Abbiamo scritto molto io e te, tu meglio e più di me.
Abbiamo pagato molto io e te, ma per il conto non saprei chi ha speso o perso di più.
Ci siamo scontrati sul viaggio delle parole: sono io che ho corso e t’ho rincorso nella tua vita e nel tuo mondo, utilizzando però modalità e mezzi più miei che tuoi.
Eppure c’è una domanda che io non ti farò mai... e tu questo lo sai.
O hai scritto una risposta anche per il momento in cui ci arriverò?
È nell’aria che circola fra di noi, è negli sguardi e nei gesti.
M’hai ancora preceduto e hai detto tutto e il contrario. È un trucco del giocatore di carte per confondere e vincere il gioco? Sono io a non saper leggere per la paura del sogno e del risveglio?
Stanca di equivoci; a volte vorrei che mi capissi tu e ti fermasti un attimo insieme a me...
in questi vicoli antichi che sono storia, dove le serate hanno un calore giallo che t’avvolge e ritorni a parlare di te.
Ci sono momenti in cui penso – tu lo sai – che arriverà: non importa se sarà giorno o notte perché, comunque, noi vedremo la luna.
È un’attesa che s-finisce; è una corsa senza traguardo; è farci del male senza una vera ragione.
Dove sei? Dove vuoi arrivare?
Finirò per andarmene, io.
Se tu lo vuoi, fermami, in questo attimo di cielo e passione in cui t’ho intravisto.









