sabato, 28 aprile 2007

Sentire battere il proprio cuore, sentirlo dappertutto, alle tempie, ai polsi, alle dita dei piedi; sentire l’odore del proprio respiro, il calore del proprio respiro. E mescolare le immagini, più grandi, più vere che al naturale, delle cose viste, delle cose udite e vissute, e di altre ancora che sarebbero potute accadere, mescolare tutto questo, a occhi chiusi, il corpo inerte, ma con l’orecchio teso a un certo rumore di passi sulla scaletta di ferro.
È diventato bravissimo a questo gioco. Ma chi parla di gioco? È la vita, questa.
(Georges Simenon)

C'è stato un tempo in cui la cosa che più mi spaventava era proprio il fatto di non sentire più battere il mio cuore, non sentire più l'odore del mio respiro, il sangue scorrermi nelle vene. Anestetizzata a tutto. Anestetizzata alla vita. A volte vivere diventa davvero difficile, a volte la vita ti ha scambiato le carte e quando apri il tuo pugno trovi solo sabbia. A volte se passi davanti ad uno specchio non ti riconosci e ti domandi perchè sei rimasta quando tutto ciò che hai intorno non ti somiglia, quando tutto ciò in cui avevi creduto si è dimostrato falso, quando le persone con cui avevi scelto di vivere sono cambiate o forse non sono mai state come tu le avevi viste.

E allora ti anestetizzi. Ti anestetizzi ai desideri, ai sogni, ad ogni passione. Ti anestetizzi all'amore. E tutto ciò lo fai per anestetizzare il dolore, la delusione, la solitudine.

Non sentire il tuo respiro, non sentire il battito del tuo cuore, non sentire il calore del tuo sangue, non sentire il bruciore della solitudine... aiuta, ti aiuta ad andare avanti, ti aiuta a reggere il gioco, a far quadrare tutto, a far sì che nulla crolli. Aiuta a non permetterti dubbi, a non andar via.

C'erano momenti in cui tutto ciò mi spaventava, mi sembrava di essere invecchiata senza aver vissuto, di essere morta prima del tempo. Ma erano solo attimi e poi tutto tornava nel suo stato di anestesia.

Poi un giorno il bruciore è stato più forte, talmente forte da superare ogni anestesia. Mi sono piegata in due, sono caduta e mi sono fatta molto male. Ma è proprio così che mi sono accorta di essere ancora viva. La tachicardia mi ha ricordato che avevo ancora un cuore che batteva. L'ansia e la paura mi hanno riportato il calore del mio respiro. Ho ricominciato a sentire il sangue scorrere in ogni mia vena e potevo sentirne tutto il tragitto che percorreva all'interno del mio corpo. Potevo sentire ogni ferita bruciare. La pressione a 200 mi faceva vacillare e la mia ernia sanguinava senza sosta e ne sentivo tutto il dolore.Ma mi sono accorta di essere ancora VIVA!

postato da: maria963 alle ore 17:24 | Permalink | commenti (4)
categoria: opere d inchiostro
venerdì, 27 aprile 2007

8^ edizione 2007 del Premio Letterario Internazionale di Narrativa e Poesia
Tra le parole e l'infinito

Ideato da Nicola Paone 

Il premio nasce nell’anno 2000 per una cultura del terzo millennio vera e per puro amore della parola.

Disposizioni di PARTECIPAZIONE:

Sez. Narrativa
inviare 1 racconto (max 7 cartelle formato A4)

Sez. Poesia
inviare 1 poesia (max 35 versi)

Sez. Autori Stranieri
inviare le opere di Narrativa e/o Poesia, assolutamente con traduzione in Italiano

Sez. Autori già premiati
vi partecipano gli autori che hanno conseguito dal 1° al 3° premio in altri concorsi letterari, allegando file in formato doc del premio già ricevuto

Tutti gli Autori dovranno inviare:
- 4 copie dei lavori, firmandone una sola, dichiarando l’autenticità, includendo le generalità complete, e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali;

- 1 foto colore, l’iscrizione e i lavori anche via email, per eventuale pubblicazione nell’antologia a colori del Premio Letterario.

I partecipanti tutti dovranno allegare un contributo di € 15,00 (quindici euro) a sezione, per spese di segreteria, e due affrancature di posta prioritaria. L'importo dovrà pervenire in contanti al seguente indirizzo:
Segreteria del premio "Tra le parole e l'infinito"
Via G. Amendola, 7 - 80023 Caivano (Napoli; Italia)

Scadenza degli invii: 25 Giugno 2007.

I componimenti devono essere inediti.
Ai vincitori di ogni sezione, sarà assegnato il nuovo trofeo Internazionale "Tra le parole e l'infinito".
Oltre ai primi 7 classificati d’ogni sezione, ci saranno premi di: Benemerito Culturale d’Onore e Speciali, Segnalazioni e premi di rappresentanza Istituzionale e Privata. A tutti artistica pergamena personalizzata. Gli elaborati non saranno restituiti. Sì potrà delegare per il ritiro del premio, previo contatti con la segreteria. Gli autori non presenti alla serata di premiazione, potranno richiedere i premi, con spese di spedizione a loro carico.

Anche quest’anno si assegnerà un premio alla Carriera:
Giornalistica – Letteraria – Scientifica – Storica – Artistica
Forze di Polizia e Forze Armate.
A Personalità e Istituzioni, distintesi in ambito Socio-Culturale.

Il Gala di premiazione, si terrà nel mese di ottobre 2007, alla presenza del mondo Istituzionale, Culturale, Privato e degli Enti Locali, in Napoli (Italia), sede da definirsi.
La segreteria lo comunicherà in forma: e-mail e/o telefonicamente a tutti i partecipanti.

I lavori finalisti, quelli con maggiore punteggio, e le classifiche saranno pubblicati nel sito del premio, e in un’Antologia pubblicata e distribuita gratuitamente in tutta Europa.

Info-line: 3338646774 - 3401063733
nicpao1@libero.it
www.traleparoleelinfinito.com
http://traleparoleelinfinito.splinder.com

postato da: Devil1982 alle ore 11:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: curiosità, segnalazione eventi
martedì, 24 aprile 2007

In passato, già qualcun altro (al secolo, Daniela e Alexandra: a sproposito, che fine han fatto? E, con loro,  altri calibri come Aleqb e FernandoPessoa?) avea avuto, su queste pagine, il gusto dell'acrostico. Ho sempre pensato che, quando giochi con le parole nella creazione d'un acrostico, non sia poi così importante cosa ne venga fuori.

Quando scrissi ‘E li sarà amore’, non sapevo ancora neppure il giorno del compleanno di Elisa (una mia compagna di classe con la quale, poi, avrei condiviso 10 mesi piuttosto intensi). Quel giorno, però, in classe, la sentivo parlare della festa già organizzata per i suoi 18 anni. Così, nel pomeriggio, buttai giù queste poche righe che, poi, altro non sono che un gioco di parole. La prima lettera di ogni verso, dall’alto in basso, sono il suo nome ed il suo cognome e, nel titolo come nei primi due versi, ricorre il suono del suo nome pur non essendoci (“E lì saremo...” all’inizio del brano e ancora “e lì saremo...” a cavallo tra la fine del primo verso ed il secondo). Nell’ultimo verso della prima strofa, invece, si leggono le lettere del mio nome. Ero riuscito a far coesistere lei e me in poche righe. Il resto fu un modo per dirle “ti amo”, ma aggiungendo pure “in realtà, non è vero”. Un’indecisione dovuta un po’ alla confidenza che non avevamo ancora, e un po’ all’imbarazzo verso me stesso: mi sembrava strano potermi innamorare a così pochi mesi di distanza dalla fine del mio rapporto precedente. Ero convinto, inoltre, fosse troppo presto e “pericoloso” dopo il fallimento incassato. Il mattino seguente, a scuola, le chiesi “allora, come hai passato il giorno del tuo compleanno, ieri?” e lei “ma ieri non era il mio compleanno, compio gli anni il 25”.

E LÌ SARÀ AMORE (SE ANCHE AMORE NON È)

E lì saremo soltanto per noi e
lì saremo cento – puoi? – ché
io e tu, tu e un dio e più niente
siamo noi, solo noi per sempre:
amore, se anche amore non è...

Garbata mi dai qualcosa (cos’è?)
e ho visto che un po’ ci somiglia.
Non è amore, non ne ho voglia:
troppo tormento, troppo presto;
io non sono e, poi, tutto il resto.
Lì, però, saremo soltanto per noi
e subito, anche adesso. Lo vuoi?


5 ottobre 2003

postato da: Devil1982 alle ore 18:40 | Permalink | commenti (2)
categoria: opere d inchiostro