
Nei prossimi giorni non riuscirò a passare sovente negli studi de l'altra radio, e così stamattina ho fatto un salto qui mentre i ragazzi ancora dormivano e Daniela & Sara hanno appena iniziato il loro viaggio per raggiungerci. In questi ultimi giorni di agosto, prima di ricominciare a lavorare, sarò un po' impegnata con amici e concerti... ma voi, cari colleghi, trasmettete. Anzi, vi dirò che affido proprio a voi la gestione totale di questa radio per i prossimi giorni... i programmi devono continuare, gli ascoltatori attendono... ed io, ovunque, mi sintonizzerò per ascoltarvi.
Fuori si sta scatenando il temporale e mi auguro che qualche fulmine non colpisca gli strumenti un po' precari dell'altra radio...
Stasera andrò alla villa Braghenti di Malnate, provincia di Varese, per uno spettacolo di Carlo Fava... domani sera sarò alla Festa de l'Unità di Milano, per il ritorno di un duo eccezionale: Roberto Vecchioni e Angelo Branduardi in "parole e musica". Erano dai tempi di "Samarcanda" che non si vedevano più insieme... anche se proprio in questi ultimi giorni, mettendo un po' di ordine qui in radio, ho trovato un vecchio video dei due insieme che si alternano a Stanlio e Ollio... dovrebbe risalire ai tempi dell'album live "Camper" di Roberto.
Ed è proprio pensando a questa coppia di amici... ma ancor più ripensando agli ultimi discorsi portati avanti con Ale, che mi è tornata la voglia di ascoltare questa canzone di Roberto...
In questa storia che diventa tempo,
in questo tempo che diventa amore,
ho conosciuto ragazze ridenti fuggenti
nel giro di poche ore,
e con due ali di cera mi sono permesso
di andare a toccare il sole;
qualche sorriso di madre fa
crescere in fretta
fa bene alla pelle e al cuore.
E adesso ho vinto, se pure si vince
che è tutto da dimostrare;
ho ereditato la terra che aveva mio padre,
ovvero le sue parole;
e guardo l'alba che insegue il tramonto,
che insegue la notte per fare l'amore;
e sento te che mi riempi la stanza e la vita
ché niente può farmi male, e penso...
dove saranno gli amici miei,
quelli del tempo che c'era lei?
come vorrei... cosa darei...
dove saranno gli amici miei?
Amore amore, tienmi forte la mano
e aiutami a ricordare:
io sono un piccolo uomo sotto un piccolo vetro
che non si può più spezzare;
vorrei mandare in frantumi
memoria, pensieri, almeno per un saluto;
e avere ancora vent'anni,
ancora tutto da dire per un minuto.
E chiudo gli occhi più forte del tempo,
però tu non mi lasciare;
e all'improvviso li vedo:
lontani, vicini, gli stessi di mille sere;
e sento tutte le voci:
la dolce, l'acuta, la tenue la disperata;
e devo chiedere scusa a qualcuno,
ricordo... ma forse è una puttanata
stasera
tornano tutti gli amici miei,
forse non sono partiti mai:
erano qui dentro di me
e non l'avevo capito mai;
tornano tutti gli amici miei,
noi non ci siamo lasciati mai,
e sono qui dentro di me,
tornano tutti gli amici miei
E permettemi di mandare un saluto particolare ad alcuni amici che negli ultimi tempi ho ritrovato proprio qui, fra le pagine di questo blog, come se queste fossero un po' anche le pagine della mia vita... amici che spesso hanno saputo trovare parole molto belle per me e trasmettermi la loro "vicinanza"... e sto parlando soprattutto di Antonio, Fiore, Ale... ed alcuni altri amici che però non c'entrano con questo blog. Daniela è un altro discorso... lei è la sorella che non ho mai avuto, lei è stata l'amica che svegli nel cuore della notte per buttarle addosso tutte le tue follie del momento... per la verità il più delle volte non sono nemmeno stata io a chiamarla... ma lo squillo del telefono che puntualmente arrivava agli orari più improbabili... non chiedetemi come facesse a sapere a distanza di 700 km che era l'attimo in cui una voce amica può distrarti dal commettere qualche sciocchezza...
Onde evitare di cadere in sciocchi sentimentalismi... vi mando in onda ancora una canzone... prima di salutarvi e fuggire a casa dove ho ancora un mucchio di cose da sbrigare prima di andare a Porta Nuova a prendere Daniela e Sara...
Saludos compañeros
de mi vida e de mi muerte,
forse un po' rincoglioniti
dalla"coca" e dalla suerte:
Felipe è diventato
un pezzo grosso della destra,
Sebastiano vende idee,
Ramon lattine di minestra
Juliano ha il suo giornale
di previste previsioni,
Pancho è l'unico rimasto
sulla nuvola in calzoni.
E in fondo a quella strada
non ci sono mai arrivati,
per malinconia del tempo,
o forse il tempo li ha ingannati.
Avevan gli occhi stretti
a furia di guardare il sole,
e il sole non sorgeva
mai sul mare.
Avevan mani grandi
a furia di abbracciare il mondo,
e il mondo non si faceva
mai abbracciare:
parlavano cantando
e innamoravano ragazze belle
e perse dentro i loro occhi
scintillanti come stelle
Compañeros,
compañeros,
compañeros, oh, oh.
Compañeros,
compañeros,
compañeros, oh, oh.
Però non v'illudete,
non passiamo mai la mano,
nella luce del tramonto
più ne partono e più siamo.
Compañeros si è di dentro
e non abbiamo vie d'uscita:
è il sogno d'esser uomo
in questa e non nell'altra vita.
Amore, amore, amore
metti un fiore alla finestra,
che continuino a vederlo
e che chinino la testa:
in fondo a quella strada
c'è un campo di mimose;
forse non ci arriveremo...
ma non cambiano le cose.
Abbiamo gli occhi stretti
a furia di guardare il sole,
e questo è solo un modo di guardare,
abbiamo mani grandi
a furia di abbracciare il mondo,
e questo è il solo modo di abbracciare:
e siamo in ogni strada
in ogni angolo del tempo, vivi,
e ci riconosciamo da un sorriso
che non è mai spento:
Compañeros,
compañeros,
compañeros, oh, oh.
un abbraccio... da milady