
Ne abbiamo passate insieme, vecchio mio!
Ricordo ancora il giorno che siamo venuti a prenderti. Io non volevo un cane, la mia vita era già carica di impegni e avevo poco tempo e nessun aiuto. I ragazzi avevano convinto loro padre e una sera mi comunicarono la decisione presa.
Poi ti ho visto in quel cortile, eri in una gabbia con tua sorella ed altri animali, tu eri il più piccolo. Sean ti ha preso in braccio ed io ti ho guardato. Eri un batufolo di cotone, 40 giorni, un'aria spaurita e bisognosa di affetto. E da quel momento ti ho amato, in quel momento non sapevo ancora che sarebbe nata fra noi un'esperienza bellissima.
Ricordo quando giocavi con la bottiglia del latte, col pollo di gomma, col riccio... Ricordo tutte quelle mattine trascorse io e te al giardino, quel giorno che correndo sei inciampato in una buca e ti sei fatto male alla zampa destra posteriore: ti sono venuta vicino ad accarezzarti e tu piagnucolavi ma dopo pochi minuti eri in piedi, hai zoppicato per nemmeno mezzora e poi correvi come prima. Ricordo quel giorno che ti sei infilato nella fila di una scolaresca e saltellando tutto contento hai seguito i bambini. Ricordo quando sei stato male...
Ricordo quelle sere che in ufficio si faceva tardi e ti portavo nell'aiuola sotto casa dei miei genitori... quella volta che un tizio si è avvicinato a importunarmi e tu lo cacciasti ringhiando... tutte le volte che ti frapponevi fra me e chiunque mi passasse vicino per strada se era buio.
Ricordo quando avevi imparato ad aprirti la porta dell'ufficio e scappavi fino all'aiuola.
Ricordo tutti quei sabato sera in via Po, quando passeggiavamo insieme a Sean e Nancy aspettando Helen che era in una pizzeria o in un pub con i suoi compagni di scuola, o quando semplicemente anche lei era con noi per una passeggiata. Prima di uscire ti facevamo il bagno ed eri bellissimo col tuo pelo bianco splendente. Sotto i portici tutti si fermavano a guardarti e farti una carezza e tu appena vedevi un crocchio di gente andavi a metterti in mezzo.
Ma ricordo soprattutto quei 3 giorni e 3 notti nei quali io sono stata male ed eravamo soli io e te. Dormivo quasi sempre, ogni volta che aprivo gli occhi tu eri lì, a fianco del mio letto. Da quei giorni si è creato un rapporto speciale fra me e te. Da quei giorni ogni volta che ci siamo ritrovati soli in casa (e sono stati tanti i giorni da allora) tu mi seguivi ovunque, in ogni stanza, non mi lasciavi mai sola. Da quel giorno tu hai imparato a riconoscere il mio umore, quando ero triste ti venivi a strusciare alle mie gambe e mi facevi giocare con te. Da quel giorno tu non mi avresti più lasciato ed io non ti avrei più lasciato.
Ricordo quelle notti trascorse io e te soli nell'ufficio, non sapevamo dove andare in quei giorni, facevamo tante passeggiate e alla sera andavamo in ufficio a dormire, io sullo sdraio e tu per terra al mio fianco.
Ricordo quando il veterinario ti ha messo il microchip. Ricordo tutte le passeggiate insieme, da qualche anno eri diventato più disciplinato per strada e "tiravi" molto meno... quella volta che ti ho portato al mercato e sei stato così bravo.
Ricordo ogni sera che tornavo a casa e tu riconoscevi il rumore della mia auto e ti affacciavi al terrazzo ad aspettarmi. Quando sentivi aprire la porta dell'alloggio abbaiavi perchè eri abituato che ti venivo subito ad aprire la porta del terrazzo per farti entrare in casa. Ti regolavi poi sull'ora che dovevi uscire nuovamente in terrazzo per la notte e se io alcune sere mi attardavo a farti uscire, tu uscivi da solo e anche se rimaneva la porta aperta restavi sugli scalini fuori, il tuo posto di guardia per la notte. Ricordo come avevi sfondato la tua cuccia e poi quell'estate che te la riparammo ricominciasti ad usarla, ma solo d'inverno.
Ricordo ogni sera che tornavo a casa da sola, quando entravi in casa giravi per le stanze per vedere se c'era qualcuno e quando vedevi che eravamo soli io ti dicevo: "siamo soli libero, soli anche stasera". Restavi al mio fianco mentre mangiavo qualcosa per cena, mentre guardavo un film in tv. Quante volte ci siamo guardati negli occhi in quelle sere. Sia io che te giravamo per quelle stanze improvvisamente sempre più vuote. Ogni tanto ti facevo qualche carezza e tu ti coricavi a pancia in sù... fino agli ultimi giorni sei stato un coccolone.
Ricordo il tuo ultimo bagno, l'ultima volta che ti ho portato al fiume, l'ultima volta che ti ho portato al parco (siamo tornati a piedi, faceva un gran caldo e tu eri stanco, ti fermavi ad ogni fontanella e ti coricavi sotto l'acqua per rinfrescarti, dovevo fare una gran fatica per convincerti a ripartire), l'ultima volta che ti ho spazzolato...
Ricordo che avevi imparato a riconoscere quando un pavimento della casa era bagnato perchè lo avevo lavato e allora restavi sulla porta della stanza finché non ti dicevo: vai!
Ricordo tutte le notti che hai dormito sul mio letto... più tardi ti avrei insegnato a non salire più sul letto e non entrare nemmeno in camera da letto. Tu ti fermavi sulla porta, appena ti dicevo qualcosa lo prendevi come l'autorizzazione ad entrare. Certe notti quando eravamo soli ti lasciavo dormire in casa e allora tu ti accucciavi a fianco del mio letto e stavi lì tutta la notte. Ma in quei giorni più lontani non mi preoccupavo se salivi sul letto... e abbiamo dormito tante notti insieme.
Ricordo quei weekend che andavo via e ti lasciavo a casa con Nancy: ti faceva ascoltare la mia voce dal telefono e tu giravi per tutta casa a cercarmi.
Ricordo quando quest'estate ti ho portato per la prima volta in quella pensione. La prima sera eri diffidente, non volevi mangiare perchè era un posto nuovo, hai preso la terapia solo a mezzanotte. Il giorno dopo sono venuta a trovarti (come mi aveva consigliato il veterinario), sei uscito con me nel prato, mi hai fatto le feste ma non avevi alcuna voglia di venir via. Mi hai portato nel tuo box (un pezzo coperto e un pezzo di prato) come se mi dovesti far vedere. Ti piaceva quel posto perché c'erano un sacco di cani, tu andavi a tutti i box ad annusarli, pisciavi su ogni porta per segnare il territorio. Quando ho preso il guinzaglio in mano però mi sei saltato alle spalle. Mi hanno fatto i complimenti anche lì, i signori della pensione mi dicevano che eri bravissimo e simpatico. La seconda volta che ti ho portato, come hai riconosciuto il posto hai fatto le feste al signore, e tiravi per andare dagli altri cani. Ero contenta che ti trovavi bene, era una buona soluzione per quei pochi giorni che io avrei dovuto andar via d'ora in poi e non ci sarebbe stato nessuno a casa a badare a te. Per te erano qualche giorno in cui cambiavi la routine di ogni giorno, vivevi con altri cani e in mezzo ai prati.
Ho tanti di quei ricordi con te, libero! Per tanti altri sei solo un cane... per me sei molto di più. Sei stato il "mio" cane, sei stato il mio amico. A modo nostro comunicavamo, per quanto gli altri possono pensare che non sia vero.
Ieri, ieri mattina sei morto, mi hai lasciato. Avevi solo 7 anni e qualche mese ed io a volte pensavo che eri a più della metà della tua vita e avevo timore dei giorni in cui saresti invecchiato, magari ti saresti ammalato. Mi avevano detto che per i cani come te c'era il pericolo di infarto ed io avevo paura che ingrassasti troppo, che ti muovesti troppo poco. Nessuno mi aveva detto che c'era un altro pericolo in agguato per i maremmani (ed i terranova): solo dopo mi hanno detto ben 3 veterinari che la tua era un'età media per il pericolo di contorsione gastrica. Una corsa, una volta che mangiavi con più voracità o bevevi un po' troppo... e poteva capitare. Ed è capitato. Mezzora... e non si fa in tempo a fare nulla. In clinica mi hanno detto che potevi salvarti solo se ti fosse accaduto in un ambulatorio e ci fosse stato subito un veterinario che poteva intervenire. Avrebbero dovuto bucarti lo stomaco per far uscire i gas e poi operarti immediatamente. Mi hanno detto: non si arriva mai in tempo, purtroppo capita. Mi hanno detto che ti è successo proprio perchè stavi bene, se non fosse stato così non avresti mangiato con voracità e non poteva capitarti. Nemmeno 15 giorni fa eri stato ad una visita dal veterinario e per la solita vaccinazione. Mi aveva detto che stavi benone.
Ieri sera l'ultima volta che ti ho portato sulla mia auto, ti ho accompagnato fino alla clinica. Tu non guardavi più dal finestrino, tu non sei più saltato giù dall'auto appena ti ho aperto lo sportello. Tu eri sdraiato e in silenzio. Hanno dovuto tirarti sù con una coperta per portarti dentro dove provvederanno al resto. Io piangevo e il dottore mi ha detto: purtroppo capita a questi cani, non si può prevedere, non si può fare nulla.
Ricordo... e tutto mi manca di te da oggi. Ci saranno sere e notti che sarò davvero sola ora, quando girando per le stanze vuote non avrò te che mi segui, quando tu non ti accuccerai più sui miei piedi mentre guardo la tv. Non ti affaccerai più quando io arrivo, non ti potrò più accarezzare.
Non prenderò nessun altro cane. Per me avere un cane oggi è un problema quasi insuperabile. Non ho tempo né condizioni. Tante volte avevo provato a pensare di trovare qualcuno dove sistemarti... ma solo al pensiero di dividerci desistevo dall'idea. Ti guardavo e ti dicevo: siamo andati avanti fino ad oggi, ce la caveremo ancora.
Nessun altro cane sarebbe come te, libero. Io e te abbiamo un sacco di storia insieme, abbiamo un sacco di emozioni, di sguardi, di ricordi che abbiamo condiviso.
Tu mi hai insegnato come un cane possa essere capace di fedeltà e affetto molto più di tante persone, tu mi hai insegnato come un cane non ti tradisca. Tu mi hai insegnato come noi uomini che ci crediamo "animali superiori", poi a livello d'istinto siamo molto inferiori a un cane.
Sei stato un bravo cane, sei stato un ottimo amico, vecchio mio. Ieri ti ho chiuso gli occhi con la mia mano. Ora dormi tranquillo. Un giorno forse correremo insieme ancora, e tu ancora mi proteggerai da ogni notte. Corri nei prati del cielo, oggi ogni prato è tuo. Corri Libero, vecchio mio. La vita è sogno e oggi ogni sogno è tuo.
Quà la zampa!









