L'isola è lontana, una sagoma incerta che appare e scompare nella nebbia della lontananza. È talmente lontana che i tuoi occhi la vedono piccola, ma la tua mente la immagina grande.
Navighi, navighi da un tempo incredibilmente lungo da pensare che sia da sempre. Navighi in cerca di quell'isola che non hai mai incontrato ma il tuo cuore conosce da tempo.
Non ricordi cosa hai lasciato alle spalle, non sai se fuggi da qualcosa o dal niente, non sai se hai lasciato qualcuno o nessuno. Non importa: non era abbastanza, non ti bastava, non ha mai soddisfatto il tuo desiderio.
Tu vuoi quell'isola.
Navighi, con più forza di quella che hai mai avuto, con più passione di sempre. L'isola è lontana, talmente lontana da non conoscerne la forma, la terra e le sue radici. Non conosci la terra che è emersa e nemmeno quella sommersa. Non conosci la sua storia, le acque da cui è emersa e quelle che l'hanno sommersa.
Navighi, navighi per raggiungerla.
Più t'avvicini e più cresce, più diventa reale: lei e la tua passione di possederla.
E la raggiungi. Ora la puoi toccare, abbracciare, baciare. Puoi distenderti su di lei e assaporarne l'odore. Puoi perfino farci l'amore. Hai toccato il cielo con un dito, hai tutto quanto hai sempre desiderato. Hai vinto la notte per raggiungere il mattino.
Così dovrebbe essere... e non è.
Ora che l'hai raggiunta dovresti inventare la tua vita su quell'isola. Ma così non è. Così non è mai. Ora fantastichi nuove isole, immaginate, intraviste, ricordate.
Io non ho rimpianti. E tu, madre che sorridi solo più nelle fotografie, avevi rimpianti? Hai sognato di raggiungere altre isole o la tua isola ti ha dato tutto ciò che desideravi?
La mia isola, io, a tratti l'ho raggiunta e ho impiegato ogni mia forza per coltivarla. Ci sono momenti in cui m'accorgo che la terra manca sotto i miei piedi e non so se la mia isola è esistita mai davvero o l'ho solo sempre immaginata. Che importa? Ciò che immagini, inventi e vivi nella fantasia e più vero di quanto definito reale.
Io non ho rimpianti. Tutto quanto ho incontrato, intravisto e lasciato sulla mia scia non lo rimpiango. Non ho mai pensato che la mia vita sarebbe stata diversa, migliore o peggiore, se...
Non tu. Non tu che la tua isola l'hai sognata, agognata e raggiunta, ma nell'attimo stesso in cui hai creduto di averla avuta ha perso la magia e la passione di ogni tuo desiderio. Già cerchi, sogni, inventi qualcos'altro.
Ed io? Io sono già lontano. Molto più irraggiungibile di ogni ricordo perso nel tempo e ritrovato nella fantasia. Io sono sulla mia isola, tangibile o inventata, da sempre. Io coltivo, scavo, pianto, sotterro, inaffio. Coltivo con mani, rabbia, sangue e sudore perché so che i fiori nascono, anche se a volte una semplice ondata di fantasia e squallore li distrugge e uccide. Io coltivo perché non c'è terra così arida da non poter dare fiori se coltivata con amore. E la mia terra è molto più vera, sincera, leale... e somiglia a ME.
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