
Si coricò.
“Non devo impostare la sveglia – pensò – domani è sabato. Mi sveglierò quando la luce del sole verrà a stuzzicare i miei occhi”.
Come ogni sera attaccò il cellullare al caricabatteria che aveva posto fisso sul comodino alla sua destra.
La tabacchiera di Casanova, capitolo dieci, pagina centoventotto, Treni e carrozze.
Amava quei momenti serali quando aveva salutato il giorno con tutti i suoi personaggi e poteva viaggiare fra le pagine d’un libro. Si è sempre troppo stanchi alla sera per riuscire a leggere più di sei o sette pagine prima che le parole stampate inizino a confondersi con quei pensieri che sono l’anticamera del sogno.
Riappoggiò il libro sul comodino alla sua destra e guardò il cellulare: nessun messaggio. “Che strano” – pensò. Ogni sera era un via vai di SMS fra lui e lei. “Siamo tutti schiavi di questi marchingegni – si disse – spediamo ad un satellite le nostre emozioni che vengono immediatamente recapitate ad un altro cuore a molti chilometri di distanza. La tecnologia è solo un mezzo, i sentimenti sono i nostri”.
Spostò il cellulare sul cuscino, leggermente inclinato in senso antiorario.
La casa era nascosta dalla montagna di fronte e cellulare, radio e persino televisione, prendevano male. Ma lei aveva studiato la posizione strategica in cui le tacche segnavano il massimo della ricezione.
Spense la luce alle sue spalle.
Si appisolò per una mezzoretta senza accorgersene e si svegliò di soprassalto.
“Mi sono addormentata e non ho sentito i suoi messaggi. Sono proprio stanca!”. Prese il cellulare fra le mani per rispondere, anche se con ritardo, ai vari messaggi per la buonanotte.
Nessuna busta sullo schermo LCD. Nessun SMS ricevuto.
“Che strano! Non si addormenta mai senza inviarmi un bacio. Non riesce a dormire se non lo fa. Doveva essere molto stanco anche lui” – pensò.
Buonanotte... questa notte è per te...
Messaggio inviato. Si addormentò col dubbio sul reale destinatario del suo SMS.
Si svegliò al primo sole. Mentre il caffé saliva nella vecchia moka, andò a prendere, dalla borsa bianca appoggiata sulla cassapanca della camera da letto, il cellulare che utilizzava come recapito telefonico urgente del lavoro. “Siamo tutti schiavi di questi marchingegni” – ripensò.
Lo accese. Messaggi ricevuti: 1/88. Un messaggio non letto su 88 ricevuti.
Buonanotte... questa notte è per te...
...e un senso familiare di solitudine s’impadronì di lei.
Siamo stati naviganti
con l'acqua alla gola
e in tutto questo bell'andare
quello che ci consola
è che siamo stati lontani
e siamo stati anche bene
e siamo stati vicini
e siamo stati insieme.
Siamo stati contadini noi due
senza conoscere la terra
e piccoli soldati
senza amare la guerra,
ci hanno mandati lontano
senza spiegarci bene
e siamo stati male,
ma siamo ancora insieme.
Grandi corridori di corse in salita
che alzavano la testa dal manubrio
per vedere se fosse finita,
allenati alla corsa
allenati alla gara
e preparati a cadere
e a tutto quello che s'impara,
innamorati della sera
innamorati della luna
conoscitori della notte
senza averne paura,
innamorati di quel fiore
che non vuole mai dire:
ecco, è tutto finito
e bisogna partire.
Ma ora è il momento
di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che
ci ha aiutati a capire
che basta un filo di vento
per venirci a guidare
perché siamo naviganti
senza navigare
mai.



















