale Mariano Rabino - essere qui per eventi come questo, che danno lustro alla nostra città ed alle Langhe tutte."

"La città di Alba - afferma il Sindaco Rossetto - si sta sempre più abituando a palcoscenici nazionali ed internazionali. Questo evento ben rappresenta le nostre radici e culture e Vecchioni è uomo che ha saputo interpretare il nostro territorio in modo encomiabile"

Presenti autorità politiche, civili, imprenditoriali e militari il tavolo dei relatori ospitava oltre a Roberto Vecchioni, il sindaco Rossetto, Soria, Oddero, Rovera, Buonadonna (vedi foto) e la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso giunta per la premiazione finale.

Roberto Vecchioni è il vincitore di questa VII edizione. A Vecchioni, illustre cantautore italiano, popolare e raffinato al tempo stesso, capace di divertire e commuovere – viene riconosciuto il merito di aver promosso, valorizzato e difeso il territorio, attraverso una poetica interessata a cantare le vicende e le gesta degli uomini, le loro tradizioni e le loro radici.

Le precedenti edizioni del Premio Grinzane Cavour - Alba Pompeia sono state vinte dalla scrittrice inglese Joanne Harris (2002), dalla regista Liliana Cavani (2003), dallo scrittore Mario Rigoni Stern (2004), dall’architetto Mario Botta (2005), dal biblista Monsignor Gianfranco Ravasi (2006) e dal diplomatico Boris Biancheri(2007).
sabato, 18 ottobre 2008

maria02

Un giorno ti racconterò una favola. Un giorno ti racconterò una storia. Non ci saranno fate nè principi azzurri; non ci sarà sempre un lieto fine. Forse non ci sarà neppure una fine per tutto. Siamo solo noi, a volte, a leggere una fine fra le righe. La favola si trasforma, cambiano i luoghi, il tempo, i personaggi, cambiano le aspettative e le paure, qualcuno si addormenta e si risveglia in un’altra forma di vita. È la nostra vita a trasformare la favola... e diventa storia, la nostra storia.
Ehi baby, non credere mai a chi ti racconterà di felicità raggiunta con la bacchetta magica. Il cavallo bianco sarà lì ad aspettarti, ma dovrai essere solo tu a cavalcarlo, domarlo, spronarlo. Insieme scoprirete la strada, fra rovi e spine; perderete la traiettoria a mille bivi: a volte tornerete indietro e quando il sentiero alle spalle non sarà più riconoscibile, allora traccerete nuove rotte. Solo tu potrai guidare il tuo cavallo, ma non perderlo mai di vista: lui si chiama Libero e, se tu lo amerai, lui ti sarà sempre fedele.
Baby, non credere mai a chi ti racconterà di lupi e orchi: vogliono solo spaventarti. Il lupo canta alla luna la sua solitudine, perchè sa che da qualche parte lontano c’è una lupa che può ascoltarlo. Non credere mai all’amore a buon mercato: l’amore è una strada infinita e ripida... perchè tende al cielo. Quando avrai paura, non mollare: allunga la tua mano alla luna e lei ti abbraccerà come una mamma.
Un giorno ti racconterò la storia di una bimba, che tu chiamerai nonna, che stringe ancora al petto una bambola di pezza in una foto color seppia. Ti racconterò di una donna di fronte ad un lago che tu conoscerai solo dai miei ricordi e poche fotografie, che si è addormentata col sorriso del tuo nome sulle labbra.
Ti racconterò di come le stanze cambiano luci e colori, degli uomini che se ne vanno chiudendo la porta alle loro spalle, degli uomini che si addormentano senza ascoltarti e ti lasciano sola a contar le stelle, ma poi vorrebbero che tu ti svegli nel loro letto all’odore del caffé.
Ti racconterò di come la musica accompagna il silenzio delle stanze vuote, di come la poesia mi abbia fatto compagnia.
Un giorno ti porterò ad un concerto di un uomo che sul palco sorride e piange. Ti porterò al mare: passeremo la notte a contar le luci e sognare cosa c’è oltre l’orizzonte.
Ehi baby, perdonami se dietro ogni mio sorriso vedrai sempre una lacrima, se ad ogni mia carezza sentirai le rughe della mia mano. Tu guarda in fondo ai miei occhi e vedrai sempre la voglia di sognare che c’è nei tuoi.

postato da: maria963 alle ore 01:40 | Permalink | commenti (5)
categoria: dopo la mezzanotte