
Ascolto musica e leggo un libro. Ogni tanto mi fermo e penso. Poi riprendo a leggere perchè i pensieri fanno la loro parte ma non seguono una logica e a volte si incontrano con altri, poi spariscono, poi tornano e diventano sempre più sfuggenti.
Fermarli e dargli una direzione è il compito più difficile, ma anche essenziale, che ci spetta. Poi possiamo farli ripartire e volare. I pensieri hanno le ali, ma anche radici profonde. È giusto che volino lontano, ma è anche giusto che abbiano una base dove tornare e fermarsi.
Sì, a volte sembra che mi accarezzino, poi accendono una luce e tutto fila liscio, si lasciano manovrare e sono arrendevoli, tanto che riesco a sentire anche i ritmi del cuore e mi fido di loro. A volte sono al buio, più di quando è notte, e non si lasciano guidare ma mi conducono loro dove vogliono, senza fare rumore.
Il buio della notte non mi fa più paura. Io so che in quel silenzio mi perdo, ma anche mi ritrovo. È come una sbronza: le prime volte i sintomi ti spaventano; non sei più padrona di te stessa, ti senti partire ma non sai dove finirai. Più avanti questa fuga a volte la cerchi. Quando il presente non riesci ad accettarlo e non hai più voglia di viverlo. Sai che parti e proprio il fatto di non sapere dove vai è ciò che cerchi. Comunque ti allontani dal presente ed è l'unica cosa di cui hai bisogno in quel momento. Lo sai che poi tornerai. No, il buio non mi spaventa più. Nemmeno gli incubi. So che sono solo le cose storte della mia vita che tornano. Perché non bisogna dimenticare, perché fanno parte di te. Ma so anche che viene sempre mattina. E a volte è la luce del mattino a spaventarmi perchè non ho voglia di vivere il giorno.
I pensieri a volte sono come la scatole cinesi o le bambole russe: le matriosche. Sono uno dentro l'altro. Talvolta sembra che si tengano per mano come quelle figure di carta che si fanno con un foglio più volte piegato che si lavora con le forbici. A volte si comportano come tante sirene che ti ipnotizzano con il loro canto e ti portano dove vogliono, anche se ti ostini e cerchi di fregarli. A volte somigliano ai sogni che ti sembra di aver sognato. A volte ti imprigionano. Amici e nemici nello stesso tempo.
Ho pensato di vivere... e questo è già stato abbastanza per sentirmi viva.
Ho sognato che esisteva l'amore e questo è bastato a farmi innamorare.
A volte i pensieri sono traditori, vigliacchi e vengono fuori quando non è proprio la loro ora. A volte non lasciano traccia, si dimenticano facilmente. A volte tornano e sono più belli di prima. A volte sembra che ti inseguano e, più li scacci via, più tornano.
La poesia che ho scoperto nella musica, in un pensiero, nelle parole scritte, in un tramonto sul mare, nel cielo che non finisce, mi ha preso per mano quando ero bambina e mi ha tenuto compagnia nei momenti più soli. Da allora mi è nata la voglia di cercarla anche negli uomini. È una ricerca infinita.
A volte sono tanto stravaganti che sembra si lascino prendere. A volte sono tanto comuni che sembrano pensieri di tutti. I più belli sono come stelle filanti, coriandoli lanciati in aria: sono i desideri. Se poi sono accompagnati dalla musica diventano come un film: liberi.
Esiste il pensiero uomo, esiste il pensiero donna. Il pensiero maschio e quello femmina. Si cercano e si rincorrono tutta la vita... ma se si uniscono, in quell'attimo nasce il pensiero Dio.
A volte sono freddi, a volte sembrano sorrisi, a volte sembra che parlano a bassa voce e a volte urlano. Ora sono ombre, ora luce. Ognuno ha la sua parte.
Pensavo di pensare, ma non pensavo, perchè non so pensare.
Il pensiero di te. Il pensiero di me. Il pensiero di questa notte che si avvicina. Il pensiero di domani che sarà come ieri. Il pensiero che avevo ieri quando pensavo al domani. Solo pensieri.
Sto pensando che, a furia di pensare, mi è venuto un pensiero: quello di sapere o non sapere pensare senza dover pensare.
Il pensiero è come un'ombra. Ti segue dappertutto. Non lo puoi scacciare e nemmeno dimenticare.
I pensieri sono fotografie che si fanno guardare, non quando vuoi tu, ma quando vogliono e decidono loro. Sono sensibili e biricchini.
Il pensiero si impossessa della tua testa, fino a fartela scoppiare. Si impossessa delle tue gambe, fino a farti scappare. Il pensiero si impossessa della tua voce, fino a farti urlare. Si impossessa dei tuoi occhi, fino a farli piangere. Si impossessa del tuo cuore, fino a farlo fermare.
Penso: quindi sono. Pensare apre la mente fino a darti il ritmo della vita. A volte si pensa a voce alta, ma quello è un altro pensare.
Il mio pensiero ha bisogno di silenzio.
Ho pensato il mare e ho imparato a nuotare. Ho pensato il cielo e ho tentato di volare. Ho pensato il monte ed ho iniziato a salire. Ho pensato la terra e mi sono messa a scavare. Ho pensato te ed ho provato ad amare.
Minchia! Tanto di cappello ai tuoi pensieri...
Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle,
che senso hanno dentro al rumore
di questo treno?
Che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno
tra due minuti è quasi giorno, è quasi casa,
è quasi amore.