venerdì, 29 dicembre 2006

In questi giorni in cui là fuori è il caos: luci, musiche - per meglio dire rumori, schiamazzi, persone che si spingono e pestano i piedi davanti ad una vetrina o al banco del mercato mentre mani veloci s'introduono nelle tasche, case che si affollano e per l'occasione s'indossa il più ebete sorriso, auguri che si svendono per poco...

in questi giorni di stallo dal quotidiano vivere, in cui tutto si ferma e si dimenticano persino le bollette da pagare...

in questi giorni in cui bisogna essere felici e si dimentica che normalmente viviamo accanto ma nemmeno ci salutiamo; si dimentica che fra qualche giorno tu tornerai al tuo lavoro, io al mio e quando ci incontreremo a casa alla sera non avremo nemmeno la voglia di guardarci negli occhi, di dirci "buonanotte"... ma in questi giorni ci stringiamo nella nuova foto ricordo che finirà nell'album di volti e sorrisi che nemmeno ci somigliano...

in queste serate in cui le tavole sono imbandite, come se il ritrovarci tutti intorno ad un tavolo avvicinasse la lontananza che c'è fra il mio cuore e il tuo...

in queste notti in cui luci di plastica tentano di riscaldare stanze fredde senza amore...

in questi giorni, in queste serate, in queste notti, io ritrovo il silenzio, ritrovo il piacere del silenzio in cui riesci ad ascoltare anche la musica a basso volume, in questa mia casa che finalmente ha chiuso le porte al caos di là fuori... ritrovo il piacere di svegliarmi senza sveglia, con l'odore del legno bruciato nei camini, con il mio cane che mi invita al gioco...

e in queste stanze vuote ma calde d'amore, io posso anche parlare con te..


Padre della notte
che voli insieme al vento
togli dal mio cuore
la rabbia ed il tormento
e fammi ritornare
agli occhi di chi ho amato
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
Padre della notte
che le stelle fai brillare
tu che porti vento e sabbia
dalle onde del mare
Tu che accendi i nostri sogni
e li mandi più lontano
come barche nella notte
che da terra salutiamo
e fammi ritornare
tra le braccia di chi ho amato
quando è vana la speranza
che resta nel mio cuore
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
dammi una pace limpida
come un limpido amore
Padre della notte
ovunque è il Tuo mistero
dentro ogni secondo
come in ogni giorno intero
Tu che hai dato a noi la fede
come agli uccellini il volo
Padre della terra
Padre di ogni uomo
Padre della notte
della musica e dei fiori
Padre dell’arcobaleno
dei fulmini e dei tuoni
Tu che ascolti i nostri cuori
quando soli poi restiamo
nel silenzio della notte
solo in Te noi confidiamo
e fammi ritornare
tra le braccia di chi ho amato
Fammi ritrovare un giorno
l’amore che ho aspettato
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
Dammi una pace limpida
come un limpido amore
Padre della notte
che voli insieme al vento
togli dal mio cuore
la rabbia ed il tormento
e quando un giorno sta finendo
quando scende giù la sera
Fa’ che questa mia canzone
diventi una preghiera.

(Sergio Cammariere)

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categoria: le canzoni d autore
giovedì, 28 dicembre 2006
Noi ti ringraziamo nostro Buon Protettore
per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.
Tu che proteggi gli uomini, animali e baracconi,
tu che rendi i leoni docili come gli uomini,
e gli uomini coraggiosi come i leoni,
Tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli,
fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.
Noi Ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni,
se qualche disgrazia dovesse accaderci,
fa' che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso,
ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.
Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici,
tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi,
fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda,
una pista e un riflettore.
Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle della tigre ci guardiamo noi
dacci ancora la forza di far ridere gli uomini,
di sopportare serenamente le loro assordanti risate
e lascia pure che essi ci credano felici.
Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa,
io li perdono, un po' perché essi non sanno, un po' per amor Tuo,
e un po' perché hanno pagato il biglietto...
Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene,
rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità,
noi dobbiamo soffrire per divertirla.
Manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me
come io faccio ridere gli altri.

Antonio De Curtis - Totò
postato da: maria963 alle ore 23:03 | Permalink | commenti
categoria: poesia
lunedì, 25 dicembre 2006

E' arrivato il Natale. Passeggiando in questa serata dal cielo terso che si rimbuia, in questo giono che comunque la si pensi, laici o credenti, Gesù bembino o Babbo natale, presepio o albero di natale, è la festa più importante per questa fetta di terra dove ci è capitato di passaggiare lungo quel sentiero che chiamiamo vita. Sono occasioni in cui si rischia di essere banali. A noi è venuto in mente Eduardo, e il suo Natale in casa Cupiello. Triste? Forse, bho, no, non ci sembra. Ha detto bene lo stesso Eduardo, nelle note a margine del copione "La realtà dei fatti ha piegato come un giunco il provato fisico di Luca Cupiello che per anni aveva vissuto nell'ingenuo candore della sua ignoranza. Egli è andato a cercare fra le immote e rassicuranti figure dei pastori quella pace che aveva tanto agognato". Ecco, a noi oggi ci piace ricordare Luca Cupiello, e vorremmo che quell'ingenuo candore si facesse strada tra pacchi, pacchetti, dolci, auguri, e che ci rendesse tutti d'accordo nel pensare che sarà davvero un Buon natale il giorno che, guardando il cielo, potremo sperare che sia natale in tutte le case Cupiello, per tutti coloro che transitano di questo pazzo, meraviglioso mondo.
Buon tutto!
Un sorriso a tutti i passanti e ripassanti del cielo Capovolto, e uno speciale a Maria e  Dan52
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categoria: il senso della vita
venerdì, 22 dicembre 2006
P1010131-2

Non importa dove sarete...ma Vi auguro che la Notte di Natale

 quella Stella nel Cielo Vi illumini la notte e possiate volare

per inseguire quel Sogno da realizzare!

Buon Natale Bimbi con tutto...tutto il mio Cuore !

Dan

postato da: Daniela52 alle ore 17:29 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 22 dicembre 2006

Là dove l'uomo è libero e non c'è più differenza
Tra razza fede e sesso esiste solo fratellanza
Ma forse l'utopia non è una scienza
O forse sono io che ne ho abbastanza

Di questo avanti e indietro di scemenza
E di ogni assurda intolleranza
Verso chi come me chiede soltanto
Rispetto per il mondo

Perché davanti a Dio non c'è secondo
E ognuno è solo ed unico di fondo
Per quanto la memoria a volte dice
Che questa vita é solo un'appendice

E siamo noi gli stessi di quel giorno
In cui vivevano gli eroi
quando un re poteva battersi al tuo fianco
E morire per noi

Ma non pensare che poi sia così lontano
C'è un tempo nel tempo in cui noi ancora non siamo
Ma fatti non fummo così per essere coinvolti
Da metafisiche e illogiche infinità

Ma nessuno ti dice che poi
Nel deserto non conta chi sei
Conta solo se sai
riconoscere il vero dal sogno

Ma soli nel buio risplende una chiara coscienza
Ed ogni dubbio poi dal cuore scomparirà

Attenti quindi all'abito che fa la differenza
Per voi che dispensate conoscenza
Il caso è matematica e la fede
È geometria celeste per chi crede

Che questa vita sia un passaggio
Verso un altro tipo di esistenza
Come un ponte che unisce cielo e terra
Inferno e paradiso

Ma se potrai dividere davvero
Il pane il vino e la visione
E affrontare ogni giorno col sorriso
La nostra missione

un sorriso, sarà la comunione
un sorriso, l'amore che verrà

Ma nessuno ti dice che poi
Nel deserto non conta chi sei
Conta solo se sai
riconoscere il vero dal sogno

(Sergio Cammariere - Il pane, il vino e la visione)

dedicato a tutti quei (e sono tanti a questo mondo) non hanno mai imparato il rispetto per nessun altro all'infuori della propria immagine allo specchio, non riuscendo nemmeno a capire poi che ciò comporta nessun rispetto nemmeno per la propria dignità d'esser uomo o donna...

... e tutte queste luci alle finestre, e tutti i pacchetti colorati e infiochettati, servono solo a chi ha bisogno di costruire nella finzione un calore umano che non riesce a vivere nemmeno una volta all'anno...

...o forse sono io che ne ho abbastanza di questo avanti e indietro di scemenza...

postato da: maria963 alle ore 13:02 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
venerdì, 22 dicembre 2006

Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato
ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

(Prevert)

postato da: maria963 alle ore 12:08 | Permalink | commenti (1)
categoria: poesia
mercoledì, 20 dicembre 2006
IX

Forse sarei più sola
senza la mia solitudine,
sono così abituata al mio destino!
Forse l'altra, la pace,
potrebbe interrompere il buio 
e popolare la mia stanza
troppo stretta, temo,
per contenere il suo sacramento.
Non è cosa solita per me lo sperare.
Come un'intrusa, la speranza,
potrebbe profanare questo luogo di dolore,
con la sua corte lusinghiera
potrebbe essere più facile affondare, 
in vista della terra,
che raggiungere la mia penisola azzurra
per morire di piacere.

Emily Dickinson

postato da: maria963 alle ore 18:07 | Permalink | commenti (3)
categoria: poesia
martedì, 19 dicembre 2006

 

Toc toc...si può? Ciao a tutti, mi presento. Sono un (ex) ragazzo di provincia, che ha sempre avuto una grande passione: i fumetti. Da qualche tempo questo grande sogno è diventato realtà. Insieme ad altri (veri) giovani, ho un sito di fumetti, comicomix, un blog e uno striscia in cui mi diverto a scarabocchiare riflessioni scherzose (a volte no) su quello che ci succede intorno. Ma un'altra grande passione anima me e gli altri: la musica. Soprattuto tre grandi autori italiani: Roberto Vecchioni, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber. Dividiamo la nostra vita fra lavoro e/o studio, i nostri fumetti e i nostri scarabocchi sul web, lavori vari, e tanta tanta musica.
Ci conosceremo con il tempo, per ora solo una breve "dichiarazione d'amore" per Roberto Vecchioni.
Un grande, grandissimo contastorie, come lui stesso si definisce. Molto è stato scritto e detto su di lui. Adoro tante sue canzoni, da Luci a San Siro, a Stranamore, Samarcanda, a Le lettere d'amore, a Canzoni e Cicogne, Milady, El bandolero stanco, Velasquez, Per un vecchio bambino, Canzone per Laura, ecc.., In assoluto, la canzone più bella per me è Il cielo capovolto (coincidenza!). Come molte sue canzoni, parla d'amore. Ma Roberto lo sa fare in un modo che non è mai banale, ma "universale", che si fa senso profondo del nostro essere piccoli uomini e donne indifesi in questo mondo, alle prese con le esperienze delle nostre vite, tra malinconia, ironia, rabbia, impegno. Roberto scava con le parole nell'intimo di sè stesso e contemporaneamente di ognuno di noi, e navigando tra pezzi di vissuto quotidiano che diventano favola, o sogno, ci porta alla riflessione che non è mai inazione, raccontandoci qualcosa che abbiamo a portata di mano ma che non riusciamo, se non quando ci immergiamo nella sua musica, a toccare. Almeno, questo è per me. Mi ha seguito in tutti i momenti della mia vita, quelli esaltanti, come la nascita di un figlio, e quelli terribli e dolorosi, che mi tengo tutti per me e mi accompagnano facendomi tanto male...no, niente tristezze, amici...In fondo sono un piccolo fumettaro di provincia, che prova a sorridere e far sorridere del mondo, anche se a volte questo mondo non riesce a dare molti motivi per ridere. Per stare bene, c'è sempre la vostra compagnia e quella di una canzone di Roberto. Lo adoro da quasi quarant'anni. Ora glielo ho scritto.
Un sorriso a tutti voi e Buon tutto!
Mister X di Comicomix

Grazie a Maria che ci ha invitato in questa bella compagnia!
Il prossimo scarabocchio su Il cielo capovolto sarà più scherzoso, com'è nel nostro stile.. promesso!

postato da: Comicomix alle ore 18:03 | Permalink | commenti (3)
categoria: il senso della vita, canzone d autore, ricordi