
Diritti, doveri... A volte esser deboli diventa un diritto, un diritto fra tanti diritti. A volte esser forti diventa un dovere, un dovere in più che ti hanno imposto alla nascita, come un tatuaggio inciso sulla pelle e nell’anima che non puoi cancellare, nemmeno sbiadire o nascondere; resta lì, come si marchiano le vacche e i cani.
A volte Maria ne ha le palle piene di essere quella che “comunque è forte”, reagisce e non crolla mai, si rialza sempre, quella che “lei ce la fa”, quella che non può perdere la pazienza; la Maria che comunque non preoccupa mai e mai ha preoccupato gli altri. È una vita che questo ruolo la perseguita, che questa responsabilità la insegue.
A volte Maria si è stancata, di tutto, di tutti.
A volte Maria è debole, estremamente debole, proprio come tutti voi, proprio come tutti quanti. Ci sono notti in cui non sa nemmeno se il mattino verrà ancora, se avrà ancora la forza di alzarsi. Ci sono giorni in cui non sa che pesci pigliare, non sa dove sbattere la testa. In cui ha paura, una dannata paura del domani, del “ieri”, dell’oggi. Ci sono momenti, tanti momenti, in cui non sa rispondersi a che senso abbia questa vita, la sua vita. In cui tutto non ha più importanza.
Maria, a volte, non sa tenere tutto in piedi, pensare a tutto, conservare tutto.
Maria a volte è come tutti voi. E se urla più sottovoce, si lamenta in silenzio, non è perchè piange meno.
Forse è solo perché ha scelto di vivere come le cose che dice.
Maria è solo il nome di una donna, ma potrebbe essere il nome di ogni donna e di ogni uomo.
Ci sono tante/tanti Maria intorno a te. Forse meno di Patrizia, Francesca, Paola, Ketty, Alfonso, Pietro, Giuseppe... Ma ce ne sono. A volte è accanto a te per una vita e nemmeno te ne sei accorto. A volte lavora alla scrivania alla tua sinistra. A volte la incontri per strada e non la riconosci. Guarda bene: è proprio lì, anche ora, davanti ai tuoi occhi che già guardano lontano, che già guardano nello specchio per rivedere la tua stessa immagine, davanti alla tua bocca che già si lamenta perchè ti manca qualcosa e Maria non te l’ha procurata.
Diritti... doveri... il diritto di esistere, di essere solamente una donna.
Puoi uccidermi con un bacio, puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Puoi uccidermi come il vento quando passa sopra la candela
puoi uccidermi come l'angelo della morte su questa frontiera
puoi uccidermi in fondo alla notte come una stella cadente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.
Puoi uccidermi con una rosa, puoi uccidermi con una pistola
puoi uccidermi con uno spillo infilato dentro una parola
puoi uccidermi come uno specchio che non riflette niente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.
Puoi uccidermi con un bacio, puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.
(Puoi uccidermi - Massimo Bubola)
categoria: le canzoni d autore, oltre ogni confine















