Sentire battere il proprio cuore, sentirlo dappertutto, alle tempie, ai polsi, alle dita dei piedi; sentire l’odore del proprio respiro, il calore del proprio respiro. E mescolare le immagini, più grandi, più vere che al naturale, delle cose viste, delle cose udite e vissute, e di altre ancora che sarebbero potute accadere, mescolare tutto questo, a occhi chiusi, il corpo inerte, ma con l’orecchio teso a un certo rumore di passi sulla scaletta di ferro.
È diventato bravissimo a questo gioco. Ma chi parla di gioco? È la vita, questa.
(Georges Simenon)
C'è stato un tempo in cui la cosa che più mi spaventava era proprio il fatto di non sentire più battere il mio cuore, non sentire più l'odore del mio respiro, il sangue scorrermi nelle vene. Anestetizzata a tutto. Anestetizzata alla vita. A volte vivere diventa davvero difficile, a volte la vita ti ha scambiato le carte e quando apri il tuo pugno trovi solo sabbia. A volte se passi davanti ad uno specchio non ti riconosci e ti domandi perchè sei rimasta quando tutto ciò che hai intorno non ti somiglia, quando tutto ciò in cui avevi creduto si è dimostrato falso, quando le persone con cui avevi scelto di vivere sono cambiate o forse non sono mai state come tu le avevi viste.
E allora ti anestetizzi. Ti anestetizzi ai desideri, ai sogni, ad ogni passione. Ti anestetizzi all'amore. E tutto ciò lo fai per anestetizzare il dolore, la delusione, la solitudine.
Non sentire il tuo respiro, non sentire il battito del tuo cuore, non sentire il calore del tuo sangue, non sentire il bruciore della solitudine... aiuta, ti aiuta ad andare avanti, ti aiuta a reggere il gioco, a far quadrare tutto, a far sì che nulla crolli. Aiuta a non permetterti dubbi, a non andar via.
C'erano momenti in cui tutto ciò mi spaventava, mi sembrava di essere invecchiata senza aver vissuto, di essere morta prima del tempo. Ma erano solo attimi e poi tutto tornava nel suo stato di anestesia.
Poi un giorno il bruciore è stato più forte, talmente forte da superare ogni anestesia. Mi sono piegata in due, sono caduta e mi sono fatta molto male. Ma è proprio così che mi sono accorta di essere ancora viva. La tachicardia mi ha ricordato che avevo ancora un cuore che batteva. L'ansia e la paura mi hanno riportato il calore del mio respiro. Ho ricominciato a sentire il sangue scorrere in ogni mia vena e potevo sentirne tutto il tragitto che percorreva all'interno del mio corpo. Potevo sentire ogni ferita bruciare. La pressione a 200 mi faceva vacillare e la mia ernia sanguinava senza sosta e ne sentivo tutto il dolore.Ma mi sono accorta di essere ancora VIVA!









