martedì, 26 settembre 2006

diritti

 

Diritti, doveri... A volte esser deboli diventa un diritto, un diritto fra tanti diritti. A volte esser forti diventa un dovere, un dovere in più che ti hanno imposto alla nascita, come un tatuaggio inciso sulla pelle e nell’anima che non puoi cancellare, nemmeno sbiadire o nascondere; resta lì, come si marchiano le vacche e i cani.
A volte Maria ne ha le palle piene di essere quella che “comunque è forte”, reagisce e non crolla mai, si rialza sempre, quella che “lei ce la fa”, quella che non può perdere la pazienza; la Maria che comunque non preoccupa mai e mai ha preoccupato gli altri. È una vita che questo ruolo la perseguita, che questa responsabilità la insegue.
A volte Maria si è stancata, di tutto, di tutti.
A volte Maria è debole, estremamente debole, proprio come tutti voi, proprio come tutti quanti. Ci sono notti in cui non sa nemmeno se il mattino verrà ancora, se avrà ancora la forza di alzarsi. Ci sono giorni in cui non sa che pesci pigliare, non sa dove sbattere la testa. In cui ha paura, una dannata paura del domani, del “ieri”, dell’oggi. Ci sono momenti, tanti momenti, in cui non sa rispondersi a che senso abbia questa vita, la sua vita. In cui tutto non ha più importanza.
Maria, a volte, non sa tenere tutto in piedi, pensare a tutto, conservare tutto.
Maria a volte è come tutti voi. E se urla più sottovoce, si lamenta in silenzio, non è perchè piange meno.
Forse è solo perché ha scelto di vivere come le cose che dice.
Maria è solo il nome di una donna, ma potrebbe essere il nome di ogni donna e di ogni uomo.
Ci sono tante/tanti Maria intorno a te. Forse meno di Patrizia, Francesca, Paola, Ketty, Alfonso, Pietro, Giuseppe... Ma ce ne sono. A volte è accanto a te per una vita e nemmeno te ne sei accorto. A volte lavora alla scrivania alla tua sinistra. A volte la incontri per strada e non la riconosci. Guarda bene: è proprio lì, anche ora, davanti ai tuoi occhi che già guardano lontano, che già guardano nello specchio per rivedere la tua stessa immagine, davanti alla tua bocca che già si lamenta perchè ti manca qualcosa e Maria non te l’ha procurata.

Diritti... doveri... il diritto di esistere, di essere solamente una donna.

Puoi uccidermi con un bacio, puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Puoi uccidermi come il vento quando passa sopra la candela
puoi uccidermi come l'angelo della morte su questa frontiera
puoi uccidermi in fondo alla notte come una stella cadente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.
Puoi uccidermi con una rosa, puoi uccidermi con una pistola
puoi uccidermi con uno spillo infilato dentro una parola
puoi uccidermi come uno specchio che non riflette niente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.
Puoi uccidermi con un bacio, puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.

(Puoi uccidermi - Massimo Bubola)

postato da: maria963 alle ore 12:53 | Permalink | commenti (4)
categoria: le canzoni d autore, oltre ogni confine
domenica, 24 settembre 2006

altare di sabbia

 

Come altari di sabbia in riva al mare costruiamo i nostri amori a riempirci la vita. Dedichiamo pazienza, fantasia, esperienza; ci buttiamo dentro i nostri sogni, il nostro bisogno di sognare.

Costruiamo, costruiamo... ben sapendo che è solo sabbia, che sarà sufficiente un'onda un po' più lunga, un colpo di vento, una pedata distratta per distruggere il tutto.

Un tempo mi ostinavo a rimettere in piedi il mio castello mezzo distrutto: gli rinforzavo le fondamenta, curavo ogni minimo particolare, raccoglievo la sabbia e ricostruivo le mura cadute cercando di farle più belle e resistenti di prima. Poi lo guardavo il mio castello... e i segni di ogni rattoppo mi riempivano di tristezza. Mi appariva in tutta la sua fragilità costante e ogni tentativo di renderlo solido era solo tempo sprecato, ogni rattoppo una illusoria consolazione di averlo tenuto in piedi. Così lo radevo al suolo, ne cancellavo ogni traccia, stringevo la mano più forte e lentamente lasciavo scivolare la sabbia fra le mie dita: era solo sabbia, nient'altro che sabbia! Correvo a tuffarmi nel mare e nuotavo verso il largo con tutta l'energia che mi rimaneva: sentivo l'acqua passarmi sulla pelle, avvolgermi il corpo e l'anima. L'acqua, almeno quella, era vera. Scivolava anch'essa su di me come sabbia, ma mi lasciava la pelle bagnata, invece che sporca.

Costruiamo il nostro amore: sangue e sudore, lacrime e sudore. Ogni giorno più vicino al cielo il nostro amore... come se dopo tanto amore bastasse ancora il cielo.

Costruiamo, costruiamo... ma cosa c'è di vero e solido in ogni amore, tranne il nostro bisogno d'amare, questo nostro bisogno di essere innamorati, di essere amati?

Il futuro, il futuro oggi non mi interessa più. Non c'è futuro per nessun castello, non c'è "per sempre" per nessun amore. Da tempo vivo il presente minuto per minuto, rubando emozioni che incontro per strada. Non ho forza, né interesse per progetti. Da quando ho scelto di continuare il gioco della vita, nonostante tutto, sono diventata meno idealista e più mercenaria con il tempo.  Non mi interessano i crediti con la vita, voglio riscuotere giorno per giorno quel poco o tanto che vinco o perdo.

Ho sempre giocato a carte scoperte, forse troppo scoperte per vincere. Ma i bluff non mi sono mai piaciuti.

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare
La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole
Ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male
E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare
Dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia
E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire
Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare
E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
Sì.

postato da: maria963 alle ore 20:21 | Permalink | commenti (3)
categoria: le canzoni d autore, oltre ogni confine
giovedì, 21 settembre 2006

Torino Spiritualità

Oggi, ore 19 a Torino, Cavallerizza Reale, Maneggio Reale, via Verdi 9, nell’arco dell’iniziativa Torino Spiritualità, Antonio Monda dialoga con Roberto Vecchioni in merito alla domanda “Tu credi?”. Lo scrittore Antonio Monda l’ha già rivolta a diciotto intellettuali e artisti americani, ricavandone un libro insolito e affascinante. La ripropone ora, per trascinare gli ospiti in una conversazione senza reticenze su Dio.

Lo so che è l'ultimo minuto per dare informazioni di questo tipo, che è difficile così partecipare. Ma la notizia è arrivata alla stampa solo oggi. Chi può non perda l'occasione: credo sia un argomento su cui valga la pena sentire il pensiero di Vecchioni. Io ci sarò.

postato da: maria963 alle ore 11:55 | Permalink | commenti (1)
categoria: parliamone
mercoledì, 20 settembre 2006

Dopo “lungo” tempo eccomi nuovamente, con altro brano scritto dal Prof. in collaborazione con Renato Pareti:

“Stagione di Passaggio”

Parole di Roberto Vecchioni - Musica di Renato Pareti

I fagiani che attendono poco prima del volo, il respiro del cacciatore, appiattito al suolo;
una rete buttata là si solle-va nel vento,oggi dorme, ma di pescare tornerà il momento.
La mia mano stringe il tuo fucile e le tue reti ancora,ma ci siamo detti troppo,
in poco tempo e quel che viene per noi è stagione di passaggio,non amarsi sarebbe anche peggio.
Manca solo la maniera d'esser vivi aspettando la sera.
Presi dall'abitudine di un rapporto normale soffochiamo nell'ironia tutto quel che vale ...
Dammi tempo di scegliere strade nel labirinto sezionare, revisionare tutto quel che è finto.
La mia mano stringe il tuo fucile e le tue reti ancora, ma ci siamo detti troppo,
in poco tempo e quel che viene per noi è stagione di passaggio, non amarsi sarebbe anche peggio.
Manca solo la maniera d'esser vivi aspettando la sera.

Dal sito di Renato Pareti raccogliamo:

Canzone importante, bella e molto programmata da "SUPERSONIC". Come al solito, Roberto Vecchioni tradusse in parole le mie confidenze. Eravamo molto amici in quel periodo e capitava spesso di scivolare su discorsi che normalmente non venivano affrontati con chiunque. D'altronde era stato anche il testimone alle mie nozze con Laura e ci univano molte circostanze. Stagione di passaggio è un momento di sospensione di un rapporto a due; o affrontare la fatica della convivenza o lasciar perdere cercando altrove. Roberto usò molte metafore efficaci nel testo e ne uscì un perfetto sposalizio con la musica. Le chitarre di Andrea Sacchi e Mauro Paoluzzi sono davvero splendide

postato da: kiriku alle ore 19:19 | Permalink | commenti
categoria: roberto autore per altri
lunedì, 18 settembre 2006

Oriana Fallaci

 

Preferisco ricordarla così: Oriana Fallaci, nonostante il suo ultimo amore per l'America, ha voluto tornare in Italia, nella sua Firenze, per l'ultimo sguardo sul mondo.

È stata senz'altro una grande donna, che metteva tutta se stessa e tutta la sua passione in ciò che credeva. È stata una grande scrittrice, a suo tempo rivoluzionaria e premonitrice e divulgatrice di ideologie che ho sposato in pieno.

È stata una donna piena di rabbia e d'orgoglio: quella stessa rabbia che, a mio avviso, insieme alla malattia, gli ha rubato negli ultimi anni quella sensibilità che aveva tanto dimostrato in passato. Perché ci vuole davvero una grande sensibilità per scrivere libri come: "Lettera ad un bambino mai nato" e "Un uomo". Ci vuole, io credo, una grande rabbia per scrivere "La rabbia e l'orgoglio".

Io preferisco ricordarla così, come nella foto qui sopra. Ciao Oriana.


È da un po' che non scrivevo su queste pagine. Non ho abbandonato nessun progetto che avevo iniziato; tutt'altro, i progetti prendono forma, incontrano persone, si completano e ingrandiscono con altri progetti.

Ma ci sono momenti in cui i sogni li devi mettere in disparte, conservarli in un angolino protetto della tua mente e del tuo cuore. Ci sono momenti che hai un urgente bisogno di stare aggrappata alla terra, di avanzare un passo alla volta facendo molta attenzione che il terreno sotto i tuoi piedi non ceda. Ci sono momenti che alzare lo sguardo al cielo può farti paura e hai bisogno che tutto rimanga estremamente terreno. Sono anche questi momenti, a volte, a farti capire quanto bene vuoi ad una persona.

Quegli occhi tuoi cominceranno piano
a guardare indietro un tempo già lontano,
senza parlare e senza più recriminare
su ciò che si poteva fare
e che non è successo mai.
Ma qualche cosa rimane
negli occhi tuoi.
E il volto poi si scoprirà segnato
da tante storie che nessuno ha raccontato
senza finale: un commedia musicale
di solitudini a Natale
con chi non ti capiva mai.
Ma c'è una luce speciale
negli occhi tuoi.
Tu cambierai, invecchierai
ma sarai sempre presente;
tu non ti consumerai.
Con il corpo e con la mente
tu mi sorriderai.
Non finirà, non morirà;
quella ruga sul tuo viso
un po’ di più mi legherà.
Un amore non è ucciso,
un amore vivrà

postato da: maria963 alle ore 15:25 | Permalink | commenti (4)
categoria: scrittori
venerdì, 01 settembre 2006

portovenere

9 agosto... fra tutti i concerti di Roberto che ho visto, credo che questo sia il posto più bello e perfetto per ascoltarlo. Portovenere: sul mare, alle spalle una stupenda chiesetta che appena l'ho vista ho pensato "tornassi indietro nella mia vita non mi sposerei mai, ma se lo facessi mi piacerebe farlo qui", un angolo di paradiso immerso nella Grotta di Byron.

E il suono dell'infrangersi delle onde si sintonizza magicamente con la voce di Roberto, le note che escono dalla sua chitarra, il pianoforte di Fariselli e il contrabbasso di Dalla Porta.

Ho raccontato innumerevoli volte questo concerto, anche se ora è un po' cambiato: alle favole che introducevano le canzoni, Roberto ha sostituito alcuni versi di altre sue canzoni che fanno da giusta prefazione a ciò che viene dopo. Ha inoltre inserito delle sue interpretazioni di altri autori: Sergio Endrigo, Vasco Rossi...

Ne ho già parlato più volte... eppure mi rendo conto che non riuscirò mai a trovare le parole giuste per trasmettervi l'emozione che nasce in me ogni volta che...

E come siamo piccoli, e come siamo stupidi,
a improvvisare i giorni, e quando torni, e chi non torna più
e sempre lì a commuoverci per niente,
e a credere nei sogni della gente...

Le lettere d'amore, le lettere d'amore...

postato da: maria963 alle ore 12:30 | Permalink | commenti (5)
categoria: canzone d autore