
Nel mondo delle scommesse ci sono i vinti (per carità non chiamateli perdenti!!!) e i vincitori; nel racconto che segue non ci sono né vinti né vincitori ed è facile ricavarci una morale:
Il Paperotto (Yo Yo Mundi)
Il paperotto arrancava verso riva, era un puntino giallo in mezzo al verde salmastro del laghetto; quando un’ombra grigia si allargò sotto di lui e, per un attimo, il pulcino scomparve sott’acqua. Riemerse fradicio e affannato.
“Secondo me non ce la fa”.
“Io invece dico di si. È troppo grande non può inghiottirlo”.
“Altroché se lo inghiotte quelle bestie là sotto fanno impressione, non so neanche cosa siano”.
Il piccolo nuotò verso il centro del lago, la paura gli aveva tolto l’orientamento. L’ombra lo seguì e lo tirò sotto di nuovo, questa volta rimase sotto di più. Riemerse ancora.
“Non può farcela”.
“500 franchi che ce la fa?”
“Andata”. “Che ore sono?”.
“Le quattro e tre quarti”.
“Se alle cinque meno cinque è ancora a galla hai vinto tu”.
“Va bene, dieci minuti allora”.
Il paperotto continuava a nuotare, ma cominciava ad essere stanco e il pesce lo tirò sotto una terza volta.
I due spettatori sul ponticello trattennero il fiato.
Il paperotto riemerse. Il paperotto non aveva più fiato.
“Non ce la fa più”.
“È un boccone troppo grosso non può mangiarselo”.
“Non importa, lo tira sotto, lo affoga e lo mangia un pezzo alla volta”.
“Non è così semplice come credi”.
“Lo so, ma è il pesce che non lo sa, lui ha soltanto fame e io punto sulla sua ignoranza, poi è enorme, non la vedi l’ombra?”.
“È che l’acqua falsa le proporzioni, tutto sembra più grande. E il tempo sta correndo”.
Il paperotto era allo stremo delle forze, cominciava ad essere troppo stanco per nuotare. Il pesce lo tirò sotto ancora, questa volta ci mise un bel pò a riemergere.
Il paperotto vomitò, cercò di starnazzare, ma non gli uscì alcun suono, aveva una zampa mezza mangiata. Il paperotto cominciava ad essere troppo stanco per vivere.
“Un minuto ed hai perso”.
“Aspetta”.
Un’ombra gigantesca molto più grande dell’altra emerse come una macchia d’inchiostro dal fondo del lago, una bocca impressionante si spalancò sotto il pennuto e lo inghiottì con un risucchio sinistro.
“Vinto!!!”
“Niente affatto caro mio”.
“Come sarebbe a dire?”.
“Sarebbe a dire che avevi scommesso su un altro pesce”.
“Ma che cazzo dici, tu avevi scommesso sul papero, il papero è caput, colpito e affondato. Fuori i soldi”.
“È vero io avevo scommesso sul papero, ma tu avevi scommesso sul pesce. L’hai detto tu che puntavi sulla sua ignoranza, il tuo pesce ha perso quanto il mio papero, quindi è patta e nessuno vince”.
“Sei un bastardo!!!”
La Morale? Bah, ce ne sono tante, bisogna vedere da che punto si guarda. Ad esempio una potrebbe essere: "Meglio non aspettare finché si ha tempo”, altra: "Per quanto tu affamato sia c’è sempre qualcun altro che lo è più di te”, oppure: "Per quanto grande e potente ti possa credere, troverai sempre qualcuno che lo è più di te” e via dicendo.
La storiella raccontata è tratta dall’album “54”, degli Yo Yo Mundi, pubblicato nel 2004. È ispirato all'omonimo romanzo del collettivo Wu Ming ed è il frutto di una collaborazione tra la band e gli autori del libro. L'album contiene estratti del libro recitati da tre diversi attori (Marco Baliani, Giuseppe Cederna e Fabrizio Pagella), accompagnati dalla musica degli Yo Yo Mundi. La voce narrante nel pezzo de “Il Paperotto” è di Giuseppe Cederna.











