venerdì, 31 marzo 2006

Vestiti stesi al sole ad asciugare,
aquiloni colorati al vento che
ondeggiano, pensieri che si muovono
di qua e di là in un prato incantato di
una favola del tempo che fu.

Vestiti stesi al sole ad asciugare,
dondolano come altalene guidate da
bambini su di una giostra,
ballerini armoniosi di un tempo e clown
di un circo che danzano nell’aria.

Vestiti stesi al sole ad asciugare,
sfidano coraggiosi l’aria con gli uccelli
che rimangono a guardare,
fantasie e sorrisi colorati che oscillano nel vento.

Vestiti stesi al sole ad asciugare,
stracci di tutti i colori dimenticati,
la notte tentennano, ma abbracciano
le stelle con le quali fanno l’amore.


postato da: kiriku alle ore 15:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: opere d inchiostro
giovedì, 30 marzo 2006

papavero

 

Stanotte un uomo mi ha scritto che se m’avesse incontrato tanti anni prima di oggi, io avrei sbaragliato ogni donna che ha avuto, io sarei cresciuta con lui.
Io non so se ne avrei vinto anche una sola... era tanto, tanto tempo fa!

Ma che importa? Tanto è un sogno! È il tuo sogno. Forse è il mio sogno.
Nei sogni tutto può essere come lo si vuole.. così come in un romanzo che scrivi. Non hai perdite da incassare ma solo vittorie.
Non c’è dolore che non sia per amore.

Io l’ho persa da tempo la capacità di sognare.
Ho sognato tanto nella mia vita. Il sogno era il mio piccolo rifugio, la mia isola vergine che nessuno poteva violentare.
Qualcuno, insieme a tante altre cose, si è portato via anche la mia capacità di sognare. E non c’è prezzo equo per questo, non c’è tempo sufficiente per poter perdonare.

Cerco il sogno. Lo cerco ogni notte quando scende il buio e si accende la luna.
Lo aspetto. So che una notte tornerà e poco importa se sarà la mia ultima notte.
Io quella notte sognerò tutta quella vita che non ho mai vissuto.

E vincerò. Io quella notte vincerò ogni donna che tu hai avuto.

 

p.s. “lui” ha chiuso gli occhi e si è finalmente abbandonato fra le braccia di Morfeo. Vorrei essere Morfeo e con petali di papavero sfiorargli le labbra per donargli una realistica illusione.
I sogni di “lui” una donna non può mai conquistarli; al massimo ci si può avvicinare.
Stanotte troppi chilometri ci separano perché io possa anche solo ascoltare i suoi sogni respirando il suo respiro...
...non mi resta che augurarti “Buonanotte” !

Sono scesa nel letto, lasciando carezzare il mio corpo nudo dalle lenzuola e abbracciando il cuscino che ha promesso che m’accompagnerà nel sonno.
Chiudo gli occhi, il buio s’accende. Morfeo è venuto a prendermi...


Piccolo amore, piccolo amore
che pena quelli con un grande amore
quelli con la pistola in mano
se guardi un altro oppure ci lasciamo
Che bella novità
la prossima carezza che verrà
Piccolo mondo dove ti prendo
e piccolo tornare sorridendo
piccolo letto dove puoi dormire
ch'è un altro modo poi di far l'amore
e stare insieme a te
con tutta la dolcezza che c'è in me
Ma in fondo son parole
che il giorno che ti ho perso
chissà che cada a pezzi l'universo
e non farei che dire
e non saprei che fare
di tutti i giorni che ti ho detto amore
Di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ho pensato amore
di tutti i giorni che ho inventato amore
sognato amore
cantato amore
di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ti ho scritto amore
Piccolo amore non c'è niente al mondo
più grande in fondo di questo amore
che piano piano muove i tuoi capelli 
e si risveglia nei tuoi occhi belli 
e che ogni giorno come fosse il primo
si guarda intorno come un bambino
Piccolo amore, piccolo amore
che bravi quelli con un grande amore
verrà l'inverno e chi ci vuol male
per noi non sarà niente di speciale 
e se ci lasceremo sarà per poco sai
ci rivedremo
Ma queste son parole
che il giorno che ti ho perso
chissà che cada a pezzi l'universo
e non farei che dire e non saprei che fare
di tutti i giorni che ti ho detto amore
Di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ho pensato amore
Piccolo amore non c'è niente al mondo
più grande in fondo di questo amore
che muove l'aria e muove i tuoi capelli 
e si risveglia nei tuoi occhi belli 
e che ogni giorno come fosse il primo
si guarda intorno come un bambino

postato da: maria963 alle ore 12:01 | Permalink | commenti (6)
categoria: opere d inchiostro
mercoledì, 29 marzo 2006

Guardo sempre nello stesso punto, prima di addormentarmi.
Sembra quasi un riferimento preciso, un crocifisso di fronte al quale pregare.
Sto parlando del lampadario appeso al soffitto della mia camera; involontariamente mi rivolgo a lui alla fine di ogni mia giornata, una sorta di totem impassibile quanto appeso.
Lui non ne può niente, è soltanto la mia posizione che lo rende inevitabilmente importante.
E' il depositario di ogni mio segreto; per addormentarmi devo guardare proprio li, e proprio li appendo come abiti smessi, gli avvenimenti ed i pensieri di ogni mia giornata.
Risate fatte pensando ad altro, dolori inclinati su piani inclinati, fogli A4 zeppi di relazioni, sorrisi pronti da elargire per domani, la logica delle cose, l'irrazionalità di tutto quello che penso, ansie tridimensionali e poi strada, autostrada, campagne, telefono, autovelox... insomma, tutto quello che può stare su un lampadario ad asciugare alla luce della notte fino al suono della mia sveglia e di quel "nonsocosa" che mi bisbiglia mia moglie per farmi scendere dal letto.
Stare esposti al buio per lungo tempo fa abbronzare ogni speranza.
E' dal buio che si traggono le principali certezze.
E' nel buio che vediamo tutto più chiaro.
E' sul buio che ho puntato tutto per potermi riaccendere.
Per il momento, dal buio è tutto.
Linea allo studio.

postato da: FernandoPessoa alle ore 10:01 | Permalink | commenti (8)
categoria: oltre ogni confine
martedì, 28 marzo 2006

Questa sera amici dell’altra radio chiedo sfacciatamente di lasciarmi fare un pò di pubblicità:
Il 12 marzo ha avuto inizio il campionato di formula 1 del 2006, con il gran premio del Bahrain, seguito il 19 marzo dal gran premio di Malaysia, mentre il 2 aprile sarà la volta del gran premio d’Australia.
Il primo gran premio europeo ci sarà il 23 aprile nell’autodromo d’Imola. È il 26° gran premio della Repubblica di San Marino, unisco la locandina manifesto del gran premio che non ha mai deluso gli spettatori.


Consentitemi adesso un ricordo di un mai dimenticato grande campione (un talento illimitato) Ayrton Senna Da Silva, deceduto il 1 maggio 1994 ad Imola, durante lo svolgimento del 14° gran premio di San Marino. Questa tragedia ha segnato la Formula Uno per molti anni. Ayrton Senna destinava molti dei suoi guadagni per aiutare la sua gente meno fortunata ed alla sua morte è stata costituita una fondazione che porta il suo nome e che aiuta il recupero dei bambini di strada brasiliani.


Ayrton Senna definito “semplicemente il migliore di tutti” ha vinto nella sua carriera 3 gran premi di San Marino.
Vi lascio con una canzone di Lucio Dalla.

Ayrton da Canzoni (1996)  Lucio Dalla

Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se qui non ci sono sigarette e birra
che pagano per continuare
per continuare poi che cosa
per sponsorizzare in realtà che cosa.
E come uomo io ci ho messo degli anni
a capire che la colpa era anche mia
a capire che ero stato un poco anch'io
e ho capito che era tutto finto
ho capito che un vincitore vale quanto un vinto
ho capito che la gente amava me
potevo fare qualcosa
dovevo cambiare qualche cosa.
E ho deciso una notte di maggio
in una terra di sognatori
ho deciso che toccava forse a me
e ho capito che Dio mi aveva dato
il potere di far tornare indietro il mondo
rimbalzando nella curva insieme a me
mi ha detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io ho chiuso gli occhi.
Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono i piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se forse non è servito a niente
tanto il circo cambierà città
tu mi hai detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io adesso chiudo gli occhi...

postato da: kiriku alle ore 15:48 | Permalink | commenti (1)
categoria: l altra radio
lunedì, 27 marzo 2006




La compagnia “L’Arcangelo” presenta
al Teatro Agorà (sala b) - via della Penitenza, 33 (Roma) - tel. 06/6874167
dal 28 marzo al 9 aprile 2006
dal martedì al sabato ore 21.00 e domenica ore 17.30




FEDERICO È NELLA LUNA
Garcìa Lorca, il magico ritorno di un artista assassinato

L’idea della rappresentazione nasce dal desiderio di ricordare oggi, Federico Garcìa Lorca, poeta e drammaturgo, nel settantesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 19 agosto del 1936 per mano dei franchisti durante la guerra civile spagnola.
Lo spettacolo: una compagnia teatrale sta provando alcuni brani del repertorio lorchiano (teatro, poesie e canzoni), il forte sentimento che lega gli attori alla figura di Lorca e al suo mondo fa sì che, attraverso la magia del Teatro, possa materializzarsi un ipotetico Federico Garcìa Lorca, anziano, scampato miracolosamente alla morte, nei panni di un burattinaio vagabondo e privo di memoria.
L’azione teatrale coinvolge gli attori e l’anziano burattinaio in un reciproco stimolo che si concretizza in un viaggio attraverso momenti dell’opera lorchiana. Il forte rapporto che si crea fra loro favorisce, nel burattinaio, l’affiorare di ricordi e situazioni che sempre più lo avvicinano a Lorca creando, a volte, drammatiche e sofferte identificazioni e, negli attori, una commossa partecipazione nell’interpretare, rendendola reale, la creatività dell’autore.
Ciò che caratterizza la maggior parte del Teatro e della Poesia di Federico Garcìa Lorca, oltre al tema dell’amore e della morte, è il desiderio di libertà, affrancamento dalle imposizioni di un sistema reazionario, politico e religioso, che governavano la Spagna di allora. 
È interessante e non casuale che la ribellione a tale sistema sia affidata a personaggi femminili; d’altronde, da sempre, la civiltà di un popolo la si valuta dalla posizione della donna, il riconoscimento dei suoi diritti e la partecipazione alla vita sociale.
Lorca scrive: “Ecco il difetto delle donne di questo paese: non parlare! Non parlate mai e invece dovreste parlare. Ci sono volte che bisogna parlare a voce alta.”
Scene altamente suggestive si alternano a momenti drammatici e a situazioni di grande comicità.
Il repertorio lorchiano attraverso il quale si concretizza lo spettacolo è tratto da: Il teatrino di don Cristòbal – Rosita nubile – Nozze di sangue – Yerma – La casa di Bernarda Alba. Il tutto arricchito da alcune tra le più significative poesie e canzoni popolari da lui trascritte ed armonizzate.

Gian Franco Mazzoni
Daniela Ferri

postato da: Devil1982 alle ore 21:06 | Permalink | commenti (1)
categoria: giù la maschera
venerdì, 24 marzo 2006

 

Mi è sempre più difficile stabilire se mi trovo invischiato in un ricordo oppure se sto vivendo la mia vita normale.
La petroliera "Hanjin" mi passa davanti silenziosa e si nasconde proprio dietro alla diga. I "bagnanti" di oggi, sulla spiaggia di Boccadasse sono due pastori tedeschi che si rincorrono sulla riva del mare grigiolino fra gli spruzzi d'acqua. Da qui, sembra una dozzinale telenovela brasiliana affidata ad un regista debuttante: pessima inquadratura. Sopra di loro, un cielo assurdo che sta facendo indigestione di nuvole nere e grigie.
" C'è l'acqua appesa ad un filo " direbbe mia madre stando affacciata alla finestra mentre ritira i panni stesi, se fosse ancora viva.
Invece non è così, mia madre non c'è più, e le cose, ora lo so, lassù nel cielo non vanno proprio così.
La pioggia non è "appesa ad un filo" , sono io che da qui, dalla balaustra sulla passeggiata al mare, trattengo ogni singola goccia di pioggia che si stà formando fra queste nuvole. Ognuna di loro aspetta un mio cenno per calare giù, perchè sono io che sto "pensando" questo ricordo, e dentro a questo ricordo valgono soltanto le mie regole. Quando si materializzano queste immagini così suggestive ci si sente sempre in obbligo di recitare ciascuno il nostro ruolo, come attori protagonisti o come semplici comparse: dobbiamo solo scegliere.
Percorro Corso Italia avendo la netta sensazione di essere spiato: è per via di questi manifesti elettorali che contengono volti stilisticamente perfetti, quasi.... disegnati. Basta rasentare il muro e li possiamo sentire bisbigliare: "Vota per me, scegli la tranquillità".
Una mano esce da un manifesto e mi afferra per un braccio : "Ricordati di me, il 9 Aprile, i sondaggi americani mi danno felice e vincente" con un sorriso a 115 denti che gli rimane congelato quando incrocia il mio eloquente sguardo. Se ne torna mestamente nel manifesto aspettando il prossimo passante. Questo pomeriggio, per quanto mi riguarda, andrà a fare compagnia ad altrettanti pomeriggi insignificanti senza che nessuno se ne accorga. In pratica non è successo nulla a parte questo vuoto incolmabile che ho dentro e a parte un pensiero genuino che per paura di sporcarsi, se ne sta acquattato dentro di me in attesa di momenti migliori. Circondato dai fatti miei, capisco di non aver scampo.
Gli uomini primitivi per accendere un fuoco sfregavano fra loro due pietre focaie, allo stesso modo, sfregando fra loro due parole, ottengo un ricordo. Gabbiano e Solitudine : uno nella mano sinistra e l'altra nella mano destra.
Le avvicino e le raschio con tutta la forza che ho; ne esce un vapore a forma di pomeriggio passato con te.
In una mano il "Gabbiano sinistro" e nell'altra la "Solitudine destra", rimango in silenzio ad osservare questo ricordo; il mio gabbiano e la tua solitudine o la mia solitudine ed il tuo gabbiano, poco importa, sono sempre cose nostre.
Tutto questo ci ha visti assieme all'inizio di una storia e quando una storia inizia, si sà, ci si sente tutti terribilmente protagonisti.
Parole francesi, carezze italiane ed amplessi portoghesi; tutto si mescola in questa "edizione straordinaria" di ricordo che va in onda da Corso Italia, fra manifesti elettorali alla mia destra, ed il mare increspato alla mia sinistra.
Guardare una candela accesa nel buio per guardarti dentro, ascoltandone il suo silenzio mentre brucia: è una della tante belle immagini che ho di te. Tutto questo, soltanto per aver sfregato fra loro, due parole : Gabbiano e Solitudine.
E' il potere magico delle parole, che si manifesta sempre quando ti senti solo.
Ora la storia è finita ma i ricordi passeggiano qui con me, in Corso Italia, e quando non potrò proprio farne a meno, prenderò due parole e... crack crack. Sarà facile.
Sono ormai in fondo a Corso Italia e a questo pomeriggio.
Mi volto per vedere cosa mi sono messo alle spalle, faccio schioccare le dita e... giù acqua a catinelle.

postato da: FernandoPessoa alle ore 21:40 | Permalink | commenti (2)
categoria: oltre ogni confine
giovedì, 23 marzo 2006

marito ideale

 

"...ho ricevuto questo invito e sono molto curiosa... Credo che questa festa sarà il principio di una di quelle storie un po' intrecciate, o forse più di una storia, con la "ficcanaso" di turno, una donna misteriosa, intrighi amorosi, e poi chissà...
Tra un pettegolezzo e l'altro sboccerà l'amore vero? Ma soprattutto, chi ha nascosto la verità? Perché (........) sa tutto di tutti ma non si capisce come? (........) sa qualcosa o è proprio così di suo? Beh, che il padre di (........) fosse un po' svanito ce lo aspettavamo, ma così... rompiscatole!
Ah! Pare che ci sarà anche l'affascinante (........): dicono che streghi gli uomini la cui caratteristica comune sia la ricchezza.
I padroni di casa? Non li conosco, so che con loro vive anche la sorella di (........), si dice siano una coppia modello.
Speriamo che (........) si faccia vivo: le signore impazziscono per lui! Inoltre è un buon amico dei (........): chissà se aiuterà la fragile (........) ad uscire dal suo mondo ovattato e se finalmente troverà il coraggio di dichiararsi.
E allora, non vi posso mica raccontare tutto! E' sicuramente una festa alla quale non si può mancare! Vi racconterò domani."

postato da: maria963 alle ore 19:27 | Permalink | commenti (6)
categoria: curiosità
giovedì, 23 marzo 2006

Arrivò la primavera e abbracciò i miei sussurri
Mangiai i petali che mi accarezzavano il viso
Ordinai al cuore di non strafare senza mai aver risposta
Restai sospesa a un filo pur di ascoltare la sua melodia
Entrai nell’arcobaleno e mi ubriacai dei suoi colori


Arrivò l’estate e il caldo forte bruciò il mio corpo nudo
Mentre correvo all’impazzata in un campo di girasoli
Oltre l’amore suonai l’arco del desiderio e della passione
Rubai i segreti alla luna per regalarli ai nostri giochi d’amore
E mentre correvo scalza raccontavo al sole che ero la tua donna


Ancora in autunno un fremito invade la mia anima selvaggia
Mio dolce mare cullami ancora nelle tue acque calde
Ovunque le onde ci condurranno saremo insieme amore
Respira con me questa aria dolce aspra ma mai stanca
E prendendoti per mano continuerò sempre a dire che ti amo


Anche se verrà l’inverno non avrò paura perché ti avrò accanto
Mescoleremo i colori che avremo ed il quadro sarà stupendo
Ordineremo all’anima di non dormire e di aspettare l’alba
Ritorneremo in giardino e raccoglieremo le mele dal nostro albero
E saremo sazi perché la nostra dispensa sarà colma di Vita Amore Mio !

postato da: Daniela52 alle ore 11:19 | Permalink | commenti (4)
categoria: opere d inchiostro