Siamo qui, sulla tua isola, nelle tue stanze, fra le tue cose, a raccogliere e sfogliare ancora quei giornali che hanno parlato di te. Fa un certo effetto vedere Fabrizio al tuo funerale, ora che anche lui non c’è più.
Provo ad immaginarti affacciato a questa finestra, provo a immaginare i tuoi sogni, provo ad immaginare te bambino correre giù per questa discesa, provo ad immaginarti lontano, in un mondo troppo grande per te, a ripensare a quest’isola in collina.
Nelle tue stanze oggi si parla di Ivano Fossati. E lui ammette: “Luigi Tenco alla fine mi è arrivato. Ci è voluto un po’ di tempo per me innamorato di ben altri suoni e che davo così poca importanza alle parole. Ma mi è arrivato, quando ho capito che avevo cercato sempre altrove quello che era già qui”.
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi....
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio... un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere, no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere, ma se vuoi amare l'amore
tu, ...non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no, no, non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani
“Mi piace pensare che Lugi si rivolgesse a noi, ragazzi che ai tempi avevamo 16 anni, quando scrisse questa canzone” (Ivano Fossati)
Ivano Fossati sul palco è un portento. Non ci vuole molto a capire che si sente molto più musicista che “cantautore”: parola che oggi quasi lo spaventa.
“Eravamo in tre a registrare questa canzone: io, De Gregori e De Andrè”: così presenta “Questi posti davanti al mare”.
Ho comprato una strada
In mezzo alla foresta
Prego per questi alberi
E prego per la mia testa
Mi sono fatto una strada
E ho costruito un ponte
E vi dico che aspetto l'angelo
Dall'orizzonte.
Io sì.
[...]
C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
[...]
E non finisce mica il cielo
anche se manchi tu
sarà dolore o è sempre cielo
fin dove vedo
chissà se avrò paura
o il senso della voglia di te
se avrò una faccia pallida e sicura
non ci sarà chi rida di me
se cercherò qualcuno
per ritornare in me
qualcuno che sorrida un po' sicuro
che sappia già da sè
che non finisce mica il cielo
questa è la verità
possa restare in questo cielo
finché ce la farà.
[...]
Sono io oppure sei tu
la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io, lo vedi da te
arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora
e poi ti cerco le mani
sono io, lo vedi da te
mi riconosci, lo vedi da te.
Alzati che sta passando la canzone popolare...
Alzati che Ivano si esibisce in una interpretazione solo vocale straordinaria de “Il disertore”
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà...
p.s. Un saxofonista bravissimo... il figlio Claudio alla batteria.