venerdì, 30 giugno 2006

 

47 Agostaio

Io non so bene dove mi trovo, mi manca l'esatta dimensione di tutto questo.
Non so DOVE mi trovo, ma mi trovo.
Son qui, innamorato fino al midollo e non capisco i giorni, non distinguo i mesi, e non ci sono anni.
E' un unico spazio che mi circonda che non prevede mattini pomeriggi e notti, ma solo un unico tempo blu da trascorrere con te.

 

73 Lugliobre

E' una curiosa sensazione quella del non-tempo.
Abituato com'ero a guardare l'orologio per paura di fare tardi, monitoravo tutte le scadenze con metodica precisione per far fronte a tutti i miei impegni; ora penso a te a tempo pieno e se non sto pensando a te, vuol solo dire che sto facendo l'amore con te e non posso di certo pensarti
.


56 Maggiosto


Devi conoscere fino in fondo questa sensazione che mi ha strappato via dal mio tempo.
Una specie di rapimento a scopo di estorsione.
Prelevato di colpo dalla mia realtà consolidata e collaudata negli anni e proiettato in uno spazio nuovo, diverso dal mio.
Laggiù, dove si trova il mio tempo e la mia gente, sono preoccupatissimi.
Ricevono soltanto notizie frammentarie e sarebbero disposti a pagare il riscatto qualora qualcuno si facesse vivo.
Con noi ci sono pure Fabrizio e Dori e pure loro sono legati assieme, rapiti dall'amore.

 

102 Febbruglio


Più passa questo non-tempo (come se il non-tempo potesse passare) e più siamo rapiti.
Anche dal tuo tempo ti reclamano, fanno gesti disperati, ma tu continui a sorridermi di lingua e denti e le non-ore e i non-mesi scorrono come pazzi, come me, come noi.


171 Setticembre


Tutto me e tutta te, sommati assieme danno un unico pensiero, una sola cosa blù.

 

96 Gennosto

Sei bella.


58 Aprilobre

Sai, mi hanno telefonato dal mio tempo. Pare che stia mancando ad un sacco di persone, e stanno pure raccogliendo i soldi per pagare il riscatto.


21 Settuglio

Anche tu hai ricevuto la stessa telefonata, ed io credo che il nostro non-tempo stia quasi per finire.

 

342 Marzobre

Questo è l'ultimo non-giorno. Domani si ritorna a casa, riprenderanno a vivere i minuti, si avrà di nuovo la percezione del tempo, e torneranno i giorni con il loro vero nome.
L'ultima non-notte, l'ultima volta con te.
A pochi metri da noi Fabrizio sta suonando la chitarra per Dori e ci invita a cantare
.

Che posso dirti gattina. Ho passato con te una nuvola di bellezza, ci siamo fatti rapire dai sentimenti ed abbiamo imparato a stare fuori dal tempo.  Abbiamo trovato il passaggio segreto che conduce nei posti dove non è mai tardi perchè il tardi non c'è, non esiste.  Adesso stammi vicino e godiamoci fino a svenire questo meraviglioso 342 Marzobre.


18 Giugno

Eccomi. Sono tornato per spegnere tutte d'un fiato 50 candeline che mia moglie, la mia donna, ha piantato per me in un'enorme torta.
Non sono nemmeno stanco, nonostante il brusco passaggio dal non-tempo al tempo.
Sono qui, ho un orologio al polso e questo vuol dire che questa notte, sarà notte.

postato da: FernandoPessoa alle ore 14:51 | Permalink | commenti (6)
categoria: oltre ogni confine
giovedì, 29 giugno 2006

La notte tutto diventa possibile

ogni sogno, ogni follia raggiungibile

ogni incubo diventa presenza

la tua voce diventa assenza.

Si spengono le luci e si accendono le stelle

la luna alla finestra illumina la mia pelle.

La notte si spegne la nostra ipocrisia

il silenzio rimane l'unica poesia.

Puoi uccidermi con uno bacio puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.

Puoi uccidermi come il vento quando passa sopra la candela
puoi uccidermi come l'angelo della morte su questa frontiera
puoi uccidermi in fondo alla notte come una stella cadente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.

Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.

Puoi uccidermi con una rosa puoi uccidermi con una pistola
puoi uccidermi con uno spillo infilato dentro una parola
puoi uccidermi come uno specchio che non riflette niente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.

Perdimi o salvami, ma non dissanguarmi lentamente
perdimi o salvami, ma se mi salvi fa' che sia per sempre.

Puoi uccidermi con uno bacio puoi uccidermi con un sorriso
puoi uccidermi con quel silenzio che non abbiamo condiviso
puoi uccidermi come un bandito o come un innocente
puoi uccidermi per un attimo o farmi vivere per sempre.

(Massimo Bubola)

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categoria: le canzoni d autore, opere d inchiostro
giovedì, 29 giugno 2006


Ho camminato attraverso il fuoco, ma sono un uomo consueto
e, se morirò, morirò nella pace di quel niente che qualcuno ha pianificato,
però credo in te e ciò che c’è di meglio ancora non è venuto...
eri sola e, forse, era giusto; il lavoro di papà non lo farò mai e mai l’ho fatto.

Ogni notte, nei miei sogni, vedo mille onde sulla rena...
tu hai un anello al dito, io ti guardo: ci conosciamo appena,
però già credo in te ed, ogni mia teoria, è una realtà ormai
per quell’anello che ti diedi, per quell’anello che mi darai.

Traccio l’itinerario, ogni mattina che penso a te,
giorno dopo giorno...
ribalterò ogni pietra, non il senso, e lo farò con te
giorno dopo giorno...

Dove stai? Dove stai, c’è tutto... e tu sei tutto quel che c’è...
ma l’amore è lotta, e la lotta è fredda, quando sei lontana oltre il caffè:
ancora sono vivo, ancora nell’amore, e spero questa mia lettera ti trovi bene...
con l’anima, attraverso le fiamme, sento che, comunque, resteremo insieme.

Traccio l’itinerario, ogni mattina che penso a te,
giorno dopo giorno...
ribalterò ogni pietra, non il senso, e lo farò con te
giorno dopo giorno...

Tesoro, sai, certi venti di pace stanno saltando
(dicono le risposte scritte nel vento)
ancora posso sentire gli angeli caduti cantare
(il nostro amore sarà più forte del milione di miglia che ci vuol separare)

Traccio l’itinerario, ogni mattina che penso a te,
giorno dopo giorno...
ribalterò ogni pietra, non il senso, e lo farò con te
giorno dopo giorno...


(4 maggio 2006)

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categoria: opere d inchiostro
martedì, 27 giugno 2006

SE CI FOSSE UN UOMO
gli anni affollati del signor Gaber


di Giulio Casale
Editrice Arcana

Giulio Casale è sicuramente uno dei massimi conoscitori dell’opera di Gaber – Luporini ed uno dei più efficaci e credibili interpreti del loro repertorio. L’analisi che Casale propone parte dunque da una conoscenza non solo teorica del grande Artista.

Nel testo si avverte infatti tutta l’appassionata partecipazione dell’autore che approfondisce l’analisi dell’opera gaberiana anche attraverso i riferimenti teorici e culturali cui Gaber e Luporini si sono ispirati in questi decenni.

Si tratta sicuramente dell’opera più completa finora pubblicata sulla figura e sull’opera di Giorgio Gaber.

(fonte: www.giorgiogaber.it)

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categoria: canzone d autore, curiosità, scrittori
venerdì, 23 giugno 2006

auguri

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categoria:
venerdì, 23 giugno 2006

segni

Mi è stato chiesto di di dare notizia del seguente evento... e lo faccio con molto piacere...

martedì 27 giugno p.v. alle ore 18 in piazzetta Primo Levi a Torino si terrà la prima lectio magistralis de "I Nove Maestri" per Torino Capitale Mondiale del Libro.
Ospite sarà CARLO GINZBURG che tratterà il tema del Terrore.

Uno storico di fama mondiale dal nome legato in modo indissolubile alla cultura torinese e italiana: Carlo Ginzburg, docente all’University of California di Los Angeles, figlio di Leone («il vero fondatore della casa editrice Einaudi», per ammissione dello stesso editore) e di Natalia, uno dei massimi autori italiani del Novecento. Una location tanto suggestiva quanto carica di memorie e di inviti al dialogo come piazzetta Primo Levi, nel cuore del multietnico quartiere San Salvario, su cui si affaccia la Sinagoga torinese. Un tema come il Terrore, di drammatica attualità ma al tempo stesso categoria interpretativa metastorica dell’umanità e dei suoi comportamenti.

Martedì 27 giugno 2006 per l’anno di Torino Capitale Mondiale del Libro, primo appuntamento con il ciclo I Nove Maestri: l’atteso calendario di lezioni magistrali in cui nove fra i più significativi interpreti del nostro tempo propongono un percorso fra le parole-chiave necessarie a comprendere la realtà contemporanea, sempre più scissa e lacerata ma anche percorsa da un fervore di tensioni, di progetti, di solidarietà vecchie e nuove.

Nove grandi temi, nove discipline o aree dello scibile con ponti ideali fra l’una e l’altra, che compongono idealmente la mappa dell’uomo contemporaneo con i suoi interrogativi e offrono gli strumenti per esplorarne i confini: la storia, la psicologia, la genetica, la letteratura, l’economia, la filosofia, la poesia, la neurobiologia, la cultura. Il progetto dei Nove Maestri è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

I Nove Maestri inaugurano il programma del Linguaggio dei Segni di Torino Capitale Mondiale del Libro: il cartellone di eventi metropolitani ispirati ai dieci segni della punteggiatura con il loro valore simbolico, metaforico e ideale, che ha meritato il plauso dell’Unesco e consegnato a Torino l’ambito riconoscimento internazionale.

I Nove Maestri rientrano in particolare sotto il segno dei Due Punti: il simbolo della spiegazione, dell’approfondimento, il segno che si addice ai professori e ai pensatori, ma anche ai discenti e a quanti cerchino nelle idee e nella loro elaborazione la chiave di lettura di un presente spesso difficile da decifrare.

Il programma è curato da Ernesto Ferrero: «Narratori, saggisti, storici, economisti, scienziati che si distinguono per l’originalità del loro lavoro, al crocevia di discipline diverse, ma tutte sottese da una identica passione civile, dalla tensione etica di modellare un mondo più giusto e più solidale. Le frontiere della ricerca scientifica convivono con un’idea della Storia come cantiere sempre aperto, e si nutrono di un dialogo aperto e costante con l’eredità classica. Nove voci enciclopediche per fare il punto su temi cruciali del nostro tempo, e per trasmettere forti passioni intellettuali alle nuove generazioni. Perché, come ha scritto George Steiner, vero maestro è colui che mette l’allievo nella condizione di superarlo».

Dopo Carlo Ginzburg (Terrore, martedì 27 giugno 2006, ore 18.00), gli appuntamenti proseguono dopo l’estate in prestigiosi teatri e sale cittadine, con lo psicologo James Hillman (Sogno, 19 settembre); il genetista Luca Luigi Cavalli Sforza (Evoluzione, 12 ottobre); lo scrittore Avraham Yehoshua (Disagio della civiltà, 26 ottobre); l’economista Joseph Stiglitz (Globalizzazione, 16 novembre); il filosofo Peter Singer (Etica Globale, 18 dicembre); lo scrittore Mario Vargas Llosa (tema da definire, 31 gennaio 2007); il neurobiologo Steven Rose (Il cervello. Ieri, oggi, domani, 22 febbraio); il comparatista George Steiner (tema da definire, 29 marzo).

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

postato da: maria963 alle ore 14:53 | Permalink | commenti (3)
categoria: scrittori
giovedì, 22 giugno 2006

 

Nel Blog, dipinto di Blog.

Volare... oh oh...

Guardate bene questo Blog : in alto nella parte centrale con caratteri grandi c'è il titolo.
Nella colonna di sinistra c'è l'elenco delle persone che, con maggiore o minore frequenza scrive su queste pagine similvere, o che commenta (bontà loro) i post altrui.
Nella parte centrale infine, il cuore del blog: i nostri post, che in altri tempi avrei chiamato "i nostri scritti" ma che alla fine mi hanno visto cedere clamorosamente ad "inglesismi" che non ho mai amato.
Questa sera, le pagine del blog, sono impenetrabili.
Non riesco ad imprimere un solo carattere sensato nel loro interno, quasi fossero Pessoarepellenti.
La pagina dell'Editor è una lastra di specchio che riflette la mia solita immagine
per metà DJ e per metà "Ricordarolo di periferia".
Nonostante questo, mi rifletto e rifletto volentieri.
Riflessioni riflesse allo specchio, una sorta di ridondanza che sembra non avere una fine: un'immagine contenuta nella stessa immagine che a sua volta contiene la stessa immagine...ecc.
Dio mio, il caldo sta mietendo le sue prime vittime, ed io mi specchio al Blog.
Quasi quasi potrei darmi una passatina alla barba oppure dirvi semplicemnte che le canzoni sono lo specchio della nostra vita, perchè riflettono appunto, il nostro essere.
Come spesso vi ho detto, le canzoni possono essere eterne oppure durare alcuni giorni.
Di esempi in questo senso ne abbiamo a dismisura.
Una canzone, già da quando nasce, ci fa intuire subito se potrà reggersi sulle sue note e sulle sue parole oppure se sarà destinata a durare un'estate o solo poche settimane.
Do, Si, Sol, FaDiesis, e fu prorio mentre portavo due bicchieri.., Quando i bambini fanno oh..., Hey Jude, don't make it bad...Dammi tre parole, sole cuore amore...e via di questo passo.
Sta a noi renderle eterne oppure immergerle direttamente in acido solforico concentrato.
Perdonatemi quest'ultima deformazione professionale un po sadica.

Nel Blog, dipinto di Blog.

Io credo che una canzone, per diventare eterna, debba necessariamente "rivoluzionare" qualcosa:
un'idea, un modo di essere, una forma di sentimento, o la percezione di quello che ci sfiora.
Quando una canzone (Nel Blog dipinto di Blu..) riesce a fare tutte queste cose, non servirà a nulla mandare in frantumi il disco, cancellare il nastro, o appioppare un bel Delete il file MP3: questa canzone continuerà a seguirci sempre da vicino e la tramanderemo di sentimento in sentimento, di generazione in generazione.

Nel Blu dipinto di Blu, la stessa cosa che si riflette su se stessa fino all'infinito, mentre tutti cantano ( ed era il 1958) l'amore che fa rima con un bel fiore o perchè no, con il cuore.

Nel Blu dipinto di Blu, nel Blog dipinto di Blog, me stesso davanti a qualcosa che ricorda me.

postato da: FernandoPessoa alle ore 22:21 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 22 giugno 2006

L’Italia ha vinto 2 a 0 ed io sono qui ancora a correggere articoli di Camurri. Un ragazzo ed una signora sotto la finestra del mio ufficio parlano delle prossime vacanze marine ed ho l’impressione che se le godano molto più ora nell’immaginarsele che non quando le sconteranno.
I figli si fanno vivi sempre quando devono chiederti qualcosa e mai quando potrebbero (o dovrebbero) dare una mano.
E tu chiami e mi chiedi: “Come và?”.
Come va? Come vuoi che vada? Dimmi cosa vuoi sentirmi rispondere e te lo dirò. Non vorrei mai che tu, a causa mia, dovessi trascorrere un’altra serata di merda. Grazie!
Mia nipote che ogni settimana ci ripensa se vuole separarsi dal marito o meno, scelta su cui influisce assolutamente la possibilità o meno di andare al mare nel prossimo weekend, oggi diceva a mia madre, che fra due anni festeggerà con mio padre 50 anni di nozze senza ombre, che gli uomini vogliono sempre sentirsi rispondere “sì”... e mia madre confermava.
Io intanto pensavo che ad ogni uomo della mia vita ho sempre detto e dico più “no” !
Intanto è arrivata l’ennesima telefonata di quell’anonimo che mi è così affezionato da cercarmi sovente a casa, in ufficio e sul cellulare. Ed io che conosco da tempo il suo nome continuo a chiedermi che cazzo vorrà ancora da me (ma per la verità è una domanda di cui non mi interessa la risposta).
E mio padre si rasserena ancora quando un matrimonio, nonostante tutto, resiste al tempo e ai tradimenti... A me tutto ciò mi sgomenta!
Le apparenze.  Non m'importa nulla, ma salviamo almeno le apparenze. Già le apparenze; non ci ho mai pensato alle apparenze. Io non ho mai avuto apparenze da salvare (meno male...). Restare insieme per le apparenze. Perché la famiglia è la famiglia. Perché è vero che lui... ma in fondo anche io... e poi che m’importa, in fondo è quasi naturale. Succede a tutti, non siamo neppure i primi. E poi c’è ancora qualcosa di molto importante...
Ma guardati allo specchio: che cazzo c’è di importante nella tua vita?
Piccoli spostamenti del cuore... così piccoli che bastano un paio di sguardi e la passione ti ha già travolto.
E forse mi fa più schifo che spavento!
Se ti avessi incontrata prima... se ci fossimo conosciuti prima... se tu, se io, se noi...
Se mi avesti conosciuta prima oggi ti saresti già stancato di me... che poi sei sicuro di non essere già stanco della nostra storia?
E tu chiami e mi chiedi: “Perchè”?
Non farti troppe domande. Sarà il caldo e saranno questi articoli di Camurri...
Forse...
Però non mi hai ancora detto perché ho ragione quando ti dico di non farti troppe domande.

Viva l’Italia, l’Italia che non muore!

E il vecchio con gli occhiali di tartaruga
mi regalò sei sigarette e mi disse:
"Guarda, ho tante porte indietro,
tante porte davanti,
ma è sempre la stessa cosa.
I bar sono tutti uguali"
E il barman si toccò l'orecchio
come per dirmi "Non ci faccia caso, è pazzo"
E io, io gli avrei preso la testa
e gli avrei fatto mangiare il banco...
E il vecchio capì e mi disse:
"Perchè te la prendi tanto?
Uscito di qui, tornerai a casa come tutti;
non dirmi che non hai anche tu una
una bella famiglia che ti aspetta e quello che
in fondo vale, e una figlia, e un po'
di stima per il mondo normale..."
Tornava una rondine al nido
l'uccisero, cadde tra spini,
portava nel becco un insetto,
la cena dei suoi rondinini
Hai mai perso un ragazzo, ragazzo?
Ha detto: "Ciao", è andato,
ha detto "Sono stanco di amare"
E' diventato abbastanza lontano
su quella sua bicicletta.
Quando ero giovane dicevo "perduto",
certo piangevo, ma perduto lui ce n'era
un altro; però da vecchio pesa il respiro:
Lo vedevo giocare, lo guardavano tutti.
Quante volte ho pensato:
"Basta, sto male" Quante volte ho detto:
"Basta camminami avanti..."
Ma il fanciullo che avanti a te cammina
e non lo chiami, non sarà più quello...
Tornava una rondine al nido
l'uccisero, cadde tra spini,
portava nel becco un insetto,
la cena dei suoi rondinini

postato da: maria963 alle ore 19:30 | Permalink | commenti (5)
categoria: oltre ogni confine