giovedì, 31 luglio 2008
Stasera voglio solo augurarvi Buone Vacanze!
Come ultimo giorno di lavoro finisco tardi, fino alle 21 nel mio laboratorio c'è lezione di informatica.
Resterò in pausa come lavoro per tutto il mese di agosto, anche se lunedì un piccolo lavoro lo dovrò svolgere.
Per ora resterò a Torino, solo al termine della prossima settimana andrò via.
Il blog non andrà propriamente in vacanza, in qualche modo continuerò ad esserci, a scrivere e a leggere, anche dal mare. Non so se ci sarà un rallentamento, o al contrario, se avendo più tempo libero finirà che me ne occuperò di più.
Come sempre sarà molto naturale, scriverò quando ne avrò tempo e voglia.
Però... però stasera voglio augurare a tutti i miei amici: Buone vacanze. Rillassatevi, divertitevi, trovate il tempo per dedicarvi a tutte quelle cose che durante l'anno non si ha mai molto tempo per fare: leggere, fare sport, viaggiare, sentire musica... ma soprattutto trovate il tempo per vivere "a rilento", regalatevi tempo per pensare, sognare, amare.
Sarebbe bello che tutti gli amici (perché anche se è un periodo in cui ci sentiamo meno, io vi considero sempre tutti amici) trovassero il tempo nelle loro vacanze per scrivere qualche loro emozione su queste pagine, per tenerci in contatto, anche solo un piccolo saluto, o invece 4 righe in una notte d'agosto che non riuscite a dormire. Sarebbe bello che pubblicassimo tutti qui una-due-dieci nostre foto dal posto dove siamo. Sarebbe come una cartolina, sarebbe come condividere un po' questo nostro tempo di vacanza.
Idea! E' da un po' in effetti che non propongo un gioco o una nuova iniziativa. Da stasera inventiamo la nostra cartolina virtuale. No, non si tratta di quelle predisposte che si trovano su vari siti. Come sempre vi propongo qualcosa di "nostro" che poi ognuno svilupperà come meglio vuole. Propongo di inserire qui una foto del posto dove siamo a trascorrere i nostri giorni di riposo con un saluto dedicato a tutti gli altri amici del blog. Poi le foto possono essere diverse... poi il saluto può essere un semplice "ciao" o il racconto dettagliato di come trascorriamo il nostro tempo, oppure può essere una riflessione che ci raggiunge in questo periodo, o può diventare anche una lunga lettera.

p.s. non deludetemi, non fatemi sentire "sola", non dimostratemi che il nostro gruppo si è davvero un po' disperso... conto su di voi, come sempre... e attendo le vostre cartoline.

Buone Vacanze !
postato da: maria963 alle ore 20:30 | Permalink | commenti (2)
categoria: avvisi, opere d inchiostro
mercoledì, 30 luglio 2008
La notte vado sempre in cucina al buio. Una risposta nel cuore della notte, quando gli ho chiesto: Come mai non ti sei acceso la luce? Poi ritorno a letto, chiudo gli occhi e mi lascio nuovamente trasportare fra le braccia del sonno. Ma quelle parole hanno colpito i miei ricordi evidentemente. Sogno me bambina, un'altra casa, altre stanze (dove ora è il mio ufficio), mia madre si sveglia nella notte proprio mentre io ritorno nel mio letto accanto al suo. Cosa fai? - Nulla, sono andata a bere. E mia madre sorride, dicendomi: Occhi di gatto.
La notte, da bambina, quando mi alzavo non accendevo mai nessuna luce per muovermi in casa. Mia madre mi chiedeva perché. Non ce n'è bisogno, mamma, conosco la casa a memoria.

Quando sogno, spesso torno indietro nel tempo, a quella vita che se n'è andata.
Nel corso della mia vita ci sono stati attimi in cui ho avuto la netta sensazione di aver già vissuto quel momento, in un altro tempo lontano. Attimi. In cui mi chiedo: com'è possibile? Eppure ho la percezione di essermi già trovata in quel posto, in quella circostanza, con le stesse persone o altre. Giochi della mente? Qualcuno parlerebbe di reincarnazione. Io non credo in nulla. Credo solo nel sogno.
Nel sonno spesso ritorno al mio passato, lo rivivo. Al risveglio un grande senso di solitudine. Più passano gli anni e più spesso mi accade. E' forse un modo per riprendersi ciò che è andato, le persone che se ne sono andate. Da quando mia madre non c'è più, sogno spesso momenti della mia vita passati con lei.
Rivivere il mio passato mi rassicura, ritrovo posti, un tempo perso, chi avevo accanto.
Non questa notte. Questa notte mi assale una forma di angoscia. Mentre nel sonno tento disperatamente di trattenermi in quel passato, con la consapevolezza che al risveglio non lo  ritroverò, provo una grande angoscia. E' una strada fatta a ritroso. Il presente è diventato passato e sono tornata bambina dopo essere stata adulta. Ritrovo il mio mondo di bambina, ma mi manca terribilmente il presente, con la consapevolezza di averlo vissuto e averlo perso. Mi mancano i miei figli soprattutto, mi manca la mia vita di oggi, il mio lavoro, l'uomo che ho accanto, mi manca mio padre come è oggi.
Da bambina, la sera, prima di addormentarmi, sognavo spesso la mia vita da grande, sognavo i figli che avrei avuto. Progettavo la nostra vita insieme, anche se con la mente di una bimba. Forse erano pensieri inconsueti per una bambina. Ma erano i miei sogni. Per me erano vivi, era un futuro che io già vivevo, conoscevo, era lì ad attendermi.
Oggi sovente mi manca quel passato. Mi sento proiettata in un futuro che è diventato presente e passato troppo velocemente. Come se qualcuno avesse mandato avanti il film della mia vita a velocità accelerata. Mi guardo intorno, vedo tutto quanto oggi non c'è più o è cambiato e mi sento straniera nella mia vita, mi sento in un tempo non mio.
Ma questa notte no. Questa notte il tempo si è invertito. Questa notte mi manca il mio presente. Tutto ciò che oggi ho e questa notte non ho più. Allungo la mano nel letto per accertarmi che lui ci sia.
Mi sono svegliata. Mia madre sorride dalla cornice sul comò. La guardo: perdonami mamma!
postato da: maria963 alle ore 19:36 | Permalink | commenti
categoria: oltre ogni confine, ricordi
venerdì, 25 luglio 2008
1Ancora un film su un grande artista: Beethoven, certamente molto più famoso anche se ai suoi tempi, lui stesso, ben poco capito. Ben poco capita la sua musica, ben poco capito e accettato il suo amore per Anna, un legame basato sull'afinità artistica che sfocia in un'affinità esistenziale. Anna, giovane musicista (copista) che sfiderà ogni giudizio sociale, sfiderà anche l'amore di un coetaneo, sopporterà la scontrosità di un artista colpito dalla più grave disgrazia per un musicista (la sordità) per restare vicino a quell'uomo che rappresenta per lei un maestro di vita, un maestro di espressione emozionale. Beethoven che nel silenzio a cui è destinato, troverà una nuova forma d'espressione per la sua musica, finalmente libera perchè voce unicamente dell'anima.
Io e Beethoven, firmato dalla polacca Agnieszka Holland, che già si era dedicata a tracciare biografie di artisti eccellenti come quelle di Rimbaud e Verlaine in Poeti dall'inferno, parla degli ultimi anni della vita di Beethoven, fino alla sua solitaria e prematura morte avvenuta nel 1827.
Ed Harris, irriconoscibile senza occhiali e con capelli lunghi, interpreta il grande compositore stando quasi sempre sopra le righe mentre Diane Kruger  sceglie di recitare in levare nel ruolo della discepola adulante.
postato da: maria963 alle ore 16:09 | Permalink | commenti
categoria: dovevo fare del cinema
venerdì, 25 luglio 2008

Se fossi un pochino più fragile, un battito di ciglia e tutti i semafori sarebbero rossi insieme.
Forse piangerei ogni notte anzichè buttarle dentro lacrime d'inchiostro soltanto.
Se fossi meno io non vi accorgereste della differenza perchè allora trovereste quotidiano il mio chiudere gli occhi e fermarmi ad ogni incrocio. Sarebbe isteria concentrata negli attimi sbagliati, quelli di quello sbattere che oggi è d'ali. Anche senza averle.

Dipingerei la linea della strada dritta contro i muri che ergi tu, anzichè costruire casa mia, nostra che sia.

Invece resti una pagina di appunti in un quaderno buttato più in là. Non ti permetterò di scrivere, starai incantato a leggere per il tempo che dureranno quei semafori, poi andrò via con le ali che non ho, nella casa che costruisco con le righe e che tu non sai.

Rimani una luce sul mio guardrail sbilenco.
Incrocerò gli occhi per guardarti solo per quel secondo prima di oltrepassarti e sarà ubriachezza della stessa vita che mi ha portato a volerti.

Un solo lancio del dado e tu sei già qui senza che ti abbia immaginato. Non c'è stato sogno, se non dopo, scrivevo fuori dalle righe e un po' a casaccio. I cartelli mi suggerivano messaggi d'amore.
Non ti ho creduto e mi avevi già spianato il sentiero.
Quelle pietre di anni fa rimaste lì, il crocicchio dove ha origine il blues. Altro che pancia! Cespugli ai lati di musica in divenire mentre avanza sterrata l'entrata nel tuo campo di carte male appoggiate.
Sono sempre con lo sguardo in alto ed il mento sopra il pugno, quello che riservo allo stregatto mentre rincorro le ombre e ci gioco alla corda.
Gli equilibristi giocano con le parole ed i toni di voce. Tu puoi conoscerli solo quando mi sentirai piangere e inizierai a scoprirmi.
Sempre più.
E allora sì che sarò meno fragile ancora, ma non avrò battuto la testa come te nel cercare seduzione e deduzione alla mia calligrafia storta. Ho appoggiato il cappello.

Buongiorno.

postato da: stelly alle ore 11:47 | Permalink | commenti
categoria: opere d inchiostro
giovedì, 24 luglio 2008
immSe è vero che la musica spesso rappresenta la "salvezza" di molti artisti, la fune a cui aggrapparsi quando stai cadendo nei baratri più bui, la voce per urlare e farti sentire anche quando nessuno ti ascolta, il limbo nel quale rifugiarsi quando "fuori" è tutto così buio, la compagna con cui fare l'amore, la "milady" che ti rassomiglia.... non sempre e per tutti è vincente. Non per Luca Flores, talento nascosto del jazz italiano, un pianista vissuto tra il 1956 e il 1995 che durante la sua carriera ha suonato con veri e propri mostri sacri della musica colta, da Massimo Urbani a Chet Baker, ma che sognava di esibirsi in una casetta-giocattolo lontano dagli sguardi del pubblico.
"
Piano solo" di Riccardo Milani, sottrae dall'oblio la vita di questo geniale artista, profondamente turbato dalla morte prematura e violenta della madre che turberà su di lui come una tacita colpa per tutta la vita. Artista così sensibile da perdere qualsiasi contatto con la realtà, agevolato e condannato da una latente patologia psichica, al punto da venir risucchiato dalla musica stessa. L'affermazione come pianista, i primi concerti, i favori dei colleghi, persino l'amore per Cinzia, non riusciranno a salvarlo dai primi segnali di squilibrio. Ossessionatamente ripeterà con devozione quelle scale infinite come a ricercar un contatto con quella madre  (era lei ad avergliele insegnate da piccolo) che crede d'aver tradito e ucciso.
In "
piano solo" Luca Flores rivive in Kim Rossi Stuart. Ma prima di Riccardo Milani, fu Walter Veltroni che nel suo libro "Il disco del mondo" ne narrava la breve vita ricca di trionfi ma di altrettanti dolori.
Fra tutti gli interpreti del film spicca la figura della sorella, interpretata da Paola Cortellesi, che fu la prima ad avvertire la caduta agli inferi della mente e dello spirito del fratello. Superlativo, come sempre,
Michele Placido, nei panni del padre.
Ottima colonna sonora
postato da: maria963 alle ore 21:05 | Permalink | commenti
categoria: dovevo fare del cinema
martedì, 22 luglio 2008
Bene! Come avrete notato negli ultimi giorni ci sono state un po' di modifiche nel nostro blog. Innanzitutto abbiamo cambiato il colore al testo dei post, in modo da renderli più visibili a tutti (qualcuno si era lamentato che faceva fatica a leggere o che addirittura era costretto a selezionare il testo). La modifica principale è stata nella testata del blog: cambiato immagine e sottotitolo. "ilcielocapovolto" è nato, e vive, a fianco del sito omonimo, indubbiamente dedicato all'opera artistica del nostro Roberto Vecchioni. Col tempo, però, i nostri post hanno spaziato su più autori, musicali e letterari; hanno "toccato" varie forme d'arte e spesso hanno soprattutto "raccontato" noi. Così ho creduto giusto distaccare il blog dalla unicità della figura di Vecchioni, anche se lui resterà sempre al centro delle nostre "chiacchiere".
Beh, il cielo capovolto, per me, è il mare. Il mare per me è l'Uomo, quella figura maschile in cui noi donne (cielo) ci congiungiamo all'orizzonte, mantenendo sempre però la nostra autonomia di spazio e infinito,  e spesso ci specchiamo, dando a lui, il mare, un po' del nostro colore. Così come sfondo de ilcielocapovolto, non poteva che esserci il mare e, come sottotitolo, un pensiero di Henry Wadsworth Longfellow che condivido completamente.

Ancora un piccolo aggiornamento: il template con Internet Explorer funzionava già molto bene, ma con Firefox dava qualche problema di impaginazione nel box "compagni di penna". Oggi sono riuscita a metterlo a posto.
Bona lettura a tutti!
postato da: maria963 alle ore 12:55 | Permalink | commenti
categoria: istruzioni
lunedì, 21 luglio 2008

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Questa la testata della Gazzetta dello Sport del 18 luglio. Il giorno successivo viene pubblicata una lettera di Roberto Vecchioni, in risposta, al direttore del giornale.

Mio caro direttore "irresponsabile", ma che cosa le è venuto in mente? Da quali calure asfissianti o insonnie notturne l’ha assalita questa bizzarra idea? Ha voluto provocare? Ha voluto sfottere? O è solo colpevole dimenticanza? Prendere in prestito il titolo di «quella» canzone, nata per l’Inter di Mazzola, Corso Suarez e stamparlo a piena pagina per l’arrivo di Ronaldinho al Milan! Al Milan!
Luce a San Siro! (doverosamente al singolare). Mi si incrociano i pollici, mi si rizzano i capelli. Luci a San Siro è Inter e non si tocca. Per il Milan, poi, non se ne parla nemmeno: sarebbe come se per definire Berlusconi usassimo «falce e martello» o per Fellini un film di Woody Allen. Altra roba, altra cultura. Per non contare poi i danni morali che ne conseguono: solo oggi, qui nel Salento dove sono in vacanza, tre persone mi hanno fermato per dirmi "complimenti per Ronaldinho". A me? Per Ronaldinho? È come se qualcuno mi dicesse: "complimenti per le corna di tua moglie". La Gazzetta è stata la mia balia, il mio zio scapestrato, per più di cinquant’anni la gioia del caffè e del giorno che nasceva, altrimenti non ci penserei due volte a intentarle causa per diffamazione. Lei, caro direttore, non può avere la misura del mio sdegno, dello sconforto e ancora più della vergogna che ha provocato in me. Lei, la mia ragazza di allora, la bandiera, gli spalti, la corsa a trovar posto, gli urli, gli abbracci, i colori nero-azzurri come tutto un arcobaleno e poi la sera stessa ancora lì, davanti allo stadio, nel silenzio assoluto, fare l’amore in una piccola Seicento scassata. E tutto questo adesso se lo prende su Ronaldinho che non sa un ciufolo di cosa sia Milano, di cosa sia San Siro? Ma andate a farvi friggere!
C
on totale irriconoscenza

(Roberto Vecchioni)

postato da: maria963 alle ore 17:47 | Permalink | commenti
categoria: curiosità
lunedì, 21 luglio 2008

compliceNel suo ultimo libro, "Complice la musica", Fernanda Pivano discute con 30 + 1 cantautori le potenzialità del linguaggio che più di tutti riesce a descrivere il nostro quotidiano, veicolando emozioni, ideali e sensazioni. Sono conversazioni informali, molto personali e intense, tra l'autrice e i cantautori che cercano di descrivere il rapporto che ognuno di loro ha con la musica e l'uso di essa come chiave di lettura della vita. E così uno dopo l'altro gli artisti si raccontano: da Claudio Baglioni a Edoardo Bennato, passando per Samuele Bersani, Carmen Consoli, Adriano Celentano. E poi Riccardo Cocciante, Fabio Concato, Paolo Conte, Cesare Cremonini, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Teresa De Sio, Franz Di Cioccio, Dolcenera, Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Francesco Guccini, Jovanotti, Luciano Ligabue, Gianna Nannini, Neffa, Gino Paoli, Piero Pelù, Ron, Enrico Ruggeri, Vinicio Capossela, Peppe Servillo, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Federico Zampaglione con una dedica di Vasco Rossi. Fernanda Pivano è da sempre sostenitrice della musica ed è convinta che attraverso essa sia possibile veicolare diversi messaggi. Per l'autrice la musica è letteratura, intendendo per letteratura la capacità di trasmettere emozioni, di saper descrivere il quotidiano attraverso le parole, di rendere dei significati comuni a tutti attraverso la scrittura.

Titolo: Complice la musica
Autore: Fernanda Pivano
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 9,50


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postato da: maria963 alle ore 12:00 | Permalink | commenti
categoria: canzone d autore, occhio ai critici, scrittori