radio anch'io per l'altra radio!
Dopo un periodo di stasi voglio aprire una nuova rubrica per l’altra radio “Forse non tutti sanno che…”, piccola rubrica, che senza pretese, mira a ‘lumeggiare’ il significato di alcuni vocaboli divenuti d’uso comune.
Ma prima vi propongo un ascolto inconsueto per l’altra radio
Da Zucchero & The Randy Jackson Band (1985)
“Un Piccolo Aiuto”
canta Zucchero
Non so da dove arrivi
Con chi adesso vivi
Però sei una bella sorpresa per me
Non so che cosa hai in mente
Non so se c'è un assente
Pero tu resta per un pó
Perchè io ho bisogno di un piccolo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Dormi pure se ti va
E riposati quanto vuoi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto.
Io e te due vite strane
E un mare di troppe grane
Io e te di nuovo qui
Io e te.
Se vuoi io ti preparo
Un caffè un pó leggero
Così puoi dormire se lo vuoi
Perchè io ho bisogno di un piccolo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Non parlare se non ti va
E riposati quanto vuoi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto
Io ho bisogno del tuo aiuto
E lo sai nel mio letto c'è un posto per te
Questa volta come vedi
Non mi reggo più nemmeno in piedi
Ho bisogno di serenità
E di un piccolo aiuto.
Forse non tutti sanno che…
Da dove deriva il termine Infinocchiare? Senza malizia, attenti a non lasciarsi infinocchiare. Ti se' fatto infinocchiare: quante volte ce lo siamo sentiti dire, a scuola, per strada, per faccende di gioco, storie d'amore o affarucci di vario genere? «la storia si fa lunga e perché le spiegazioni sono infinite: vere, false, strampalate. Partiamo dai sensali e dei contadini che tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, con aria innocente giravano tra i banchi dei chiassosi e spensierati mercati paesani, un bicchiere e un fiasco di vino in mano e un canestrino pieno di finocchio fresco sottobraccio. Il vino serviva da assaggio, da campione si direbbe oggi, sperando di venderne a parte in maggiore quantità; mentre il finocchio fresco, dal profumo intenso e accattivante, veniva fatto masticare un attimo prima di bere, con la scusa di far «sciacquare» la bocca dagli assaggi precedenti. E così il finocchio, mascherava alla perfezione l'asprezza e l'acidità del vino dei sensali e dei contadini poco onesti. La parola infinocchiare intesa come raggiro si usa dal 1500, per ragioni gustative e chimico-alimentari (il discorso si fa quasi difficile, un po' peso, però saremo brevi), il finocchio fresco, con il suo forte corpo saporoso invasivo, essendo di natura basica, può abbattere l'acidità del vino...
Ed ora per voi da “Stile Libero”
Per me per sempre
di Eros Ramazzotti.
Io vorrei che migliaia di farfalle
colorassero l'aria intorno a me
poi vorrei vederle tutte quante
come un vestito posarsi su di te...
Così... vorrei cosi così... sognarti così
Quando la festa comincerà tu sarai regina
tutta la gente si fermerà a guardarti stupita
Per i miei occhi tu splenderai bella come il sole
infiniti voli del cuore infinita felicità
quando penso che tu sei per me...
per sempre
Poi come fa il vento con le rose
vorrei spogliarti soffiando su di te...
Così... vorrei così così...
amarti così
Quando la festa poi finirà torneremo
a terra tutta la gente si ricorderà
d'aver visto una stella
Per i miei occhi tu splenderai bella
come il sole infiniti voli del cuore
infinita felicità quando penso che tu
sei per me... per sempre per sempre...
per sempre.
Altri sostituiscono al finocchio una fettina di finocchiona, ma la storia è un'altra. La finocchiona intesa come sbriciolona-toscana, tempi addietro i contadini toscani che non potevano permettersi di acquistare le spezie per ‘conciare’ un tipo di salame, usarono semplicemente sale e i semi del finocchio selvatico, da quì la preparazione e la denominazione ad un salame tipico toscano “La Finocchiona”. Questo salame prendeva molto del sapore del finocchio selvatico, ma unito al pane toscano ‘sciocco’, perchè senza sale, acquisiva ed acquista tutt’ora un sapore gradevolissimo. I contadini (da sempre considerati quelli dalle scarpe grosse ed il cervello fino), quando dovevano procurare la vendita del vino relativo ad un’annata non particolarmente fortunata o che iniziava a ‘prendere d’aceto’, facevano assaggiare all’acquirente, di solito un ‘cittadino’ la finocchiona, che riempiva il palato del sapore di finocchio selvatico, che riusciva a ‘nascondere’ la scarza consistenza del vino, (poco buono o annacquato) che assumeva anzi un sapore ed un retrogusto gradevole. Gli acquirenti pertanto, venivano in questo modo INFINOCCHIATI. Infinocchiare - in|fi|noc|chià|re v.tr. (io infinòcchio) 1 BU condire con semi di finocchio 2 CO colloq., imbrogliare, raggirare, ingannare, abbindolare: mi sono di nuovo lasciato i. da quell’imbroglione
Ed ora per voi da “Gli Occhi del Musicista”
Uccidimi
di Enrico Ruggeri
Prendi le mani e tienile con te,
che ti potranno servire
per asciugare la pioggia.
Prendi le gambe e tienile con te
e quando tu sarai stanca
ti porteranno più in là.
E le mie orecchie tienile perchè
quando non vorrai sentire
ascolteranno chi parlerà con te.
Anche la bocca prendila per te:
se non saprai cosa dire
avrà dei suoni con sè.
...se vuoi dell'altro puoi prenderlo.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo,
tanto sei rimasta dentro me.
Prendi i polmoni e tienili con te,
che ti potranno servire
per respirare la nebbia.
Prendi i miei occhi e tienili con te
e per guardare lontano
potrai aggiungerli ai tuoi.
Ecco il mo cuore, prendilo con te:
sarà un metronomo nuovo
che tiene il tempo per consegnarlo a noi.
Prendi il mio sangue e versalo nel tuo:
potrebbe darti calore
per tutto il tempo che vuoi.
...se vuoi dell'altro puoi prenderlo.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo,
tanto sei rimasta dentro me.
E poi uccidimi,
uccidimi con dolcezza e precisione.
Uccidimi, uccidimi.
Dammi una ragione per non farlo.
Non mi fare più aspettare.
Uccidimi uccidimi, tanto sei rimasta dentro me.
Ad un presto risentirci con nuovi aneddoti, non prima di aver esaudita la richiesta di un ascoltatore che la dedica ad una “persona infinita e grande”
da “Amore dopo Amore”
Renato Zero in
MI AMERESTI
Mi ameresti anche al buio
mi ameresti con che slancio
e che passione lo faresti
senza trucchi disonesti
mi ameresti non lo so e vivresti
di quel poco che ti do...
Sembra facile lanciarsi
ma non è sempre così
con i giorni che ti inseguono
e ti inchioderanno lì.
Le promesse son le stesse,
come i gesti la paura
di sentirsi un po’ diversi
quei percorsi delle mani
quell’idea di libertà
l’illusione che domani
quel tormento passerà
io non sono più sicuro
di riuscire a dirti si
d’inventarmi chissà cosa
per tenerti ancora qui...
Devi fuggire adesso
vai via tranquilla,
mentre dormo vai via
ma fallo prima ch’io cambi idea...
Mi arrangerò promesso
non sarò io quello crudele
non sarò io il grande seduttore
ora che puoi non farti male
vai via così senza nessun rumore,
rimorso, rancore...vai!
Mi ameresti.
Non provarci perderesti.
Da una vita stravissuta che ti aspetti
noi non siamo tutti uguali
ma l’amore non lo sa
e fa danni devastanti ovunque va...
è difficile capire il momento
quale sia se lottare o rinunciare
se è un bisogno o una mania...
Mi ameresti sono certo
mi ameresti come è vero
che col tempo capiresti...
Che il sorriso che ho da darti
sufficiente non sarà
perché ha già viaggiato tanto
quanto è stanco non si sa
c’è più amore a scoraggiarti
a mentirti perché no
quello che meriteresti
è il coraggio che non ho...
Devi fuggire adesso vai
più veloce e più lontana che puoi
spezzami il cuore se ce la fai
non esitare troppo se capirò
che sei importante che senza te
la vita è niente, a
llora t’impedirò di farmi male
io sparirò senza nessun rumore...
rimorso...rancore...
Via! Via! Via! Via