
Beh, ammettiamolo... da un po' di tempo il blog è un po' abbandonato... io sono presa da lavoro e vari garbugli familiari... voi, chi per un motivo e chi per un altro, siete lontano e assenti...
ma TORNEREMO...
a trasmettere dalle varie sedi de l'altra radio, a parlare e stra-parlare di musica, poesia e a filosofeggiare su vita e dintorni...
Mi mette un po' di tristezza vedere il blog sempre così fermo, senza nulla di nuovo e torno con la mente a quando ogni giorno c'erano 3 o 4 post nuovi...
a voi non manca?
bando alle nostalgie... stasera voglio farvi conoscere una poesia che a me piace molto... di un amico che abbiamo avuto anche l'onore di ospitare su queste pagine: Nicolò Lapidari... e che colgo l'occasione per ringraziarlo qui per avermi fatto notare che il link al sito della Fondazione De André non funzionava... Nic, ti aspettiamo!
Qualche volta bussano alla porta.
Sono amici, ricordi o vecchie streghe.
Qualche volta arrivano anche i sogni e si fa mattina.
Qualche volta è solo un pretesto per aprire.
Altre mi batte forte il cuore.
Qualche volta postini e portieri irriverenti.
Altre nessuno.
La mia casa è come un infuso di radici.
Più d'altri che mie, io le accomodo.
Ci passano grandi e piccini.
Io ladro di racconti o irriverente.
Mi sfinisco di attese, mi converto ai talenti.
Guarda come sono belli i miei ospiti,
quante cose potrei imparare da loro se non dovessero già andare.
Ci sono radici lontane che si mischiano con le nuove
e radici nuove che sembrano lontane.
Mio fratello suona molto bene la chitarra e quasi nessuno lo sa.
Io ho un nuovo gatto nero e se ne parla nel quartiere.
La scala dei valori portata a stagionare nel pollaio.
La casa è un festino di acari che sono i ricordi e le malinconie.
La casa sono cose mie insieme alle tue.
Qualche volta bussano alla porta.
Potrebbe essere il rimpianto di un ritardo.
O come quando volevo chiamarti e non chiamavo mai.
La casa è un intreccio di sbagli come la vergogna.
La casa non perdona, la casa ricorda.
Forse è la coscienza di noi.
Pian' piano si muove e acquista riverenza.
Soggezione di una spettatrice educata
il filo di un dubbio eterno che la attraversa
appeso fra i muri noti della stessa stanza.
Qualche volta bussano alla porta.
Sono i fantasmi buoni della sera
quelli che tengono custodito il cuore
nel tempo di un giorno, di un anno, di un'ora.
n' - appunti della casa - parte 1
Questa è anche un po' la "mia casa"... io la trovo stupenda e soprattutto i versi:
La mia casa è come un infuso di radici.
Più d'altri che mie, io le accomodo.
Ci passano grandi e piccini.
Io ladro di racconti o irriverente.
Mi sfinisco di attese, mi converto ai talenti.
[...]
Qualche volta bussano alla porta.
Potrebbe essere il rimpianto di un ritardo.
O come quando volevo chiamarti e non chiamavo mai.
La casa è un intreccio di sbagli come la vergogna.
La casa non perdona, la casa ricorda.