giovedì, 27 luglio 2006

 

..zzzzzzzzz.....zzzzzzzz......zzzzzz.......
Risponde la segret...zzzzzzz....teria telefonica di FernandoPessoa.
Il "portoghese" è momentaneamente(?) assente per motivi esistenziali.
Siete preg...zzzzzzzz....ati di lasciare un messaggio.
Non appena il suddetto sarà nelle cond....zzzzz....izioni di rispondervi
lo farà sicuramente.
Io, in qualità di segreteria telefonica, nutro molti dubbi.
Attendete il segnale acustico prego:.....zzzzzzzzzz........
BING!!!!!!!!! ..ZZZZZZZZZZZZZZ.......ZZZZZZZZ..........

postato da: FernandoPessoa alle ore 11:36 | Permalink | commenti (5)
categoria: oltre ogni confine
mercoledì, 26 luglio 2006

isola in collina

C’è un’isola lontana, un'isola in collina, che vorrei tu conoscessi almeno un po’...
c'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire e non credere a chi dice di no...
c'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza che vorrei tu ricordassi almeno un pò...
c'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta e invece è l'unica certezza che c'è...
c'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo una foto,
un’isola in collina che vorrei tu conoscessi almeno un po’... 

Io vorrei essere là, sulla mia verde isola, ad inventare un mondo fatto di soli amici.
Vorrei essere là per non difendere giorno per giorno, sempre, il mio diritto a vivere.

casa di Tenco

Siamo qui, sulla tua isola, nelle tue stanze, fra le tue cose, a raccogliere e sfogliare ancora quei giornali che hanno parlato di te. Fa un certo effetto vedere Fabrizio al tuo funerale, ora che anche lui non c’è più.
Provo ad immaginarti affacciato a questa finestra, provo a immaginare i tuoi sogni, provo ad immaginare te bambino correre giù per questa discesa, provo ad immaginarti lontano, in un mondo troppo grande per te, a ripensare a quest’isola in collina.

isola

Nelle tue stanze oggi si parla di Ivano Fossati. E lui ammette: “Luigi Tenco alla fine mi è arrivato. Ci è voluto un po’ di tempo per me innamorato di ben altri suoni e che davo così poca importanza alle parole. Ma mi è arrivato, quando ho capito che avevo cercato sempre altrove quello che era già qui”.
 
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi....
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio... un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere, no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere, ma se vuoi amare l'amore
tu, ...non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no, no, non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani
 
Mi piace pensare che Lugi si rivolgesse a noi, ragazzi che ai tempi avevamo 16 anni, quando scrisse questa canzone” (Ivano Fossati)

Fossati
 
Ivano Fossati sul palco è un portento. Non ci vuole molto a capire che si sente molto più musicista che “cantautore”: parola che oggi quasi lo spaventa.
 
Eravamo in tre a registrare questa canzone: io, De Gregori e De Andrè”: così presenta “Questi posti davanti al mare”.
 
Ho comprato una strada
In mezzo alla foresta
Prego per questi alberi
E prego per la mia testa
Mi sono fatto una strada
E ho costruito un ponte
E vi dico che aspetto l'angelo
Dall'orizzonte.
Io sì.
 
[...]
 
C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
[...]
 
E non finisce mica il cielo
anche se manchi tu
sarà dolore o è sempre cielo
fin dove vedo
chissà se avrò paura
o il senso della voglia di te
se avrò una faccia pallida e sicura
non ci sarà chi rida di me
se cercherò qualcuno
per ritornare in me
qualcuno che sorrida un po' sicuro
che sappia già da sè
che non finisce mica il cielo
questa è la verità
possa restare in questo cielo
finché ce la farà.
 
[...]
 
Sono io oppure sei tu
la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io, lo vedi da te
arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora
e poi ti cerco le mani
sono io, lo vedi da te
mi riconosci, lo vedi da te.
Alzati che sta passando la canzone popolare...
 
Alzati che Ivano si esibisce in una interpretazione solo vocale straordinaria de “Il disertore
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà...
 
p.s. Un saxofonista bravissimo... il figlio Claudio alla batteria.
postato da: maria963 alle ore 18:14 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
mercoledì, 26 luglio 2006
Una, due, quattro parole,
poche righe (s)contate.
Non far altro dall’alba al tramonto del Sole:
l’intero giorno a scrivere cazzate.

Quattro parole, un suono
che mi sforzo d'ascoltare.
Parto io, e poi mi perdono:
se non è musica, sarà almeno parlare.

Quattro parole anonime,
un volto da ricordare
e poi le nostre anime
e una foto da rifare.

Quattro parole, quelle giuste:
esprimere, sapersi, inventare, amarsi.
Molte domande, troppe risposte...
quattro parole e tanta voglia d’incontrarsi.


(9 gennaio 2003)
postato da: Devil1982 alle ore 13:36 | Permalink | commenti
categoria: opere d inchiostro
domenica, 23 luglio 2006

 

Ma dico io: dove "caspisterina" vi sieta cacciati?
E' mai possibile che questo blog debba ricorrere alle deliranti messe in scena di un DJ?
Non scrivete più, non vi capovolgete più, non vomitate più parole, e le "forme di poesia in musica"... si sono ... deformate in un silenzio afoso.
L'unico che cade sempre in questo inquietante tranello è il solito FernandoPessoa mio inquilino che vive con me e che non mette mai il tappo al tubetto del dentifricio: insopportabilmente osceno.
E gli altri? No dico, gli altri dove sono?
Maria commenta distrattamente qualche post, Devil si è specializzato nel Copia/Incolla/e fuggi, Alex qb mi manca... ad Est, Alexandra credo sia rimasta intrappolata in qualche favola e se non segue le briciole di pane non ne uscirà, Daniela è troppo "zia" per intervenire e "nun je se po' da torto"..ed infine Kiriku manca ormai da tempo immemorabile.
E' finita forse un'epoca?
Non è che io ed il mio amico portoghese dobbiamo ancora una volta prendere il treno...?
Sono giorni caldi questi, forse troppo e la memoria inevitabilmente mi riporta ai maledetti giorni del G8, consumatisi proprio qui, sotto casa mia e di Fernando Sfigato.
Un DJ queste cose le vive anche troppo intensamente, e non sa mai stabilire cosa sia giusto ricordare gridandolo ai quattro venti e cosa sia giusto nascondere in qualche carugio della sua città.
Non riuscirò mai, credo, a trasmettervi le emozioni sudate e doloranti di quei giorni bastardi: è come se mi si fosse bloccato tutto dentro, come quando non digerisci. Non viene fuori niente ma dentro c'è il finimondo.
Intanto Luglio percorre la sua strada lasciando una scia di caldo insopportabile... come il vostro silenzio o il vostro "parlare a salve".
Ciao Carlo, caduto sull'asfalto bollente e molliccio di Piazza Alimonda assieme ad un estintore.
Lo so, morire per morire, avresti preferito farlo almeno con una bella ragazza anzichè con quel coso, ma vedi, in quel momento La Storia, padrona di tutto quello che succede, aveva per le mani solo quello e con quello sei morto.
Ma La Storia, non convinta che quel buco sulla tua testa non fosse sufficente a farti morire, ti ha fatto pure passare sopra una bella camionetta della polizia.
Morto due volte in pochi minuti per il quieto vivere della Storia.
Un DJ non deve dire niente, deve solo tacere e mettere un po di musica.


Piazza Alimonda

Francesco Guccini


Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l'orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d'anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
d'Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.
Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.

Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.

Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.

La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita.

postato da: FernandoPessoa alle ore 22:32 | Permalink | commenti (5)
categoria: l altra radio
venerdì, 21 luglio 2006

(John W. Lennon)

Come posso andare avanti,
se non so che cosa mi aspetta?
Come posso andare avanti,
se non so da che parte girare?
Come posso andare avanti
verso qualcosa di cui non sono sicuro?
Oh no, oh no

Come posso avere dei sentimenti,
se non so cos’è un sentimento?
Come posso avere dei sentimenti,
se non so nemmeno come sentirla?
Come posso avere dei sentimenti,
se i miei sentimenti sono sempre stati negati?
Oh no, oh no

Tu sai che la vita può essere lunga
E tu devi essere veramente forte
E il mondo è veramente duro
A volte, sento che ne ho avuto abbastanza

Come posso dare amore,
se non so che cosa sto donando?
Come posso dare amore,
se non so come donarlo?
Come posso dare amore,
se l’amore è qualcosa che non ho mai avuto?
Oh no, oh no

Tu sai che la vita può essere lunga
E tu devi essere veramente forte
E il mondo è veramente duro
A volte, sento che ne ho avuto abbastanza

Come possiamo andare avanti,
se non sappiamo che cosa ci aspetta?
Come possiamo andare avanti,
se non sappiamo da che parte girare?
Come possiamo andare avanti
verso qualcosa di cui non siamo sicuri?
Oh no, oh no

postato da: Devil1982 alle ore 19:34 | Permalink | commenti
categoria: canzone d autore, oltre ogni confine
martedì, 18 luglio 2006

 

... e non è questo forte odore di mattina che c'è nell'aria che i più confondono con l'odore del caffè
... e nemmeno questo buffo signore che avendo pestato una merda di cane finge indifferenza cercando disperatamente uno scalino sul quale pulirsi.
E' invece lo strano colore del rosso che fa voltare le pagine più velocemente.
Niente di strano, per carità, sto semplicemente sfogliando il mio album di sogni preferiti, rilegato in un'elegante copertina rossa.
Distratto e sfaccendato, con una punta di umorismo appena percettibile, ma solo agli occhi dei più esperti, guardo passare ogni cosa: donne a volte belle, cani al guinzaglio, pericolosi per il signore di cui sopra, bambini in carrozzina e pensieri pensati il giorno prima che ti si ripropongono ancora, come la peperonata.
E' la solita vita che mi si muove davanti, quella che quando vivi non puoi vedere ma che quando arrivi in anticipo ad un appuntamento, ti fermi ad osservare.
Rapida occhiata all'orologio: "Cazzo, le otto e un quarto, ancora quindici minuti in questo tunnel di pensieri."
I sogni, dicevo, quei pochi che conservo, in questi momenti li sfoglio distrattamente come una rivista dal dottore mentre aspetto il mio turno.
Possiedo sogni interrotti a metà, che sono la maggior parte, sogni inspiegabili perchè completamente assurdi, sogni talmente sfocati da avere l'assoluta certezza che la prossima volta non li ricorderò affatto, ed alcuni netti e precisi, come quello della notte scorsa.
Ho sognato di avere nostalgia del presente, per me avvenimento davvero insolito in quanto appassionato di passato.
Nostalgia del presente. Di un presente più presentabile, che non sia il solito starnazzare di gente incazzata contro tutto e tutti.
Lo ammetto, prima di coricarmi avevo commesso l'imperdonabile errore di accendere la TV e vedere "L'Onorevole" Ignazio Larussa raccontare, nel suo esperanto siculo-italiano, in quale modo i calciatori della nazionale cantavano nello spogliatoio, alla presenza di Prodi.
"Siamo di destra, noi siamo solo di destra..." .
Lui, un politico della nuova generazione, usare come sempre, lo stesso linguaggio di un qualunque puzzone dell'Isola dei Famosi.
Nostalgia del presente. Di un presente più presentabile.
Di un presente che forse puoi solo sognare: e così è stato.
Ho sognato una strana trasmissione, senza sigla ed effetti particolari, con due conduttori: Emilo Fede che per una volta rinunciava a farci capire quanto il comunismo sia cancerogeno perchè lo ha giurato un suo amico di nome Silvio, e Michele Santoro che solo per questa speciale occasione non cantava in diretta Bella Ciao, e non litigava al telefono con Berlusconi.
Poi il sogno, essendo sogno, ha preso un'altra strada ed ho visto trasmissioni come Il Grande Fratello chiudere per mancanza di spettatori perchè tutti sintonizzati su Canale 5 a vedere il nuovo programma di Costanzo e De Filippi : "Amici neri" : una rubrica dedicata ai giovani extracomunitari ed al loro inserimento nella nostra società.
Il tutto inframezzato da spot pubblicitari nei quali, per reclamizzare che so, un biscotto, facevano vedere un bimbo, (che non era figlio del solito manager e della solita donna in carriera) che se lo divorava nel caffellate, sostituendo così lo spot precedente dove due zoccole bardate a festa, il biscotto se lo strappavano di mano con il solito sguardo aggressivo e libidinoso.
Nostalgia del presente. Di un presente più presentabile, che forse puoi solo sognare.
Bene. Finalmente sono le otto e trenta e possono andare al mio appuntamento di lavoro.
E' tutto legato ad un sottile filo di desiderio di cose alla nostra portata, che loro non ci fanno più vedere.
Soltanto un nuovo sogno potrebbe impedire tutto questo.
Chissà perchè la realtà comincia sempre domani.

postato da: FernandoPessoa alle ore 16:43 | Permalink | commenti
categoria: oltre ogni confine
domenica, 16 luglio 2006
Perchè
risplende in me soave
la lanterna dell'amore ?

Perchè
parto per terre scure
dove trovo fiori che cambiano colore ?

Perchè
ricamo vestiti per bambole
che non mi parleranno mai d'amore?

Perchè
cammino sulle acque
rincorrendo Dio che fugge?

Perchè
mi ritrovo ladra di stelle
per illuminare strade buie ?

Perchè
mi perdo all'orizzonte
in una grotta con balene innamorate?

Perchè
prendo il mare con Giasone
alla ricerca dell'impossibile ?

Perchè
le mie infinite domande
non hanno mai risposte ?

Perchè ? Perchè ?
postato da: Daniela52 alle ore 18:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: opere d inchiostro
sabato, 15 luglio 2006

Anni...15 luglio 2006

Anni... Anni che imbrogliano la mente...

Anni...Anni ubriachi di sogni rubati...

Anni...Anni grondanti di sudore...

Anni...Anni come stelle cadenti in una notte di agosto...

Anni... Anni vagabondi nel mondo...

Anni...Anni incerti agli incroci delle strade...

Anni...Anni intrigo folle d'amore...

Anni...Anni trinciati dalla pinza del dolore...

Anni...Anni che prendono il mare in cerca di Moby Dick...

Anni...Anni angeli e demoni della mia vita...Vi amo !

 gli anni che passano e quelli che verranno  sono le note di una sinfonia bellissima

...la tua Vita Sean ! Amali Bimbo...e loro ti ameranno al di là del tempo !

BUON COMPLEANNO BIMBO !

Zia Dan. 

postato da: Daniela52 alle ore 10:53 | Permalink | commenti
categoria: oltre ogni confine