Dimentica una cosa al giorno,
come i tratti di un disegno,
perché devi cancellarlo
prima che ti prenda il sonno,
quasi dopo tanto tanto amore, madre,
non avessi amato mai.
Dimentica una cosa al giorno,
l'albero che arrampicavi,
l'uomo che giocava il cielo, l'uomo che tu perdonavi,
la ferita dell'addio dai figli, madre,
una cosa al giorno, sai...
Per non scordarle tutte insieme,
tutte all'ultimo minuto,
quando il cuore non ce la fa più a reggerle,
tenerle tutte lì, e non potrai sorridere così.
Dimentica una cosa al giorno,
Napoli, la nostra casa,
l'uomo che ti uscì da un sogno,
che brillò nella tua ombra,
tutto quello che ci hai dato, madre
e non hai voluto indietro mai.
Dimentica una cosa al giorno, madre,
grande lago calmo, prima stella della sera,
foglia gialla dell'autunno,
vecchio cucciolo all'abbraccio che volevo darti
e non ti ho dato mai;
e se in quell'ultimo momento
si sciogliesse tutto il tempo,
e tu senza dolore andassi via,
io ti terrei la mano nella mia;
ma dopo aver dimenticato
tutto quello che è passato,
come un vento che non soffia più,
dimentica, per ultimo, anche me
o non potrei dimenticare te.
Te l'ho ricantata tante di quelle volte nel tuo ultimo viaggio, a te che avevi così paura di quel viaggio, di restare sola. Finchè abbiamo potuto ti abbiamo tenuto qui, fra le nostre braccia, abbiamo difeso quella tua umile riservatezza , proprio come ci hai chiesto da sempre. È stato così incredibile vedere come nel momento che ti sei accorta che stavi andando via, ti siano svanite tutte le paure che hai sempre avuto di quel momento e abbia solo sentito il bisogno di essere tu a proteggere noi da quanto non potevamo accettare. Ti sei addormentata così serena e nonostante il dolore che ti ha inseguito fino alla fine, in poche ore dall'ultimo respiro ti è scesa sul volto una serenità quasi inumana. Sei ringiovanita d'un colpo di 20 anni.
Per due giorni è stata una processione di persone che venivano a salutarti, dalle prime ore dell'alba fino a sera tarda. Ieri la chiesa era gremita. Fra le tante parole che mi hanno detto per dirmi come ti ricordavano, quella che più è ricorsa fra tutti è stata: è sempre stata un angelo.
Ho sempre avuto una percezione un po' strana degli angeli, così diversa da quella proposta dalla chiesa. Pensare di rapportarmi oggi a te come ad un angelo mi è così difficile, eppure è l'unico modo che mi rimane per averti ancora.
Sei andata via così in fretta e inaspettatamente che qui sono rimaste tutte le tue cose lasciate in sospeso: il cruciverba che stavi facendo, il segnalibro alla pagina 42 del libro che stavi leggendo, gli abiti da cucire lasciati lì iniziati, i tuoi conti e i tuoi scritti su quaderni lasciati aperti alla pagina del momento, le schede di quei bimbi che tu adottavi... Si resta qui, in attesa di sentire il campanello alla porta squillare perchè tu torni dalle prove del Coro in cui cantavi, per chiederti: mamma, dove lo trovo l'asciugamano? Si resta qui, in questa attesa di eterno.
Quando passo di notte
per vedere se siete ancora tutti lì...
e mi pare impossibile di potervi amare più di così...
quando ripasso a memoria uno per uno
i momenti che vi baciai...
e mi chiedo più di tutto questo amore
come posso amarvi mai...
perché ci sarà bene un benedetto segno
che più oltre di lì non si può andare,
quando il cielo è così pieno di luce
che un'altra luce lo farebbe scoppiare,
qualcosa che assomigli a un limite
perché l'amore avrà bene un confine,
qualcosa come una fine...
E invece non finisce mai,
si fa più piccolo che può
e ti sta dentro e cresce sai,
com'è possibile non so,
e più ne perdi e più ne hai
e più ne incontri e più ne dai
l'amore non finisce mai.
Quando guardo i tuoi occhi, mi sorprendo
che tu sia bella più di prima,
che mi facevi impazzire al solo ricordare la tua pelle
così talmente oscena.
Come potevo immaginare allora
che eri il mio scandalo, la mia bambina
che avrei potuto amarti sempre più
nei giorni che la bellezza trema?
Perché pensavo ci sarà pure una fine
quando non ci sarà più spazio per tenerlo dentro,
un momento che l'amore si ferma, si volta
si addormenta contento,
un momento che l'amore non potrà, non saprà,
non ce la farà più ad aumentare,
che non avrà più niente da dare...
E invece non finisce mai
si fa più piccolo che può
e ti sta dentro e cresce sai
com'è possibile non so,
ma più ne perdi e più ne hai
e più ne incontri e più ne dai...
l'amore non finisce mai
si fa più piccolo che può
e non ti lascia in pace mai,
toglie il respiro a dirgli "nò";
e più ne perdi e più ne hai,
e più ne incontri e più ne dai:
l'amore non finisce mai.