lunedì, 28 febbraio 2005

Inibitore d'emozioni: lo chiamano!

E così, dopo 27 anni di rapporto, dopo aver rincorso la vita viaggiando a velocità doppia... dopo aver creduto in ogni sentimento ed emozione con tutta me stessa e aver dedicato la mia vita mettendo sempre al primo posto l'amore, gli affetti, i sentimenti, le persone... rinunciando a successo, guadagni economici, realizzazioni personali, divertimenti...

beh, mi ritrovo a 41 anni a cercar aiuto in un inibitore d'emozioni... perché quando la vita ti crolla addosso, hai bisogno di tenere a bada le emozioni per andare avanti usando solo la razionalità.

Quanto è lieve il confine fra "normalità" e "follia"!
Non ci vuole poi molto ad allungare il passo e superare il limite.
Insonnia, depressione... per tutto c'è un farmaco, c'è qualcuno/qualcosa per aiutarti.
E chi lo sa dove ti fermerai? Chissà se avrai ancora voglia di fermarti!

Sento parlare di "calcoli"; di organizzazione; di ciò che è meglio. Sento raccontare che era così da anni e anni. Come ho potuto non accorgermene?
Sento chiedermi: cosa è cambiato? Sento parlare di rancore, invidia.
Sento raccontarti di una donna che non conosco ma che sembrerebbe portare il mio nome.
Sento parlarti di una vita che non ho vissuto.
Sento raccontarti delle frustrazioni, delusioni, castrazioni che avrei fatto subire ad un uomo a cui ho dedicato la vita.

Io parlavo d'amore. Io ti ho parlato d'amore per tutti questi anni.
E non mi sono chiesta se era "conveniente", se avrei potuto avere di più o di meno.
Io parlavo d'amore e credo d'aver parlato da sola...

Io parlavo d'amore e oggi mi affido ad un inibitore d'emozioni!

postato da: maria963 alle ore 16:43 | Permalink | commenti
categoria: parliamone
venerdì, 25 febbraio 2005

Un uomo onesto, un uomo probo
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente
Gli disse :"Portami domani"
gli disse :"Portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani"
Lui dalla madre andò e l'uccise
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò
Non era il cuore, non era il cuore
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova del suo cieco amore
Gli disse ancor :"Se mi vuoi bene"
gli disse ancor :"Se mi vuoi bene
tagliati dei polsi le quattro vene"
Le vene ai polsi lui si tagliò
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un pazzo da lei tornò
Gli disse lei ridendo forte
gli disse lei ridendo forte:
"L'ultima tua prova sarà la morte"
E mentre il sangue lento usciva
e ormai cambiava il suo colore
la vanità fredda gioiva
un uomo s'era ucciso per il suo amore
Fuori soffiava dolce il vento
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.

(Fabrizio de Andrè)

Era il 1966 quando Fabrizio ci presentava questa canzone... ma l'amore è davvero cieco?
Può esserlo? E' giusto che lo sia?
E' vero amore quello senza limiti, quando uno si annulla per l'altro/a, quando vive solo di riflesso e per quell'amore?
Io non ne sono convinta...

E' lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere
e quel silenzio tra noi due che sembra non finire,
quando lo svesto, lo rivesto e poi lo metto a letto,
e quelle lettere che scrive e poi non sa spedirmi...
forse lasciarlo sulle scale è un modo di salvarmi
E tu che hai preso in mano
il filo del mio treno di legno,
che per essere più grande avevo dato in pegno:
e ti ho baciato sul sorriso per non farti male,
e ti ho sparato sulla bocca invece di baciarti
perchè non fosse troppo lungo il tempo di lasciarti:
Forse non lo sai ma pure questo è amore.
E l'alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele
e una ragazza bionda forse gli voleva dire
che l'uomo è grande, l'uomo è vivo,
l'uomo non è guerra;
ma i generali gli rispondono che l'uomo è vino,
combatte bene e muore meglio
solo quando è pieno.
E il primo disse "Ah sì,
non vuoi comprare il nostro giornale?!"
e gli altri "Lo teniamo fermo tanto per parlare"
ed io pensavo - ora gli dico "Sono anch'io fascista" -
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta.
Forse non lo sai ma pure questo è amore
Ed il più grande
conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perchè più in là
non si poteva conquistare niente:
e tanta strada per vedere un sole disperato,
e sempre uguale e sempre
come quando era partito.
Bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave,
ha più ferite che battaglie, e lui ce l'ha la chiave,
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli,
ed Io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio,
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio.
Forse non lo sai ma pure questo è amore.
(Roberto Vecchioni)
postato da: maria963 alle ore 20:12 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
giovedì, 24 febbraio 2005

Ho baciato nuvola nera
prima che lei cominciasse a lavorare
ho parlato con nuvola nera
prima che lei cominciasse a ballare
e si è parlato di regole
assolutamente impossibili da cambiare
e pensavo alla distanza fra il tuo indirizzo e il mio cuore
fra la tua casa e l’amore  
se è vero che l’amore
è una piccolissima cosa è un dettaglio da niente
è una stella caduta è una faccia confusa  
sono stato con nuvola nera
nel suo paradiso di guerra e di fumo
e può darsi che dopo di me
è arrivato qualcuno o forse nessuno
e si è parlato di regole
così difficili da mantenere
e si è parlato di giorni si è parlato di sere
si è parlato d’amore  
se è vero che l’amore
è una piccolissima cosa è un dettaglio da niente
è una stella caduta è una faccia confusa
ho baciato nuvola nera
nel suo paradiso artificiale
e ho cantato con nuvola nera
nel mezzo del suo numero centrale
e si è parlato del destino
della paura di doverlo contraddire
tra i suoi vestiti caduti c’ era tutto il mondo
che finalmente riuscivo a cambiare
se è vero che l’amore
è una piccolissima cosa è un dettaglio da niente
è una stella caduta è una faccia confusa
 
 

(Carlo Fava)

Se è vero che l'amore è una piccolissima cosa...
la paura di contraddire il destino che si supera là dove i suoi vestiti caduti ci riportano la capacità di cambiare tutto il mondo.

si può cambiar, si può cambiar ci direbbe Roberto!

si è parlato di regole, impossibili da cambiare, difficili da mantenere... ma io pensavo alla distanza fra il suo indirizzo e il mio cuore...

perché io sono stata con nuvola nera, ho baciato nuvola nera, nel suo paradiso di guerra e fumo...
e forse dopo di me è arrivata qualcuna...
ma io parlavo d'amore... e se è vero che l'amore è una piccolissima cosa, un dettaglio da niente, una faccia confusa, una stella caduta...

postato da: maria963 alle ore 14:42 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
mercoledì, 23 febbraio 2005
Roberto V. è un uomo e spesso si crede (tante volte a ragione) che uomini e donne debbano vedere le cose da una prospettiva diversa... e soprattutto quando si tratta di sentimenti, di amore.
Sarà che Roberto spesso ha provato ad immedesimarsi nella visione della donna... sarà che io spesso ho provato ad immedesimarsi nella visione di un uomo... sarà che dentro ognuno di noi c'è una componente maschile ed una femminile... sarà che non sempre è il sesso a determinare la differenza del "sentire", ma magari lo sono le nostre esperienze, le persone che abbiamo incontrato, il nostro carattere... sarà che un animo non sempre è maschile o femminile, a volte è solo un "animo", un po' come il sesso degli angeli...

non so cosa sarà... ma se Vecchioni ha sempre fatto così tanto parte di me è perché spesso ho "sentito" la sua visione, l'ho percepita come mia, altre volte mi ha completato, ma senza andare in "direzione contraria", ma come due vie che partendo da luoghi, tempi, esperienze differenti, tendono a defluire in un'unica piazza.

Oggi sento molto "mia" questa bellissima canzone e mi basterebbe solo cambiare i sostantivi e aggettivi dal maschile al femminile per "cantarla" della mia vita.

Morirò di paura a venire là in fondo,
maledetto padrone del tempo che fugge,
del buio e del freddo;
ma lei aveva vent'anni e faceva l'amore,
e nei campi di maggio, da quando è partita,
non cresce più un fiore...
E canterò, stasera canterò,
tutte le mie canzoni canterò,
con il cuore in gola canterò:
e canterò la storia delle sue mani
che erano passeri di mare,
e gli occhi come incanti d'onde
scivolanti ai bordi delle sere;
e canterò le madri che
accompagnano i figli
verso i loro sogni,
per non vederli più, la sera,
sulle vele nere dei ritorni;
e canterò, canterò finchè avrò fiato,
finchè avrò voce di dolcezza e rabbia
gli uomini, segni dimenticati,
gli uomini, lacrime nella pioggia,
aggrappati alla vita che se ne va
con tutto il furore dell'ultimo bacio
nell'ultimo giorno dell'ultimo amore;
e canterò finchè tu piangerai,
canterò finchè tu perderai,
canterò finchè tu scoppierai,
e me la ridarai indietro.
Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori,
perchè lei adesso è morta
e là fuori ci sono la luce e i colori;
dopo aver vinto il cielo
e battuto l'inferno,
basterà che mi volti
e la lascio alla notte,
la lascio all'inverno...
E mi volterò
le carezze sue di ieri
mi volterò
non saranno mai più quelle
mi volterò
e nel mondo, su, là fuori
mi volterò
s'intravedono le stelle
mi volterò perchè ho visto il gelo
che le ha preso la vita,
e io, io adesso, nessun altro,
dico che è finita;
e ragazze sognanti mi aspettano
a danzarmi il cuore,
perchè tutto quello
che si piange non è amore;
e mi volterò perchè tu sfiorirai,
mi volterò perchè tu sparirai,
mi volterò perchè già non ci sei
e ti addormenterai per sempre.

postato da: maria963 alle ore 13:12 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 22 febbraio 2005

E forse a volte, pur amando una persona, ci si rende conto che la cosa migliore per lui e per te è allontanarsene.  Più nulla da salvare, la vicinanza non farebbe altro che del male ad entrambi. Difficile cercare d'incamminarsi per un'altra strada, ma non farlo ti rendi conto che sarebbe solo follia. E allora è ancora per amore, di lui e di te e di tutti quelli coinvolti, che sai che dovrai riuscirci... anche questa volta, da sola, dovrai farcela tu per entrambi. Forse l'ultima volta, l'ultimo gesto, l'ultimo passo che farai per quell'antico "noi" a cui hai dedicato la tua vita fino ad oggi.

Il tempo di essere un equilibrista
e per entrare aprire una finestra
e mentre ho quattro piani sotto i piedi
tu dal tuo letto salti su e mi chiedi:
"Che cosa fai sul filo?"
"Io? Mi alleno, a te invece ne danno di veleno"
"Dài vieni dentro che vorrei toccarti
le senti, le ricordi le mie mani?
Domenica son libera di uscire
domenica, domenica è domani..."
"Domani faccio solo figli giusti
domani vado nelle due Sicilie"
"Ma dove vai senza di me?
Oh, certo, hai cose che non so
e che non ti chiedo, così sei tu:
perdonerai, ti illuderai, ci morirai,
e non ricorderai perché
e brucerai tutte le stelle
non del sabato, soltanto dentro te
sarò felice sai,
però tu mi hai amato
tu mi hai amato e non mi aspetterai
mancava così poco sai
eppure tu mi hai amato
tu mi hai amato e non mi aspetterai"
"Che vuoi? Qui dentro sei così tranquilla,
felice no ma, in fondo chi è felice?
E poi ti trovo come sempre bella
io devo stare al passo con i tempi
succede a tutti e noi non siamo i primi
così va il mondo e non si può cambiare
vedessi come è dura star là fuori,
tu no ma io ci devo ritornare"
"Ma dove vai?
Ma dove vai senza di me?"
"Che cosa credi? Sai la gioia
andare via lasciarti qui?"
"Ma cosa dici, come vivi,
cosa inventi, non ti riconosco più"
"Sta zitta e smettila di urlare che non serve
cosa vuoi capirne tu?
Io vivo a modo mio, io, io ti ho amato
io ti ho amato, non t'aspetterò
mancava poco, è vero che eri guarita
eppure io, io ti ho amato, io ti ho amato
e non t'aspetterò"

(R.V. - Sabato stelle)

postato da: maria963 alle ore 18:47 | Permalink | commenti
categoria: le canzoni d autore
domenica, 20 febbraio 2005
lasciatemi sola! non so se tornerò e dove e quando. ma lasciatemi sola. ho solo bisogno di tempo. tutto si supera. è solo questione di tempo. nessuno può aiutarmi. ho solo bisogno di stare sola. non so quanto tempo ci vuole. ma andrò oltre. datemi solo il tempo.
postato da: maria963 alle ore 13:53 | Permalink | commenti
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mercoledì, 16 febbraio 2005

L’ultimissima generazione di telefoni cellulari
pretende un’amicizia lunga in cambio di patti molto chiari
patti visibili e facce allegre sul display luminoso
con l’estetica al litio e il pensiero a riposo

[...]

Avevo un vecchio pensiero analogico e capitava di starci anche male
ma mi sembrava troppo pesante per l’era nuova del digitale.
Io sono quello che sono tu sei quello che sei
ma se fossi il futuro mi vergognerei.

[...]

L’amore ai tempi dell’immateriale può fare a meno delle vecchie parole
l’amore ai tempi dell’immateriale può fare a meno di quello che vuole
può fare a meno degli oggetti e ripartire sempre da zero
può fare a meno del desiderio può fare a meno del mondo intero.

(tratto da: "Se fossi il futuro" - Carlo Fava

Trovo molto belle e vere queste parole e, a proposito, mi viene ancora da citare i versi di Vecchioni...

ma magari si potessero considerare validi solo per i figli... il peggio è che "il pensiero a riposo" spesso ce lo hanno gli adulti che si dimenticano responsabilità, affetti e dignità...

e non basta premere un bottone per un'emozione...

postato da: maria963 alle ore 18:48 | Permalink | commenti (1)
categoria: le canzoni d autore
mercoledì, 16 febbraio 2005

 Una canzone per raccontare lo stato d'animo di questo momento...

e allora, venitemi a trovare sui miei...

viali di cristallo

Lungo viali di cristallo
va solinga e mota
segnata dai minuti
una stagione vuota.
La sera adesso scende spensierata
con i suoi occhi perduti dentro ai miei 
e ho solo la fortuna di un idiota
che tira avanti e non capisce il suo destino.
E tiro fuori da una tasca vuota
un accendino.
E allora accendo un’altra sigaretta
e quando è notte raccolgo i miei pensieri
tra i sogni che oramai non hanno fretta
ed il domani che diventa ieri
quando stavamo lì seduti ore ed ore
e parlavano fino a fare giorno
di una musica di un amore 
e di una fuga senza ritorno.
Vive sola in un castello
dove nascono canzoni
dove potrò riparami
dalle tue tentazioni.
Ma se un motivo esiste veramente
allora credimi dovrò cercarlo 
e se vorrai mandarmi un tuo saluto
mi troverai sui viali di cristallo
dove lo sai che l’unica missione
è fare del mio tempo
musica e poesia.

(Sergio Cammariere)

postato da: maria963 alle ore 14:11 | Permalink | commenti (1)
categoria: le canzoni d autore