Oggi sono tornata lì, a trovarti, in quel posto che non ti rappresenta per niente.
Eppure è l'unico luogo per sentirmi più vicina a te... almeno fisicamente.
È l'unico luogo in cui posso pensare solo a te e nessun altro.
Ho pensato troppo a problemi forse futili. O forse no.
Sei morta pensando che io stessi con lui. Magari sapevi già che non ci sarei stata per sempre. O forse tu ci credevi al nostro amore. Al mio amore per lui.
Almeno tu. Forse solo tu. O forse neanche.
Cosa pensavi davvero? Pensavi fosse un errore per me? Pensavi non fossimo giusti per stare insieme?
Mi dicevi che ti piacevo quando stavo sola, senza litigare, e sorridevo. Forse pensavi che stessi male?
Si, spesso non sorridevo perchè avevo quei classici problemi tra fidanzati. Quei classici litigi che si fanno quando si è giovani e forse ancora molto immaturi.
Quando si pensa troppo a futilità e forse non si è capito ancora cos'è l'amore.
Una settimana prima che morissi, alla festa per i vostri 50 anni di matrimonio, eravamo tutti da te, anche io e lui, e tu mi dissi "ma si offende se non lo accolgo?".
me l'hai detto perchè l'avevi visto rimanere sulla porta e tu stavi male e non avevi le forze per alzarti e accogliere ogni ospite... stavi già male di quel male che ti ha portato via da noi. Ti risposi ridendo di no, era lì solo perchè nella stanza eravamo già tanti e non voleva creare altra confusione in più.
Eri sempre così buona e ti preoccupavi sempre per gli altri anche quando avresti dovuto preoccuparti solo per te stessa.
Come in quell'ultimo giorno. Sapevi di star morendo? Probabilmente sì. Tu hai sempre detto che non volevi saperlo e capirlo ma invece credo che lo avevi capito. Forse si capisce sempre in quel momento. Le tue ultime parole sono state "Basta Mario, non capisci". Quel "non capisci" lhai detto in un modo che non era lo stesso. Volevi dirci qualcosa che non abbiamo capito? Perchè non ci hai detto chiaramente cosa avevi per la testa? Forse ti faceva soffrire, non riuscivi. O forse lhai fatto semplicemente per proteggerci, come sempre. Come una mamma che protegge i suoi bambini. Eh si, perchè tu sei sempre stata una mamma per tutti noi.
Sei sempre stata una mamma per tutti i tuoi figli e anche i tuoi nipoti. Per alcuni di più, alcuni meno. Ma ci hai sempre dato tutto il bene che ti era possibile... e io lo sentivo il tuo bene, nonna. Sei stata la persona che forse mi ha sempre capita meglio. Forse l'unica che ha veramente capito il mio carattere.
Ti assomiglio, Nonna?? Dicevi che somiglio tanto a Mamma. Zia Teresina mi ha detto, invece, che somiglio molto a nonna Lena (per me bisnonna).
Ma lei intendeva solo fisicamente credo. E tu nonna cosa intendevi? in cosa assomiglio a Mamma? E assomiglio anche a te?
Io mi sento molto simile a te e mamma e siete forse le due persone che mi hanno sempre capita meglio. Su cose diverse, in modi diversi.
Forse per questo che sento, da sempre, un legame particolare per voi 2.
Voglio bene anche agli altri familiari: papà, Sean, Helen, Nonno... etc. Ognuno a modo proprio e unico.
Ma tu e lei avete qualcosa in più per me.
Perchè, quindi, proprio tu?
Mamma qualche giorno fa, parlando, mi ha detto che io sono sempre stata molto più legata a papà.
Quanto si sbaglia. Lei non sa quanto ero felice, da piccola, di essere considerata "la cocca di mamma" e quanto l'ho sempre considerata vicina a me. Simile a me. O per meglio dire: io simile a lei.
Dovrei dirglielo, Nonna? Si, forse dovrei. Prima di non poterlo più fare neanche con lei.
Si pensa di avere sempre tempo... e quando non ce l'hai più ti accorgi che hai sprecato il tempo per nulla... e non hai potuto più dirle tante cose.
Com'è successo con te Nonna. Lo sapevi quanto ti volevo bene? Te lo avevo fatto capire, in qualche modo, l'affetto particolare che ho sempre provato per te?
Non avevo mai perso una persona tanto vicina e importante. Ed ora mi accorgo di quanto è strano. Di quante cose ti rendi conto di aver perso e di non essere stata pronta a fare e dare.
Per esempio, con te Nonna. Perchè non ti sono stata più vicina? Solo Lunedì. Quel maledetto Lunedì.
Il sabato precedente, la sera, eravamo qui a casa tua e tu mi avevi guardata... quasi stranita dal vedermi lì, in un angolo, lontana da te... quasi impaurita da te.
Avevi detto solo "lei non parla". Ma credo che tu avessi capito tutto quello che stavo pensando e provando in quel momento.
Lo sapevi quanta paura avevo. E spero avessi anche capito che non era paura per te. Ero impaurita dal vederti così, come non ti avevo mai vista prima... anche in momenti in cui stavi male. E forse avevo già intuito che non ti avrei più rivista come sempre, forse avevo capito che dopo qualche giorno mi avresti abbandonata.
E allora, stupidamente, mi ero cominciata a staccare da te. Forse credendo di soffrire meno quando fosse successo.
Quella tua semplice frase mi ha fatto sentire male. Mi ha fatto capire che stavo sbagliando. E allora ho cercato di avvicinarmi nuovamente a te, come sempre.
E quel lunedì... quel lunedì ti sono stata vicina e ho cercato di essere ogni minuto con te. Forse troppo vicina. Mi sono sentita quasi colpevole. Perchè i giorni prima, quando io non c'ero (o c'ero meno) tu sei migliorata e ti sei quasi ripresa e invece, quel lunedì che ti sono stata così vicina, hai voluto morire?
Sono stata io? Ti ho portato "jella" in qualche modo? Ti sono stata troppo addosso? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Non so. Ci penso sempre e non so.
Non capisco perchè te ne sei voluta andare... quasi come se volessi andartene da me. Quell'ultimo giorno hai nominato Helen... ma non me.
Quasi come se non ti fossi accorta della mia presenza o non mi volessi vicina. Quasi come se ti sentissi offesa da quell'atteggiamento che ho tenuto i giorni prima.
Era una difesa. Un modo sbagliato e stupido per difendermi dal dolore. Non volevo far provare dolore in più a te. Non volevo staccarmi da te.
Hai sempre avuto paura (sia per i figli sia per i nipoti) che ti dimenticassimo o non ti volessimo più bene.
Forse quel mio gesto ti aveva fatto pensare che non ti volessi più bene. Spero di no, Nonna. Spero che il mio bene tu l'abbia sempre sentito.
Avrei voluto spiegarti tutto questo, avrei voluto dirti "ti voglio bene", avrei voluto farti capire tutto quello che hai sempre rappresentato per me. Avrei voluto semplicemente abbracciarti.
E ora sto facendo lo stesso errore con Mamma. Quando mi ha detto che, secondo lei, io sono sempre stata più legata a papà ho cercato di dirglielo che non è così.
Non che io non voglia (o abbia voluto) bene anche a lui. Ma in modo diverso. Senz'altro forte altrimenti non ci sarei rimasta così male per le sue scelte e non ci starei ancora male per la sua assenza. Anche se, probabilmente, sono brava a non darlo a vedere.
Ma non è come pensa Mamma. Non sono e non sono stata più legata a papà.
Anzi, tutto il contrario. Mi sono sempre sentita "in colpa" verso Nonno e Papà per il legame forte che ho sempre provato per te e Mamma.
Ma è una cosa che non si può scegliere o controllare. Probabilmente un affetto dovuto alla somiglianza che sento con voi.
Dovrei dirlo a mamma? C'è ancora tempo... almeno con lei. Ma forse dovrei dirglielo subito. Non dovrei perdere tempo o aspettare. Non vorrei pentirmene un giorno.
Però ora non so se è il momento. Ora mi sento un po' "sola" e non mi sento più "la cocca di mamma". È da un po' che non mi sento più così.
Ma è giusto così, forse è proprio per questo che siamo così simili. "Solitarie" e "Forti"... a modo nostro.
Ma ora è una cosa diversa. Ora c'è Helen con il suo bimbo in grembo. Il mio nipotino. Sono felice al pensiero che tra qualche mese divento zia anche se ci saranno un sacco di problemi e probabilmente anche un sacco di fastidi in qualche modo.
L'unica cosa che non sopporto è quell'attaccamento che vedo già ora. Quell'attaccamento che mia madre ha per lui ancor prima che nasca. E chissà cosa succederà una volta nato.
Non mi sento più "amata" come prima e non mi sento più "la piccola di casa" e non so se sono pronta a cedere questo mio ruolo.
Ero già gelosa di Rebecca quando vedevo che tu eri così attaccata a lei. Ma tu sei/eri speciale e sapevi dimostrarmi il bene di sempre.
Sono stata sempre la tua Piccolotta. Lei è diventata la Piccolina. Ma il mio "nome" è rimasto. Io sono rimasta sempre, in qualche modo, la piccola di casa.
La tua piccola... Piccolotta!
Mamma invece? Mamma vedrà solo più quel suo primo nipotino? Lo so che lei vuole bene a tutti noi e il bene per uno non toglie quello per gli altri.
Ma saprà dimostrarmi l'affetto di sempre? O diventerò, per lei, "improvvisamente" grande?
Non so se sono pronta. Non ora. Non in questo periodo della mia vita quando sto già perdendo così tante persone. Tra cui tu Nonna. E non solo.
Sono preoccupata di "perdere", in qualche modo, anche lei.
E non sono pronta a perdere, dopo la mia "seconda mamma" anche la mia prima e unica mamma.
Non voglio essere gelosa di mio nipote. Ma non voglio neanche perdere mia mamma troppo presa a fare la nonna ora.
Tornando a te Nonna, mi manchi. Ogni giorno che passa sento di più la tua mancanza e mi sento un po' più fragile e sola.
Invece che migliorare (se possibile) peggiora sempre più. Ma anche in questo caso sono, probabilmente, brava a nasconderlo.
Come sempre. Come tutte le mie emozioni. Solo tu eri brava a capire il mio umore solo guardandomi negli occhi. Forse perchè tu mi guardavi davvero negli occhi.
Gli altri sono troppo "impegnati" per farlo. Troppo impegnati, quindi, per capire come sto davvero.
Non ne faccio una colpa a nessuno. Probabilmente anch'io penso troppo a me stessa. Anzi, da due mesi a questa parte non riesco neanche a pensare a me stessa.
Nonna, non ti ho mai chiesto questo genere di consigli ma vorrei chiederteli ora. Nonna, come posso fare? Come posso fargli capire? Io non so proprio più come comportarmi. Ma non sono neanche pronta a perdere un'altra persona importante per me. Come posso fare a sistemare tutto e a star di nuovo bene?
È possibile o il mio destino è questo? È star male, è perdere le persone che amo e che sono importanti per me?!
Perchè, come dice una canzone che ho ascoltato, per caso, oggi: "il destino non ti guarda in faccia mai".
Ciao Nonna,
Ti Sento Vicina ma Mi Manchi Sempre Più.
Nancy!