
..un giorno ho scritto questo.. forse quel giorno stavo ricominciando a vivere... grazie a chi mi ha spronato a farlo, grazie a chi mi è stato vicino, grazie a chi mi ha ricordato che si ha il diritto di essere amati..
Ho rivisto te bambina, adolescente, la tua smania di vita. Non era la corsa del tuo sangue, che d’un tratto si fermava, a farti paura...
Erano parole e note che giungevano da lontano mentre i tuoi occhi incantati inseguivano l’alba che inseguiva il tramonto... ad accelerarti il ritmo vitale. Era quella musica a penetrarti l’animo per non uscirne più.
Era questa “voglia di vita” che volevi trasmettere un giorno ai tuoi figli...
Ho rivisto te ragazza crescere, e crescere responsabilità e timori. E ho fatto i conti con quel bisogno di “livellare” tutto, di “gestire” tutto, come corazza di difesa da lampi e tuoni troppo violenti per non averne paura. Anche solo un’aritmia nel tracciato del cuore di tuo figlio, scatena il terrore di non saperlo proteggere.
E allora sì, ti dici, è ora di crescere: è molto meglio un “battere” noioso e sempre uguale, del rischio che sia il “suo” e non il “tuo” a fermarsi.
Passano anni in cui ti ripeti che è tutto giusto così; anni in cui gettare ghiaccio nel cuore è una precauzione verso temuti focolai che potrebbero divampare e bruciare, in un solo attimo, quella piccola pianticella coltivata giorno dopo giorno, ostacolata, forse, da recinti sempre più intricati e alti che la trasformano in improbabile pianta da orto, protetta da tutte le insidie a cui è sottoposta la crescita d’una pianta selvaggia e libera.
Ma il fuoco nel centro del tuo mondo prima o poi esplode dalla bocca di qualche vulcano...
E ti ho rivisto rincorrere la vita mentre il tempo se la portava via; ti ho rivisto ad occhi chiusi mentre un assolo già ti portava lontano. Un cuore stanco che accelera il suo passo a volte sembra scoppiare; il sangue che gonfia le arterie, l’ansia che sorprende la notte, il pianto rimasto in gola e questo senso di illogica allegria... è l’unico modo per sentirti VIVA.
e tu non ridere mio dolce amico
non ti stupire di questa storia mai esistita
si può anche vivere senza capire
se il vero è il sogno o il resto della vita.





























