domenica, 31 luglio 2005
Ed eccoci infine giunti all'ultima puntata... mi mancherete, e so che vi mancherò... voglio lasciarvi con due canzoni specialissime. La prima è un'altra dedica a un'amica, l'ultima di quest'anno (e spero che ascolterai la trasmissione Jodie...) e comunque è una canzone per tutti quelli che la vita non riesce a cambiare, che non si sentono fuori del tempo e del mondo solo per il fatto di avere degli ideali e continuare a crederci...
 
Sempre per sempre
(Francesco De Gregori)
Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano
E non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
Ricordati dovunque sei, se mi cercherai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare per diverse strade
O con diverse scarpe su una strada sola

Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono ma lasciano, lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Ma a chiudere questo nostro spazio radio non poteva che essere Vecchioni: perché è uno dei miei cantautori preferiti, perché ha una bella voce (e voi ormai lo sapete quanto contano le voci per me) e anche come un omaggio alla padrona di casa, che ci ha regalato questa possibilità di passare insieme qualche mattina e qualche pomeriggio in compagnia di buona musica. La canzone però la scelgo io, è la mia passione, quella che trovo più bella... e se permettete vorrei dedicarla, oltre che a tutti voi, al mio fidanzato ormai quasi marito, visto che mi sposo tra meno di una settimana. Lui l'ha ascoltata per la prima volta quest'anno al concerto di Roma e mi ha detto che ci si è molto riconosciuto... e chissà quanti altri uomini lo avranno pensato, e quante donne avranno in segreto desiderato un uomo che invece dei castelli in aria, gli regalasse la soluzione dei problemi più quotidiani e più "menosi". Dunque un caldissimo a risentirci presto, un grazie grande grande a tutti voi per avermi ascoltata e tante tantissime belle cose. Dall'album Sogna Ragazzo Sogna del 1999, vi lascio con 
Ritratto di signora in raso rosa
(Roberto Vecchioni)
Non scalerò montagne per te
e non attraverserò deserti:
e ci sono anche poche possibilità
che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti...
non t'illuminerò una piazza,
non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella...
non combatterò per te né draghi,
né mulini a vento, né demoni dell'inferno...
no, per te non farò niente di tutto questo...
Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione,
appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai;
sarò la tua signora
vestita in raso rosa,
antica come un quadro,
bella, altera, un po' sdegnosa,
il passero che a sera
danza sui ginocchi tuoi,
sarò l'eroe dei sogni
che nessuno ha fatto mai.

Perché mi batterò per te
con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai,
mi coprirò delle ferite della noia,
quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai,
per te... per te...
per te... per te...
per te... per te...
per te... per te...
Per te io mentirò
giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri
agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali
affittate a un baraccone,
perché volar da soli
è solamente un'illusione.

Non mi confonderò mai più
con questa compagnia di geni
sempre soli,
sempre con il «coso» in mano
a dirsi «quanto siamo bravi,
Dio, ma come siamo bravi...»
e che da piccoli era meglio
che giocassero al meccano:
è più difficile spostare l'esistenza
un po' più giù del cielo
e diventare un uomo, per te
postato da: Alexgenova alle ore 20:03 | Permalink | commenti
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domenica, 31 luglio 2005

Oggi avrete puntata doppia, perché andrà in onda anche quella di ieri. E visto che sono le ultime due trasmissioni, le canzoni che vi farò ascoltare saranno ben due per ciascuna...

La prima è una dedica, e se devo essere sincera, non l'avrei mai messa se non fosse stato per fare un piacere a qualcuno... questo è il sogno di un uomo, avere una donna ai suoi piedi... e poi non amo i Rolling Stones... ma per un amico questo e altro, e dunque eccoli con

Under My Thumb

Under my thumb
The girl who once had me down
Under my thumb
The girl who once pushed me around

It's down to me
The difference in the clothes she wears
Down to me, the change has come,
She's under my thumb

Ain't it the truth babe?

Under my thumb
The squirmin' dog who's just had her day
Under my thumb
A girl who has just changed her ways

It's down to me, yes it is
The way she does just what she's told
Down to me, the change has come
She's under my thumb
Ah, ah, say it's alright

Under my thumb
A siamese cat of a girl
Under my thumb
She's the sweetest, hmmm, pet in the world

It's down to me
The way she talks when she's spoken to
Down to me, the change has come,
She's under my thumb
Ah, take it easy babe
Yeah

It's down to me, oh yeah
The way she talks when she's spoken to
Down to me, the change has come,
She's under my thumb
Yeah, it feels alright

Under my thumb
Her eyes are just kept to herself
Under my thumb, well I
I can still look at someone else

It's down to me, oh that's what I said
The way she talks when she's spoken to
Down to me, the change has come,
She's under my thumb
Say, it's alright.

Say it's all...
Say it's all...

Take it easy babe
Take it easy babe
Feels alright
Take it, take it easy babe.

 

 

Ce l’ho in mio potere adesso
la ragazza che un tempo mi teneva sotto
In mio potere
Quella che una volta tiranneggiava me

Dipende da me
La differenza nel modo in cui si veste
Dipende da me, le cose sono cambiate,
E lei è in mio potere

Non è così baby?

In mio potere
La cagnetta oggi si vergogna, ha fatto il tempo
E’ in mio potere
Una ragazza che ha proprio cambiato i suoi modi

Dipende da me, oh sì
Il modo in cui fa esattamente quello che le si dice
Dipende da me, le cose sono cambiate
E’ in mio potere
Ah, ah, disslo che è così

In mio potere
come una gattina siamese
In mio potere
Il più dolce, hmmm, animaletto domestico del mondo

Dipende da me
Il modo in cui parla se le si rivolge la parola
Dipende da me, le cose sono cambiate,
E’ in mio potere
Ah, non prendertela tanto, baby
Yeah

Dipende da me, oh sì
Il modo in cui parla se le si rivolge la parola
Dipende da me, le cose sono cambiate
E’ in mio potere
Sì, e mi sento proprio bene

In mio potere
Deve tenere gli occhi bassi, lei
E’ in mio potere, beh io
Io posso sempre guardare qualcun’altra

Dipende da me, è quello che ho detto
Il modo in cui parla quando le si rivolge la parola
Dipende da me, le cose sono cambiate,
Lei è in mio potere
Dillo, che è così.

Dì che è proprio...
Dì che è proprio...

Non avertela a male, baby...

non avertela a male, baby...

si sta bene...

Non prendertela, non prendertela tanto baby

La seconda canzone... cambiamo epoca, lingua, genere... tutto. Ed ecco, per un'altra cara amica, un'altra dedica speciale:

Vasco Rossi con

Gli Angeli

Quello che si prova
non si può spiegare qui
hai una sorpresa
che neanche te lo immagini
dietro non si torna
non si può tornare giù
Quando ormai si vola
non si può cadere più....
Vedi tetti e case
e grandi le periferie
E vedi quante cose
sono solo "fesserie"...
E da qui....e da qui...
...qui non arrivano gli angeli
con le lucciole e le cicale..
E da qui....e da qui....
"non le vedi più quelle estati lì"
"quelle estati lì"

Qui è logico
cambiare mille volte idea
ed è facile
sentirsi da buttare via!!
Qui non hai "la scusa"
che ti può tenere su
Qui la notte è buia
e ci sei soltanto tu
Vivi in bilico
e fumi le tue Lucky Strike
e ti rendi conto
di quanto le maledirai.....

E da qui....e da qui...
qui non arrivano "gli ordini"...
a insegnarti la strada buona...
E da qui....e da qui....
QUI NON ARRIVANO GLI ANGELI!!

E per il momento buona domenica. Ci risentiamo stasera per l'ultimissimissima puntata... baci dalla vostra Alex

postato da: Alexgenova alle ore 11:10 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 30 luglio 2005

radio anch'io per l'altra radio!

Dopo un periodo di stasi voglio aprire una nuova rubrica per l’altra radioForse non tutti sanno che…”, piccola rubrica, che senza pretese, mira a ‘lumeggiare’ il significato di alcuni vocaboli divenuti d’uso comune.

Ma prima vi propongo un ascolto inconsueto per l’altra radio

Da Zucchero & The Randy Jackson Band (1985)
Un Piccolo Aiuto
canta Zucchero

Non so da dove arrivi
Con chi adesso vivi
Però sei una bella sorpresa per me
Non so che cosa hai in mente
Non so se c'è un assente
Pero tu resta per un pó
Perchè io ho bisogno di un piccolo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Dormi pure se ti va
E riposati quanto vuoi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto.
Io e te due vite strane
E un mare di troppe grane
Io e te di nuovo qui
Io e te.
Se vuoi io ti preparo
Un caffè un pó leggero
Così puoi dormire se lo vuoi
Perchè io ho bisogno di un piccolo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Non parlare se non ti va
E riposati quanto vuoi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto
Io ho bisogno del tuo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Questa volta come vedi
Non mi reggo più nemmeno in piedi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto.

Forse non tutti sanno che…
Da dove deriva il termine Infinocchiare? Senza malizia, attenti a non lasciarsi infinocchiare. Ti se' fatto infinocchiare: quante volte ce lo siamo sentiti dire, a scuola, per strada, per faccende di gioco, storie d'amore o affarucci di vario genere? «la storia si fa lunga e perché le spiegazioni sono infinite: vere, false, strampalate. Partiamo dai sensali e dei contadini che tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, con aria innocente giravano tra i banchi dei chiassosi e spensierati mercati paesani, un bicchiere e un fiasco di vino in mano e un canestrino pieno di finocchio fresco sottobraccio. Il vino serviva da assaggio, da campione si direbbe oggi, sperando di venderne a parte in maggiore quantità; mentre il finocchio fresco, dal profumo intenso e accattivante, veniva fatto masticare un attimo prima di bere, con la scusa di far «sciacquare» la bocca dagli assaggi precedenti. E così il finocchio, mascherava alla perfezione l'asprezza e l'acidità del vino dei sensali e dei contadini poco onesti. La parola infinocchiare intesa come raggiro si usa dal 1500, per ragioni gustative e chimico-alimentari (il discorso si fa quasi difficile, un po' peso, però saremo brevi), il finocchio fresco, con il suo forte corpo saporoso invasivo, essendo di natura basica, può abbattere l'acidità del vino...

Ed ora per voi da “Stile Libero”
Per me per sempre
di Eros Ramazzotti.

Io vorrei che migliaia di farfalle
colorassero l'aria intorno a me
poi vorrei vederle tutte quante
come un vestito posarsi su di te...
Così... vorrei cosi così... sognarti così
Quando la festa comincerà tu sarai regina
tutta la gente si fermerà a guardarti stupita
Per i miei occhi tu splenderai bella come il sole
infiniti voli del cuore infinita felicità
quando penso che tu sei per me...
per sempre
Poi come fa il vento con le rose
vorrei spogliarti soffiando su di te...
Così... vorrei così così...
amarti così
Quando la festa poi finirà torneremo
a terra tutta la gente si ricorderà
d'aver visto una stella
Per i miei occhi tu splenderai bella
come il sole infiniti voli del cuore
infinita felicità quando penso che tu
sei per me... per sempre per sempre...
per sempre.

Altri sostituiscono al finocchio una fettina di finocchiona, ma la storia è un'altra. La finocchiona intesa come sbriciolona-toscana, tempi addietro i contadini toscani che non potevano permettersi di acquistare le spezie per ‘conciare’ un tipo di salame, usarono semplicemente sale e i semi del finocchio selvatico, da quì la preparazione e la denominazione ad un salame tipico toscano “La Finocchiona”. Questo salame prendeva molto del sapore del finocchio selvatico, ma unito al pane toscano ‘sciocco’, perchè senza sale, acquisiva ed acquista tutt’ora un sapore gradevolissimo. I contadini (da sempre considerati quelli dalle scarpe grosse ed il cervello fino), quando dovevano procurare la vendita del vino relativo ad un’annata non particolarmente fortunata o che iniziava a ‘prendere d’aceto’, facevano assaggiare all’acquirente, di solito un ‘cittadino’ la finocchiona, che riempiva il palato del sapore di finocchio selvatico, che riusciva a ‘nascondere’ la scarza consistenza del vino, (poco buono o annacquato) che assumeva anzi un sapore ed un retrogusto gradevole. Gli acquirenti pertanto, venivano in questo modo INFINOCCHIATI. Infinocchiare - in|fi|noc|chià|re v.tr. (io infinòcchio) 1 BU condire con semi di finocchio 2 CO colloq., imbrogliare, raggirare, ingannare, abbindolare: mi sono di nuovo lasciato i. da quell’imbroglione

Ed ora per voi da “Gli Occhi del Musicista”
Uccidimi
di Enrico Ruggeri

Prendi le mani e tienile con te,
che ti potranno servire
per asciugare la pioggia.
Prendi le gambe e tienile con te
e quando tu sarai stanca
ti porteranno più in là.
E le mie orecchie tienile perchè
quando non vorrai sentire
ascolteranno chi parlerà con te.
Anche la bocca prendila per te:
se non saprai cosa dire
avrà dei suoni con sè.
...se vuoi dell'altro puoi prenderlo.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo,
tanto sei rimasta dentro me.
Prendi i polmoni e tienili con te,
che ti potranno servire
per respirare la nebbia.
Prendi i miei occhi e tienili con te
e per guardare lontano
potrai aggiungerli ai tuoi.
Ecco il mo cuore, prendilo con te:
sarà un metronomo nuovo
che tiene il tempo per consegnarlo a noi.
Prendi il mio sangue e versalo nel tuo:
potrebbe darti calore
per tutto il tempo che vuoi.
...se vuoi dell'altro puoi prenderlo.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo,
tanto sei rimasta dentro me.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo.
Non mi fare più aspettare.
Uccidimi uccidimi, tanto sei rimasta dentro me.

Ad un presto risentirci con nuovi aneddoti, non prima di aver esaudita la richiesta di un ascoltatore che la dedica ad una “persona infinita e grande”

da “Amore dopo Amore”
Renato Zero in
MI AMERESTI

Mi ameresti anche al buio
mi ameresti con che slancio
e che passione lo faresti
senza trucchi disonesti
mi ameresti non lo so e vivresti
di quel poco che ti do...
Sembra facile lanciarsi
ma non è sempre così
con i giorni che ti inseguono
e ti inchioderanno lì.
Le promesse son le stesse,
come i gesti la paura
di sentirsi un po’ diversi
quei percorsi delle mani
quell’idea di libertà
l’illusione che domani
quel tormento passerà
io non sono più sicuro
di riuscire a dirti si
d’inventarmi chissà cosa
per tenerti ancora qui...
Devi fuggire adesso
vai via tranquilla,
mentre dormo vai via
ma fallo prima ch’io cambi idea...
Mi arrangerò promesso
non sarò io quello crudele
non sarò io il grande seduttore
ora che puoi non farti male
vai via così senza nessun rumore,
rimorso, rancore...vai!
Mi ameresti.
Non provarci perderesti.
Da una vita stravissuta che ti aspetti
noi non siamo tutti uguali
ma l’amore non lo sa
e fa danni devastanti ovunque va...
è difficile capire il momento
quale sia se lottare o rinunciare
se è un bisogno o una mania...
Mi ameresti sono certo
mi ameresti come è vero
che col tempo capiresti...
Che il sorriso che ho da darti
sufficiente non sarà
perché ha già viaggiato tanto
quanto è stanco non si sa
c’è più amore a scoraggiarti
a mentirti perché no
quello che meriteresti
è il coraggio che non ho...
Devi fuggire adesso vai
più veloce e più lontana che puoi
spezzami il cuore se ce la fai
non esitare troppo se capirò
che sei importante che senza te
la vita è niente, a
llora t’impedirò di farmi male
io sparirò senza nessun rumore...
rimorso...rancore...
Via! Via! Via! Via

postato da: kiriku alle ore 23:39 | Permalink | commenti
categoria: l altra radio
venerdì, 29 luglio 2005

ladyhawk


Ladyhawke (1985)
regia: Richard Donner
sceneggiatura: Edward Khmara, ...
protagonisti: Matthew Broderick Rutger Hauer Michelle Pfeiffer Leo McKern John Wood

Lo chiamano il Topo (Matthew Broderik) e altro non è che un ladruncolo, in fuga da Agijon e dalla giustizia sommaria dell’odiato e temuto Arcivescovo. Ed è proprio fuggendo che si imbatte nel solitario Etienne Navarre, un tempo capitano delle guardie di Agijon, che viaggia con la sola compagnia del suo cavallo e del suo falco. Il Topo scopre che il cavaliere ed il suo falco, anch’essi in fuga da Agijon, sono entrambi vittime di un oscuro sortilegio che si trascinano da due anni. L’Arcivescovo, infatti, geloso dell’amore che legava il capitano Navarre alla bella Isabeau, ha stretto un patto con Satana, condannando i due innamorati ad una crudele prigionia che li tenga separati senza togliere loro la vita: la notte trasforma infatti Etienne Navarre in un lupo, mentre il giorno trasforma Isabeau in falco.

Dopo due anni di peregrinazioni, Navarre ha deciso di porre fine alla vita dell’uomo che ha causato la sua sventura, ma l’incontro con il ladruncolo cambia i suoi progetti. Caduto vittima di un imboscata, Navarre viene riconosciuto ed è costretto a chiedere asilo in un vecchio e cadente convento ed il falco viene colpito da una freccia. Ma nel convento vive il vecchio Imperius, l’anziano prete che, in preda ai fumi dell’alcool aveva tradito i due amanti. Imperius cura Isabeau e svela a lei ed al Topo l’unico modo in cui è possibile annullare il maleficio:… una notte senza il giorno, un giorno senza la notte.

Girato interamente in Italia nel Parco Nazionale d'Abruzzo, il film narra una fiaba medioevale, ambientata nel Duecento, con una massiccia presenza di atmosfere fantasy che non mancano di renderla incredibilmente affascinante ed originale.

NAVARRE: Ora ci fermiamo. Non me la sento di continuare il viaggio.
PHILIPPE: Su, vieni bella. Oh, scusa, bello. Golia.
NAVARRE: Ho bisogno di dormire.
PHILIPPE: Certo, Golia è il tuo nome. Senti che freddo? Freddo, eh? Ti ci vorrebbe un po' di riposo dopo quello che è successo ieri sera. Un lupo avrebbe potuto uccidermi, è stato orribile. Per fortuna ha azzannato il contadino e ignorato me. Ma questo è niente: c'era una donna, con la pelle come di porcellana e profondi occhi blu come quelli di un uccello. E la sua voce dolce come quella di un angelo.
NAVARRE: Ha parlato? Che cosa ha detto?
PHILIPPE: Le ho chiesto se stavo sognando, e lei ha detto di sì. Ma non sono pazzo, devi credermi se ti dico queste cose.
NAVARRE: Ma io ti credo. Io credo ai sogni.
PHILIPPE: Ma certo.
NAVARRE: Questa signora ti ha detto come si chiama?
PHILIPPE: No, non me l'ha detto, perchè?
NAVARRE: Beh, si dà il caso che ella frequenti i miei sogni, e sarebbe bello se potessi chiamarla per nome e fingere di averla già incontrata. Io... aspetto da tanto tempo di vederla. Ora dormiamo un po'. Il falco ci avvertirà se si avvicina qualcuno.
PHILIPPE: Io devo essere diventato matto, proprio matto.


NAVARRE: Io che sono stato tuo Capitano, e che se Dio vorrà un giorno lo sarò ancora, ti chiedo di farmi passare.
GUARDIA: Capitano Navarre, gli ordini sono...
PHILIPPE: Maledetta, apriti! Apriti, apriti!
MARQUET: Navarre!
PHILIPPE: Ti ringrazio, Signore.
NAVARRE: Una notte senza il giorno, un giorno senza la notte.
IMPERIUS: Oh, buon Dio, accompagnalo. Proteggilo.
NAVARRE: Imperius, aspetta! Sei morto. No! Imperius, aspetta!
IMPERIUS: Che Iddio mi perdoni.
VESCOVO: Se uccidi me, Navarre, la maledizione durerà in eterno. Non pensi ad Isabeau?
NAVARRE: Isabeau è morta. Sì, maledetto, vattene all'inferno.
ISABEAU: Navarre!
NAVARRE: Isa... Guarda! Guardala! Guarda lei! Guarda me! Ora guardaci! Guardaci!
IMPERIUS: La maledizione è finita.
VESCOVO: Nessun uomo...
IMPERIUS: Navarre!
VESCOVO: Isabeau...
ISABEAU: Oh, mio Dio.
NAVARRE: Isabeau. I tuoi capelli. Ti amo.
ISABEAU: Navarre.
NAVARRE: Voi due. Venite qui.
IMPERIUS: Che la benedizione del Signore sia con voi, per tutti i giorni a venire.
NAVARRE: Sia benedetto il giorno che ti ha restituito a noi, padre. E anche tu. Anche tu.
ISABEAU: Il migliore amico che potessimo avere.
IMPERIUS: Ah, conto di rincontrarti in Paradiso, piccolo ladro, e non osare deludermi.
PHILIPPE: Verrò, padre, anche a costo di scassinare la porta.
NAVARRE: Isabeau!
ISABEAU: Ti amo! Ti amo!

 

Ho visto questo film almeno 5 o 6 volte...

Un amore che va oltre l'impossibilità di amarsi dovuta a fattori esterni contrari...

Ma io ti credo. Io credo ai sogni... una notte senza il giorno, un giorno senza la notte... perchè il sogno diventi realtà...

Dov'è giusto fermarsi ?

postato da: maria963 alle ore 17:12 | Permalink | commenti
categoria: dovevo fare del cinema
venerdì, 29 luglio 2005

Siamo arrivati quasi alla fine delle nostre trasmissioni. Non preoccupatevi, parlo solo di pausa estiva. Chiudiamo ad agosto per riprendere a settembre, sempre che i dati di audience siano positivi. Terzultima puntata dunque prima delle ferie, da domenica riposo per le vostre orecchie. Cosa posso regalarvi per gli ultimi sgoccioli di Capriccio? Vediamo... Ho sottomano un disco di Brian Ferry... non la mia voce preferita, un po' troppo sofisticato per i miei gusti, però indubbiamente una voce... e un autore nient'affatto malvagio. Proviamo. E speriamo che siate contenti della scelta.

Le prime notizie di Bryan Ferry  e dei Roxy Music risalgono al 1972. Questo "cantautore" (parole e musica sono quasi sempre sue) e cantante (interprete di canzoni di altri, particolarmente evergreen dagli anni '30 in poi) ha espresso nel gruppo  lo stile più spiccatamente anni '70: un misto di sofisticata ricercatezza e di dura credibilità da "gente di strada". Una serie di successi strepitosi, con album come  For Your Pleasure e Siren hanno dato al gruppo notorietà internazionale, culminata nell'album Avalon del 1981. L'anno dopo il gruppo si sciolse, e da quel momento Ferry ha continuato per conto suo sia a comporre canzoni, sia a interpretare classici, con album come Boys and Girls , Bete Noire, Taxi and Mamouna . In particolare ‘As Time Goes By’, raccolta di pezzi anni '30 uscita nel 1999, ha avuto successo sia di critica che di pubblico, con una candidatura al Grammy award. Dal 2002 Ferry ha riunito una rinnovata versione dei Roxy Music e continua a suonare anche in tour di successo. Questa canzone che vi presento adesso l'ho trovata, come prima registrazione, in un album del 1986 che sembrerebbe però essere una raccolta di successi. Dato però che non sono riuscita a trovare niente prima, probabilmente si tratta di uno di quei brani inediti che spesso vengono inseriti nelle collection per renderle più appetibili.

E' un altro giro nella nostalgia per me. Nell'86 avevo diciannove anni,m e questa canzone me la ricordo bene. Dall'album Street Life ascoltiamoci questa

More Than This

(Brian Ferry)

I could feel at the time
There was no way of knowing
Fallen leaves in the night
Who can say where they´re blowing
As free as the wind
And hopefully learning
Why the sea on the tide
Has no way of turning
More than this - there is nothing
More than this - tell me one thing
More than this - there is nothing
It was fun for a while
There was no way of knowing
Like dream in the night
Who can say where we´re going
No care in the world
Maybe i´m learning
Why the sea on the tide
Has no way of turning
More than this - there is nothing
More than this - tell me one thing
More than this - there is nothing

Riuscii a capire a quel tempo/ che non c'era modo di distinguere 

le foglie cadute nella notte / chi può dire fin dove si spingono

libere come il vento / con la speranza di imparare

perché con l'alta marea /non c'è modo per il mare di tornare indietro

oltre questo non c'è nulla / oltre questo dimmi una cosa sola / oltre questo non c'è nulla

è stato divertente per un po' / non c'era modo di sapere

come un sogno notturno / chi può dire dove stiamo andando

senza un pensiero al mondo / forse sto imparando 

perché con l'alta marea / non c'è modo per il mare di tornare indietro

oltre questo non c'è nulla...

postato da: Alexgenova alle ore 08:49 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 28 luglio 2005

Ivan Graziani

Una di quelle canzoni di cui m'innamorai all'inzio della mia adolescenza...

Ivan al suo esordio collabora con la PFM, Lucio Battisti e Antonello Venditti... sarà proprio Lugano addio a consacrare il suo successo.

Il 1 gennaio del 1997, Ivan ci lascia!... Ma 20 anni prima...

Le scarpe da tennis bianche e blu
seni pesanti e labbra rosse
e la giacca a vento
Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli
fermi come il lago

Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
"Canta con me"
Tu mi dicevi ed io cantavo
di un posto che
non avevo visto mai

Tu, tu mi parlavi di frontiere
di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti

"Eh mio padre si'," Tu mi dicevi,
"Quassù in montagna ha combattuto !"
Poi del mio mi domandavi

Ed io pensavo a casa
mio padre fermo sulla spiaggia
le reti al sole i pescherecci in alto mare
conchiglie e stelle
le bestemmie e il suo dolore

Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli
fermi come il lago

Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
addio cantavi
e non per falsa ingenuità
tu ci credevi
e adesso anch' io che sono qua

Oh ! Marta mia addio ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli
fermi come il lago ...

postato da: maria963 alle ore 20:36 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
giovedì, 28 luglio 2005
Fiorella Mannoia, cantante romana, è stata ed è una voce per moltissimi tra i più grandi autori italiani. Dal Sanremo dell’81 (Caffè nero bollente) è tutto un continuo di successi: “Come si cambia” nell’84, e nell’87 “Quello che le donne non dicono, primo incontro con un grande autore, nella specie Enrico Ruggeri. E’ da quel momento che Fiorella comincia a essere, com’è tuttora, interprete privilegiata dei cantautori, e in particolare Ivano Fossati, che scrive per lei “Le notti di maggio”. L’album che ne segue “Canzoni per parlare” contiene brani, oltre che di Fossati, di Ruggeri, Ron, Cocciante. Presenza importante nella realizzazione del lavoro è quella di Piero Fabrizi. A partire da questo album in poi, Fabrizi curerà la produzione, gli arrangiamenti e la composizione di vari brani di successo. 
Nel 1989 esce "di terra e di vento". All'interno Fiorella canta con Ivano Fossati una bellissima traduzione, curata dallo stesso Fossati di "OH CHE SARA"' di Chico Buarque De Hollanda. Alle firme già presenti nel precedente lavoro, si aggiunge Francesco De Gregori. Del 1992 è "I treni a vapore" di Fossati, canzone che da il titolo all'album. Continua anche la collaborazione con Ruggeri e De Gregori. Quest’ultimo scrive per lei anche “Giovanna d’Arco, contenuta in “Gente comune” del 1994.
Dal 1994 inizia anche un connubio con cantautori delle nuove generazioni: Samuele Bersani in “Gente comune” e successivamente in “Belle Speranze” del 1997, Daniele Silvestri, Avion Travel, Gian Maria Testa e altri.
Nel 1999 esce "Certe piccole voci" primo disco live della carriera di Fiorella, in cui brilla tra l’altro la sua versione  di “Sally”, di Vasco Rossi.
Nel 2001 esce "FRAGILE", altro disco di grande successo. Ne segue una lunga tournee che le vale il premio come "miglior live dell’anno", premio già assegnato in precedenza a Fabrizio De André, Zucchero, Pino Daniele.
Da un'idea di Pino Daniele nell'estate 2002 parte una tournèe che vede sul palco, insieme a Pino, Francesco De Gregori, Ron e Fiorella.
Sull'onda positiva di questa esperienza, Fiorella nell'inverno 2003 decide di ripartire da sola per una lunga tournèe teatrale, sovvertendo ogni regola di mercato, senza un disco in uscita, e tuttavia registrando, nei 55 teatri, il "tutto esaurito".
Da questa fortunata tournee è stato tratto un DVD e un doppio CD Live che si intitola semplicemente "CONCERTI" a testimonianza di un grande successo.
Dall’album I treni a vapore è tratta la canzone che ascolteremo stamattina, una delle sue interpretazioni che amo di più:
 
Il cielo d’Irlanda
(Massimo Bubbola)
Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
Il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
Il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
Ti annega di verde e ti copre di blu
Ti copre di verde e ti annega di blu
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
Il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
Il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
Si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
Si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
Il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
Il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
Ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
Ma dopo un momento li fa brillare più del vero
Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
Il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
Il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia ballando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te.
postato da: Alexgenova alle ore 08:27 | Permalink | commenti
categoria: l altra radio
mercoledì, 27 luglio 2005

Scivolano i pensieri
Nel labirinto
Del mio sogno,
Cercando il tuo volto
Volo sul mare.
Come due allodole
Voliamo leggeri verso il sole.
Da quassù vedo castelli di sabbia
Distrutti dal mare,
pezzi di legno di antiche barche
frantumate da tempeste,
avvoltoi che volano bassi
avidi di corpi dagli occhi
macerati dal sale,
bambini, senza secchielli, scappano
dal fumo nero della morte.
Oh Amore... le mie ali tentennano...
Dammi la mano...  aiutami! 
Continua a volare senza lasciarmi...
Ti prego Amore lasciati amare !
Ti prego Amore non smettere
Mai di amarmi !

postato da: Daniela52 alle ore 20:19 | Permalink | commenti
categoria: opere d inchiostro